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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Cronaca

Donna sfregiata, le tappe della fuga: la caccia all'uomo ha impegnato 200 carabinieri

L'epilogo della fuga, durata circa 36 ore, si è avuto nella prima serata di domenica, quando gli uomini dell'Arma hanno intercettato nella zona di Russi

Ha tenuto impegnati circa 200 carabinieri, non solo del comando provinciale di Forlì-Cesena, ma anche delle province di Ferrara, Ravenna, Milano e Como, la caccia al 43enne kosovaro che, nella mattina di sabato in un'abitazione in viale Salinatore, aveva aggredito la moglie al culmine di una lite, lanciandole sul volto dell'acido, colpendola inoltre con un coltello, provocandole alcune fratture al capo. L'epilogo della fuga, durata circa 36 ore, si è avuto nella prima serata di domenica, quando gli uomini dell'Arma hanno intercettato nella zona di Russi, nel ravennate, l'Opel Astra a bordo della quale l'uomo si trovava insieme ai propri figli, una femmina di dieci anni e il maschio di 14. Alla base dell'aggressione, sostengono gli investigatori, "motivi di carattere sentimentale. Il rapporto della coppia era incrinato da diverso tempo, ma non in passato non vi erano state violenze".

"Sono soddisfatto di come si è conclusa la vicenda - ha commentato il comandante provinciale dell'Arma, Luca Politi -. La gravità delle lesioni subìte dalla malcapitata si sono fortunatamente ridimensionate, anche grazie al tempestivo intervento dei vicini di casa, che hanno scongiurato conseguenze peggiori. Da subito il nostro pensiero si è focalizzato sulla sorte dei bambini ed ogni militare si è proiettato con l'obiettivo di individuare il fuggitivo e salvaguardare i figli che erano con lui. Poi la preoccupazione è scemata, perché l'uomo ha un rapporto di amore paterno verso i suoi bambini".

Sfregiata al volto, le indagini dei Carabinieri (foto di Alessandra Salieri)

Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Laura Brunelli, sono state condotte dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo provinciale, sotto la guida del colonnello Gianluigi Cirtoli, e dal Nucleo Operativo e Radiomobile, al comando del tenente Francesco Grasso. Secondo quanto ricostruito dai militari del comando di Corso Mazzini, subito dopo l'aggressione il 43enne è fuggito a bordo di una "Opel Astra" vecchio modello insieme ai figli, dirigendosi verso i lidi ferraresi, dove, presumono gli inquirenti, è rimasto fino a sabato.

<<IL VIDEO>>

"Riteniamo che il 43enne abbia avuto il sostegno di persone a lui vicine e su questo aspetto siamo ancora al lavoro - sono le parole di Politi -. Successivamente si sarebbe recato in Svizzera, dove lavora e dimora". Le indagini hanno tenuto impegnati il personale dell'Arma delle province di Milano e Como, ma anche della Polizia di Frontiera, visionando anche le telecamere di sorveglianza. "E' stata un'attività senza sosta - ha proseguito Politi - che ci ha permesso di intercettare l'uomo a Russi mentre percorreva una strada provinciale. Non ha opposto resistenza. I ragazzi al momento del fermo erano apparentemente tranquilli".

L'uomo è stato fermato con l'accusa di "lesioni personali gravissime" e si attende la convalida del giudice. Sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi per capire i motivi della fuga in Svizzera e il successivo ritorno in Italia. Al vaglio anche l'ipotesi d'accusa di "sottrazione di minori". Nel frattempo migliorano le condizioni della donna, ricoverata nel reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale "Morgagni-Pierantoni", anche se le conseguenze dell’acido devono essere ancora vagliate.

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