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Lunedì, 15 Agosto 2022
Cronaca

Il teologo forlivese don Erio Castellucci è il nuovo vescovo di Modena

La bravura del sacerdote, poliglotta e teologo di fama nazionale, è amplificata dalla grande umiltà. Alla scadenza del suo incarico di preside a Bologna, nel 2009, ha subito manifestato il desiderio di andare a parrocchia

Il sacerdote forlivese don Erio Castellucci è il nuovo vescovo di Modena-Nonantola. Un anno fa, proprio di questi tempi, aveva seccamente smentito la voce di una sua imminente nomina ad arcivescovo di Bologna in sostituzione del cardinale Carlo Caffarra, dimissionario per raggiunti limiti d’età. “La fantasia è un dono di Dio, ma a certi giornalisti deve averne data troppa”. Era una notizia infondata anche giuridicamente, dal momento che il soglio arcivescovile è una sede cosiddetta di promozione: il papa lo affida solo ed esclusivamente ad un prelato che sia già vescovo insediato.

e in quel frangente don Erio schivò facilmente il colpo, nell’anno successivo non è mai riuscito a parare i continui attestati di stima “bipartisan”, provenienti sia dal mondo cattolico che dalla società civile. Poliglotta e teologo di fama nazionale, la sua bravura è sempre stata amplificata dalla grande umiltà. Alla scadenza dell’incarico di preside della facoltà teologica a Bologna, nel 2009, aveva manifestato il desiderio di andare a parrocchia. Il vescovo monsignor Lino Pizzi lo accontentò affidandogli San Giovanni Evangelista, in via Angeloni, in sostituzione dell’indimenticabile don Carlo Gatti, che l’aveva fondata nel 1970. L'annuncio della sua nomina a vescovo di Modena è stato dato martedì 2 giugno, alle 12, nel Duomo del capoluogo emiliano da don Giacomo Morandi, reggente della Curia modenese dopo la prematura scomparsa di monsignor Antonio Lanfranchi, accompagnato dal suono delle campane della “Ghirlandina”.

ressoché in contemporanea, la notizia è stata data anche a Forlì ai sacerdoti diocesani riuniti in Seminario, dallo stesso vescovo monsignor Lino Pizzi. “Oggi la nostra Chiesa gioisce ed esprime profonda gratitudine al Signore e al Santo Padre papa Francesco - ha affermato monsignor Pizzi nel suo saluto - perché un suo figlio, un suo presbitero, è stato chiamato all’episcopato. Personalmente mi rallegro anche perché è stato eletto alla sede arcivescovile metropolitana di Modena-Nonatola dalla quale io provengo”. Monsignor Pizzi ha abbracciato commosso don Erio, che ha annunciato di aver scelto come motto episcopale un versetto della seconda lettera di San Paolo ai Corinti “Adiutores gaudii vestri” (Collaboratori della vostra gioia). Che il popolare sacerdote, dal 2009 parroco di San Giovanni Evangelista, potesse divenire vescovo, era nell’aria da tempo. “Era scritta”, recita Marcella in un post su facebook con cui ha condiviso nel suo profilo anche la notizia della nomina.

Noi siamo egoisticamente molto tristi”, insiste Chiara, seguita nell’esternazione del suo sentimento di gioia mista a malinconia, da altri forlivesi tutti consapevoli che il nuovo gravoso impegno pastorale di don Erio porta con sé la “perdita” per Forlì di un uomo di chiesa di straordinaria umanità, capace di grande ascolto e relazione soprattutto nei confronti dei giovani. La semplicità e modestia del sacerdote traspaiono anche dal suo primo saluto alla Diocesi di Modena: “Vorrei venire tra di voi per imparare, prima che insegnare; per ascoltare, prima di parlare; per prendermi a cuore le relazioni, prima dell’organizzazione; per aiutarci a metter sempre le iniziative, i programmi e le strutture al servizio dell’incontro con il Signore e i fratelli. Vorrei evitare ed aiutarvi ad evitare il rischio di un attivismo che snerva e di una burocrazia che toglie le forze. Avrete pazienza con i miei limiti, anche di carattere, di tempo e di energie”.

on Erio Castellucci è nato a Roncadello l’8 luglio 1960. L’ingresso in seminario risale al 1978. Ha compiuto gli studi teologici a Bologna fino al 1983, dove ha conseguito il Baccalaureato in teologia, e poi a Roma fino al 1988, quando ha ottenuto il dottorato in teologia dogmatica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Ordinato sacerdote il 5 maggio 1984, è stato parroco di Durazzanino dal 1984 al 1992, delegato per il diaconato e i ministeri dal 1988 al 2008, direttore del centro diocesano universitari dal 1990 al 2004, del centro diocesano vocazioni dal 1992 al 2000 e del centro per la pastorale giovanile dal 1996 al 2008. E’ stato vicario episcopale per la pastorale della famiglia, dei giovani, delle vocazioni, della cultura, dell’università e della scuola e del turismo. dal 1988 al 2004 è stato docente di teologia presso lo Studio Teologico Accademico Bolognese e dal 2005 presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, di cui è stato preside dal 2005 al 2009. Attualmente è parroco di San Giovanni Apostolo ed Evangelista e docente all’Istituto superiore di scienze religiose Sant’Apollinare di Forlì. Specialista in teologia del ministero e teologia della spiritualità diocesana, è autore di diverse pubblicazioni, in linea con la teologia conciliare della chiesa cattolica. In Italia è riconosciuto come uno dei principali esponenti della ricerca sulla spiritualità del clero, inteso come luogo di novità carismatiche e spirituali. Il nuovo arcivescovo di Modena-Nonatola, seguendo a ritroso lo stesso cammino che ha portato monsignor Lino Pizzi a Forlì nel 2006, sarà consacrato nella Cattedrale di Forlì all’inizio di settembre.

IL SINDACO DREI -  “A nome della comunità forlivese ho espresso a Don Erio Castellucci le più vive felicitazioni per la sua nomina a Vescovo della Diocesi di Modena e Nonantola. Insieme alle congratulazioni ho rinnovato a Don Erio i sentimenti di stima e di gratitudine per quanto ha fatto in questi anni al servizio della nostra Città”. Queste le parole del Sindaco Davide Drei che, appena saputa la notizia, si è messo in contatto con il sacerdote forlivese, particolarmente apprezzato e conosciuto come guida della parrocchia di San Giovanni Evangelista, per l’autorevole attività di teologo, come animatore di gruppi dell’associazionismo giovanile e come promotore dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso. “Mi preme sottolineare - afferma il Sindaco - come Don Erio sia diventato un punto di riferimento non solo in ambito religioso ma anche per l’intera dimensione sociale forlivese, grazie al dialogo, all’insegnamento e alla testimonianza quotidiana. Attraverso questa capacità di relazione e di confronto ha concretizzato un vero impegno civico, in costante relazione con credenti e non credenti, guidato dalla volontà di contribuire alla crescita della comunità con senso di cittadinanza attiva. In questo momento felice rimane, mi permetto di dirlo con profondo rispetto, una punta di rammarico per il fatto di dover rinunciare a una così energica figura al servizio della nostra Città. Grandissima è, ovviamente, la gioia di sapere che la sua azione proseguirà su un ambito ancora più ampio, con un ruolo di primaria responsabilità nel Modenese e nell’intera comunità emiliano – romagnola. Infine nel rinnovare l’augurio a Don Erio, gli ho detto di esser certo che il rapporto di relazione con Forlì e con il territorio proseguirà anche in futuro, con nuove modalità e tempi forse differenti, ma in virtù di un affetto genuino e tenace”.

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