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Don Casadio entra a San Mercuriale

Il campanile di San Mercuriale batte l'ora di don Enrico Casadio. Il nuovo responsabile della secolare abbazia intitolata al protovescovo forlivese, ha fatto l'ingresso solenne sabato pomeriggio, accolto da monsignor Lino Pizzi.

Il campanile di San Mercuriale ha battuto l'ora di don Enrico Casadio. Il nuovo responsabile della secolare abbazia intitolata al protovescovo forlivese, ha fatto l'ingresso solenne sabato pomeriggio, alle 18.30, accolto da monsignor Lino Pizzi. Durante la cerimonia liturgica, presieduta dallo stesso vescovo di Forlì-Bertinoro, don Casadio riceverà in consegna le chiavi della chiesa e del tabernacolo, nonché simbolicamente il confessionale, il battistero, la Parola di Dio, la mensa dell'altare e la comunità parrocchiale in tutte le sue componenti: i bambini, i ragazzi, i giovani, le famiglie, gli ammalati e persino i defunti.

Al termine, il neo abate, classe 1968, saluterà le autorità e tutti gli intervenuti direttamente nel chiostro della basilica. Non volendo considerare la parentesi di don Franco Appi amministratore parrocchiale da maggio a settembre, don Casadio succede direttamente a don Franco Zaghini, costretto a dimettersi ad aprile nell'assoluta costernazione dei cattolici forlivesi, per lo scandalo generato dalla sua relazione sessuale con due giovani omosessuali che lo ricattavano. Il nuovo abate cumulerà il prestigioso incarico a quello di responsabile dell'Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, di assistente dei giovani dell'Azione Cattolica di Forlì-Bertinoro, di vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico diocesano e di membro del Consiglio presbiterale.

Nato a San Pietro in Trento, don Casadio è divenuto prete nel 2000 per imposizione delle mani dell'allora vescovo monsignor Vincenzo Zarri. “Diventare prete nel nuovo millennio - dichiarò all'epoca - significa soprattutto mettersi a disposizione della comunità di fedeli, ossia di persone più che mai desiderose di condividere la comune scelta di Cristo”. Dopo il diploma di maturità classica e la laurea in teologia a Bologna, il giovane prete si è perfezionato a Roma alla Pontificia Università Lateranense, conseguendo nel 2007 la laurea in diritto canonico.

Nel suo 'palmares' presbiterale figurano anche alcuni anni da assistente parrocchiale trascorsi prima a Forlimpopoli e poi a Meldola, e da ultimo il ruolo di amministratore delle parrocchie “ravennati” di San Pietro in Trento, Coccolia e Filetto. Abbiamo chiesto a don Enrico alcune anticipazioni del suo progetto pastorale per San Mercuriale e Santa Lucia: “Prima di tutto voglio conoscere i fratelli con cui condividere questo nuovo cammino. Poi stilerò delle priorità”. La sfida più grande che attende il nuovo parroco, ai vertici della speciale classifica degli abati più giovani (il record rimane di don Pippo Prati, che assise al soglio del protomartire all'età di 39 anni) è rivitalizzare il chiostro, riportando tanti giovani all'ombra del campanile. Sarà concordata con i parrocchiani anche la strategia per raggiungere questo obiettivo. E per quanto riguarda la tutela della basilica? “Qualsiasi iniziativa culturale sarà presa in un'ottica complessiva diocesana, che consideri la centralità del monumento e della comunità di persone che ho l'onore di guidare a partire da oggi”.

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