Don Massimo Bonetti entra parroco a Predappio

L’ingresso ufficiale di don Massimo Bonetti a Predappio, Predappio Alta, San Cassiano e San Savino è in programma domenica

Dalla Val Bidente a quella del Rabbi. L’ingresso ufficiale di don Massimo Bonetti a Predappio, Predappio Alta, San Cassiano e San Savino, è in programma domenica, alle 17. Ad attendere il nuovo parroco sulla soglia della chiesa razionalista di Sant’Antonio da Padova, posta sulla piazza omonima, sarà il vescovo mons. Livio Corazza, che, secondo il tradizionale rito d’ingresso, consegnerà al sacerdote il confessionale, il fonte battesimale, il tabernacolo e l’altare, la Sacra scrittura e il popolo di Dio. Oltre che curato di Predappio in sostituzione di don Urbano Tedaldi, ancora in attesa di destinazione, don Massimo diverrà anche amministratore parrocchiale di Montemaggiore e Santa Lucia in Bussano, nonché parroco di Fiumana e S. Agostino (domenica 7 novembre), succedendo così a don Carlo Camporesi, dimissionario per raggiunti limiti d’età.

Nativo di Ricò e sacerdote dal 2006, primo presbitero ordinato dal vescovo emerito monsignor Lino Pizzi dopo il suo ingresso nella diocesi di Forlì-Bertinoro, nel 2005, don Bonetti ha avviato il suo cammino vocazionale nel Duemila, l’anno del Giubileo. Dopo essersi diplomato ragioniere e aver conseguito la laurea in giurisprudenza, il meldolese ha imboccato convinto la strada del presbiterato, aiutato dall’allora vice rettore del seminario bolognese, l’arcivescovo di Modena – Nonantola monsignor Erio Castellucci. Dopo gli studi di teologia ha frequentato l’Istituto di liturgia pastorale presso l’abbazia di Santa Giustina a Padova. Una volta ordinato prete, ha svolto il suo ministero per alcuni mesi ai Cappuccinini di Forlì, per poi operare come cappellano a Meldola e divenire nel 2008 parroco a Galeata e Pianetto, scegliendo di andare a vivere in comunità a Civitella con don Massimo Masini. Nel 2017, alla partenza di quest’ultimo per San Martino in Strada, Grisignano, Collina e S. Lorenzo in Noceto, don Bonetti ha assunto anche la cura pastorale di Civitella, Cusercoli, Nespoli e Voltre, fino alle ultime disposizioni del vescovo Corazza, che nel giugno scorso l’ha destinato a Predappio.

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Nella città di fondazione, sorta a partire dal 1925 per espressa volontà di Benito Mussolini, il nuovo parroco dovrà curare pastoralmente una vasta unità pastorale con oltre 4800 abitanti e 1860 famiglie. Nel territorio si trova pure la casa dei religiosi dell’Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi (MI), meglio conosciuti come padri Camilliani, che dal 1950 operano a Predappio, in viale della Libertà, 9, nella cura di circa 40 pazienti psichiatrici in convenzione con l’Asl. 

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