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Donazioni a cuore fermo, l'ultima frontiera dei trapianti sperimentata anche a Forlì: pool di medici per l'operazione

Normalmente la donazione viene effettuata da donatore in morte encefalica quindi a cuore ancora battente

E’ la prima volta che accade all’ospedale "Morgagni-Pierantoni" di Forlì e ha suscitato grande entusiasmo e soddisfazione. Si tratta della prima donazione organi (fegato e rene) a cuore fermo. Normalmente la donazione viene effettuata da donatore in morte encefalica quindi a cuore ancora battente. In questo caso, invece, il cuore del donatore era fermo di conseguenza il processo di donazione, quale procedura clinico chirurgica di alta complessità, ha richiesto un elevatissimo livello di collaborazione tra strutture e discipline diverse.

"La collaborazione da tempo in atto fra le Unità Operative di Anestesia e Rianimazione di Forli e Cesena, coi rispettivi Uffici di Coordinamento Locale - spiegano i medici - ha permesso di realizzare la prima donazione di organi a cuore fermo all'interno dell'Ospedale Morgagni, prelievo eseguito su un paziente deceduto presso la Rianimazione dello stesso ospedale. In questo caso la generosa volontà, favorevole alla donazione, espressa dei familiari del paziente, ha consentito di avviare una serie di complesse procedure che hanno impegnato molteplici figure professionali di entrambi i nosocomi. Un grande ringraziamento anche va al Centro Coordinamento Trapianti regionale, diretto dalla dottoressa Gabriela Sangiorgi  e all'équipe dei trapianti di Modena, diretta dal professor Fabrizio Di Benedetto".

"L'Ausl di Modena è oggi prima in Regione per donazioni e trapianti di fegato nel campo dei donatori a cuore non battente - spiega Di Benedetto, responsabile della Chirurgia Oncologica, Epato-bilio-pancreatica e dei Trapianti di Fegato del Policlinico di Modena -  e presso il nostro reparto sono stati eseguiti ventidue trapianti di fegato, attualmente la seconda casistica più numerosa in Italia.  Siamo molto soddisfatti della sinergia creatasi con la Rianimazione dell'ospedale di Cesena, con la quale collaboriamo frequentemente in questi casi. Oggi, grazie all'esperienze delle  nostre due èquipes, abbiamo potuto fornire un sostegno all'ospedale di Forlì che, con grande impegno, ha portato a  termine la sua prima donazione a cuore fermo (DCD)".

I due reparti di Anestesia e Rianimazione, diretti dai dottor Stefano Maitan e da Vanni Agnoletti, con i rispettivi Uffici di Coordinamento Locale, rappresentati a Forlì dal dottor Paolo Farolfi e dall'infermiera Valentina Morena e a Cesena dal dottor Andrea Nanni e dall'infermiera Manila Prugnoli, hanno realizzato in piena collaborazione l'intero percorso, in accordo con le Direzioni di Presidio Ospedaliero e con il 118 Romagna, che hanno a loro volta fornito il supporto logistico-organizzativo.Dall'ospedale di Cesena sono giunti a supporto dei colleghi di Forli l'Ecmo (ossigenazione extracorporea a membrana) Team e vari professionisti( medici, infermieri e tecnici), già esperti in materia di preservazione della funzione degli organi da prelevare nei casi in cui il decesso avvenga per arresto cardiaco e non per morte cerebrale.In particolare, medici dell'UO di radiologia interventistica di Cesena diretta dalla Dr.ssa Emanuela Giampalma e di Forlì, diretta dal dottor Mauro Bertocco, da medici dell'Unità operativa di chirurgia Vascolare Forlì- Cesena, diretta dal Giorgio Ubaldo Turicchia, il personale infermieristico del blocco operatorio di Forlì diretto dalla dottoressa Silvia Mambelli e coordinati dalla dottoressa Raffaella Signani, il personale infermieristico della TI di Cesena , diretto dalla dottoressa Paola Ceccarelli, il personale infemieristico della Terapia Intensiva di Forlì coordinati dalla signoraa Susanna Marocchini. Da sempre la Direzione Aziendale coadiuva i professionisti nella realizzazione di percorsi “in rete” fra ospedali, quando rivolti a migliorare l'offerta di servizi ai cittadini anche proponendo complessi e innovativi percorsi di cura.

Che cos’è l’Ecmo

L'Ecmo, ossigenazione extracorporea a membrana (Extra Corporeal Membrane Oxygenation), è una tecnica che supporta le funzioni vitali mediante circolazione extracorporea, aumentando l’ossigenazione del sangue, riducendo i valori ematici di anidride carbonica (CO2), incrementando la gittata cardiaca ed agendo sulla temperatura corporea. Permette, in condizioni di severa insufficienza respiratoria e/o cardiaca, di mettere a riposo cuore e polmoni sostutendone la funzione ventilatoria e di pompa. "La donazione di organi e tessuti a cuore fermo - spiegano i medici forlivesi e cesenati - rappresenta una reale possibilità di aumentare considerevolmente il numero di organi disponibili per il trapianto e può portare a ridurre notevolmente i tempi di attesa dei molti pazienti in lista per il trapianto.Riteniamo che questo successo abbia alle basi un percorso iniziato anni fa dall'amico Dr. Giorgio Gambale, che ha creduto nel valore della collaborazione e del rispetto delle varie professionalità.Un ringraziamento a tutti i professionisti medici , infermieri, tecnici di Forlì e Cesena, coinvolti nella realizzazione di questo difficile caso". 

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