Dopo 23 anni si risolve nelle aule di giustizia la vicenda del centro commerciale a Meldola

Il Consiglio di Stato si è pronunciato con una sentenza pubblicata lunedì scorso sul ricorso proposto da una società del gruppo Capper-no contro il Comune di Meldola e la Provincia di Forlì-Cesena

Il Consiglio di Stato si è pronunciato con una sentenza pubblicata lunedì scorso sul ricorso proposto da una società del gruppo Capper-no contro il Comune di Meldola e la Provincia di Forlì-Cesena su vertenza urbanistica collegata allarealizzazione di un centro commerciale alle porte di Meldola. L'annosa vicenda ha origine nel 1997, quando una delle società facenti parte della Capper-no acquista attraverso una pubblica asta un immobile, nel comune di Meldola, di proprietà dello Stato.

Spiega una nota di Capper-no: "All'acquisto fa seguito, nello stesso anno, un atto di condono, che porta i 3500 metri quadri da destinazione artigianale-industriale a commerciale. Da allora, una serie di vicende delineano un percorso piuttosto complesso per l'immobile. Nel 2003, in particolare, la Provincia di Forlì-Cesena comunica che l'area non può divenire sede di una medio grande struttura di vendita in mancanza di una valutazione positiva effettuata all'esito dei lavori nella conferenza di servizi indetta dalla Provincia stessa con la partecipazione dei Comuni. Il ricorso della proprietà, rigettato nel 2013 dal Tar dell'Emilia Romagna, viene pienamente accolto dal Consiglio di Stato nell'aprile del 2018".

Sempre la nota: "A questo punto, nell'attesa di una proposta definitoria da parte degli enti competenti, la società proprietaria si vede annullare, con un atto del Comune di Meldola in data 8 luglio 2019, il condono già concesso ben 22 anni prima. Nel frattempo, la società richiede i danni, oggi ammontanti a circa 35 milioni di euro, ottenendo risposta positiva attraverso ulteriore sentenza. Ora, a seguito del ricorso presentato, e della richiesta di rigetto da parte del Comune, con la sentenza del Consiglio di Stato, al Comune di Meldola vengono concessi 90 giorni per dare esecuzione all'atto. In caso contrario, sarà nominato un commissario prefettizio che estranierà l'amministrazione comunale con la scopo di ottemperare a quanto definito dalla sentenza".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, l'Emilia Romagna resta "arancione". In arrivo ordinanza più soft: riaprono i negozi nei festivi

  • Sciagura in viale dell'Appennino: pedone muore travolto sulle strisce pedonali

  • L'annuncio di Bonaccini: "L'Emilia-Romagna torna "zona gialla" da domenica"

  • Muoiono in un incidente aereo quattro giorni dopo le nozze, lutto per un ex assessore

  • Meteo, dicembre debutterà col freddo e la neve: fiocchi in arrivo a bassa quota

  • Perde il controllo dell'auto e si ribalta: nuovo incidente sulla "Bidentina" - LE FOTO

Torna su
ForlìToday è in caricamento