L'impegno della Fondazione nella sanità: donata una nuova strumentazione al "Morgagni-Pierantoni"

Può̀ essere utilizzato anche in tutte le discipline specialistiche in cui si richiedano una visualizzazione e una documentazione di alta qualità̀

Stante la centralità della salute per la qualità della vita, la Fondazione ha sempre ritenuto cruciale l’area della sanità pubblica, individuando nell’Ausl (prima di Forlì e ora della Romagna) il proprio interlocutore privilegiato. L’obiettivo è stato quello di promuovere interventi strategici e durevoli, favorire l’innovazione, la ricerca e la sperimentazione, così da assicurare le migliori prestazioni nell’ambito della prevenzione, della diagnosi e una più efficace risposta terapeutica nel nostro territorio.

In questo contesto va letta anche la donazione di un nuovo sistema video per chirurgica Endoscopica ed Esoscopica Full Hd 3d che verrà utilizzata nel comparto operatorio dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì, frutto degli incontri di approfondimento condotti con l’Azienda sanitaria ed in particolare con il direttore dell’ospedale Paolo Masperi e con il suo staff.  Anche questa donazione mira a valorizzare e consolidare la vocazione chirurgica dell’Ospedale di Forlì ad ampio spettro, potenziandone ulteriormente le dotazioni d’avanguardia.  Il nuovo sistema ha infatti valenza polispecialistica, essendo stato sviluppato appositamente per l’impiego in ambiti come Orl, Neurochirurgia, Chirurgia della colonna vertebrale, Chirurgia open. Naturalmente può̀ essere utilizzato anche in tutte le discipline specialistiche in cui si richiedano una visualizzazione e una documentazione di alta qualità̀.

Si tratta di un’attrezzatura all’avanguardia assolutamente innovativa: l’ospedale forlivese sarà infatti il solo dell’Ausl Romagna - e tra i pochi a livello nazionale - ad essere dotato anche di una funzionalità che consente di effettuare interventi chirurgici laparoscopici e open in seguito alla somministrazione del farmaco denominato ICG che consente di ricavare informazioni visive supplementari, trovando impiego in diverse procedure chirurgiche. Le risorse rese disponibili dalla Fondazione per questa attrezzatura ammontano a 200mila euro, ma si tratta solo dell’ultimo esempio – in ordine di tempo – dell’impegno costante rivolto dalla Fondazione a mantenere lo standard d’eccellenza della struttura ospedaliera forlivese.

Le risorse più consistenti del settore di intervento dedicato alla “Salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa” sono state infatti destinate al potenziamento della strumentazione dell’ospedale "Morgagni-Pierantoni", con un investimento, dal 1992 ad oggi, pari a 11,5 milioni di euro, sui 20 milioni complessivamente impegnati. Meritano una citazione, a titolo esemplificativo, l’acquisto e la donazione all’Ausl del sistema chirurgico robotico "Intuitive Surgical" (da Vinci S IS2000), del sistema robotico "Da Vinci SI Is3000 Intuitive Surgical", del sistema Pet-Ct, di due risonanze magnetiche (di cui una di tipo aperto), di una nuova sala angiografica, di due mammografi digitali per l'Unità operativa di Prevenzione Oncologica, del istema video per chirurgia Endoscopica ed Esoscopica Full hd 3d, dell'acquisto di sistema di sala operatoria integrata "Storz Or1", del sistema integrato Eco di Ecografia Diagnostica ed interventistica, di un bisturi laser specifico per la patologia polmonare, di un ecografo endobronchiale lineare con funzione ecodoppler, di un fluorangiografo finalizzato allo studio delle maculopatie con membrana neo-vascolare e del sistema di navigazione 'Brain Lab' - piattaforma Fusion.

Sempre considerando l’importo complessivo di 20 milioni di euro stanziato dalla Fondazione in questo settore, non si può tacere l’impegno per l’Irst-Irccs di Meldola, altra eccellenza del territorio. Anche nei confronti di questa struttura l’impegno è stato costante, sviluppando anche una fattiva collaborazione con le altre Fondazioni romagnole per l’acquisto di un “Tomotherapy” e, successivamente, della risonanza magnetica 3t, per un investimento ulteriore - da parte della Fondazione forlivese - pari a 2,5 milioni di euro, cui vanno a sommarsi  i 2 milioni di euro che hanno consentito la realizzazione della “Casa di accoglienza San Giuseppe - Antonio Branca”, grazie anche alla collaborazione con il Fondo Emilia Romagna Social Housing.

Ma il supporto prestato dalla Fondazione nel settore non si esaurisce nelle dotazioni tecniche e tecnologiche di avanguardia: si pensi al sostegno alle numerose e preziose realtà del Terzo Settore, a favore delle quali ogni anno viene stanziato un importo complessivo di circa 180.000 euro; al tempestivo aiuto prestato alla struttura ospedaliera forlivese e alla fondamentale rete dei medici di base in occasione della prima emergenza sanitaria dello scorso mese di marzo, con un investimento supplementare di oltre 600mila euro; infine alla recente attivazione del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia al Campus forlivese, per cui la Fondazione – da qui al 2040 – ha impegnato risorse per 14 milioni di euro.

Si tratta dunque di un impegno ad ampio spettro e assolutamente trasversale, caratteristiche che rimarranno distintive dell’intervento della Fondazione anche nel prossimo futuro, tenuto conto delle nuove sfide che l’epidemia – tuttora in corso – ha fatto emergere con forza. Tra queste la digitalizzazione: la telemedicina ha avuto un forte impulso, ma è destinata a divenire una componente cruciale dei servizi sanitari anche negli scenari post Covid-19. E poi il potenziamento della medicina e della sanità del territorio: la capillarità dei servizi è un bene prezioso della comunità forlivese e va rafforzato affinché le criticità legate all’emergenza non ne mettano in difficoltà l’operato quotidiano.

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