Donne e lavoro, Petroni (FLI): "Sì al piano di conciliazione"

Le donne all’interno di un partito moderno e da Terza Repubblica quale è Futuro e Libertà non possono e non devono condurre un’ anacronistica e sterile battaglia di genere

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Le donne all’interno di un partito moderno e da Terza Repubblica quale è
Futuro e Libertà non possono e non devono condurre un’ anacronistica e sterile
battaglia di genere ma perseguire e promuovere politiche di qualità , contenuto
e  interesse collettivo che migliorino  la vita dell’intera collettività.
Lavoro, Formazione, Welfare alcuni dei settori su cui concentrare il nostro
impegno. Con queste parole Elisa Petroni, nominata in questi giorni
Responsabile Regionale delle Donne di FLI, sintetizza il primo incontro Romano
delle rappresentanti Regionali delle donne Finiane coordinate dalla giovane On.
Chiara Moroni.
Il tema lavoro? Una vera priorità nella nostra Regione e in tutta la penisola.
Si, mille volte si ad  un Piano della Conciliazione che permetta di coniugare l’
attività di  madre,  moglie  e  lavoratrice, dice Petroni; In un Italia moderna
una donna non può vedersi costretta a scegliere tra famiglia e carriera.
Futuro e Libertà si impegnerà incentivando in tutti i nostri Enti locali
azioni volte a promuovere e favorire questo piano di conciliazione; basti
pensare, dice Petroni,  che se ci sforzassimo di creare  condizioni favorevoli
all’accesso nel  mercato del lavoro di centomila donne il PIL, in Italia,
subirebbe un immediato  incremento  dello 0,28 %.
L’Emilia Romagna, già negli anni 2003-2004 aveva raggiunto  il 60% del tasso
di occupazione femminile stabilito dalla strategia di Lisbona anticipando di
sei anni il termine ultimo stabilito.(2010). Oggi nella nostra Regione
assistiamo tuttavia ad un lento e graduale aumento del tasso di disoccupazione
al femminile e purtroppo non solo di questo; eseguendo un’analisi  accurata
dei  dati statistici ci appare chiaro come, a  parità di impiego,  le donne
ricevano stipendi più bassi dei maschietti e ciò con una concentrazione di gran
lunga maggiore nel settore del lavoro autonomo che non in quello dipendente e
pensionistico.
La strada non è certo facile ma siamo sicuri che con un po’ di educazione e
formazione sin dalle scuole, armonizzando orari scolastici e di lavoro e
creando strutture adeguate ( es. asili nido condominiali) riusciremo a
migliorare qualitativamente la vita dell’intera collettività perché un corretto
inserimento della donna nel mondo del lavoro pur preservando, ove la donna lo
desideri, il suo ruolo di madre e moglie può essere solo un bel valore
aggiunto.
Il nostro impegno sarà  a 360° dice Petroni e  non mancheranno incontri,
iniziative  e seminari di formazione e informazione su tutta la Regione con l’
obbiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle problematiche inerenti
la conciliazione casa-famiglia-lavoro.

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