Seguono il "cliente" e arrivano dritti nella casa dello spacciatore: carabinieri aggrediti da sua madre

Hanno lavorato nel più classico dei modi: seguendo un noto assuntore di droghe che ha condotto i militari fino alla "tana" dello spacciatore. Qui dentro c'era anche sua madre, che se l'è presa coi carabinieri.

Hanno lavorato nel più classico dei modi: seguendo un noto assuntore di droghe che ha condotto i militari fino alla “tana” dello spacciatore. Qui dentro c’era anche sua madre, che se l’è presa coi carabinieri. Un’operazione antidroga condotta congiuntamente dai Carabinieri di Rocca San Casciano, Portico di Romagna e da quelli del nucleo operativo di Forlì, ha portato nella tarda serata di venerdì all’arresto in flagranza di reato per spaccio di sostanze stupefacenti di un trentaquattrenne forlivese, residente nel del centro storico di forlì.

 L’uomo, conosciuto dalle Forze dell’ordine per pregresse attività di spaccio, è stato fermato al termine di un articolato servizio di osservazione e pedinamento svolto dai militari, che tenevano d’occhio i suoi potenziali acquirenti. Ed è proprio in questo modo che hanno seguito, a bordo di un autobus di linea un giovane assuntore di Rocca San Casciano, dove era salito anche uno dei Carabinieri, mentre gli altri lo seguivano con le auto di servizio. Il giovane, un ventunenne di Rocca, al termine dei suoi giri, sempre seguito a vista dai militari operanti, si fermava davanti ad un’abitazione nei pressi del centro storico, peraltro non lontano dallo stesso Comando Provinciale dei Carabinieri, dove, tramite il suo telefono cellulare prendeva contatto con l’arrestato, entrando in un portone e recandosi a casa sua.

I Carabinieri hanno atteso che avvenisse la consegna della sostanza stupefacente, aspettando al varco il giovane, che usciva poco dopo dall’edificio, il quale, dopo essersi guardato intorno con circospezione, ha ripreso la via di casa. Ma non appena risalito sul pullman che avrebbe dovuto riportarlo a Rocca San Casciano è stato fermato dai Carabinieri che gli hanno trovato addosso un involucro di carta stagnola contenente due palline di eroina, del peso di circa un grammo e mezzo. Gli immediati accertamenti appuravano l’avvenuta cessione di sostanza stupefacente – per inciso, ad un prezzo di venti euro - , per cui gli altri militari operanti, rimasti nel frattempo a presidiare l’abitazione eseguivano nei suoi confronti una perquisizione domiciliare, particolarmente concitata.

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La madre di 54 anni, che vive anche lei in quella abitazione, ha cercato di impedire l’ingresso dei Carabinieri, peraltro schiacciando la mano di uno di essi tentando di richiudere la porta dell’abitazione. Dopo aver inveito pesantemente contro i Carabinieri, hanno tentato addirittura di aggredirli. Al termine della perquisizione veniva trovato del materiale idoneo al confezionamento delle dosi, ed in particolare carta stagnola dello stesso tipo di quella utilizzata per avvolgere la dose precedentemente rinvenuta. Espletate le formalità di rito,  il presunto spacciatore accusato insieme alla madre anche di minaccia, violenza, resistenza ed oltraggio a Pubblico ufficiale, è stato trattenuto in camera di sicurezza, in attesa del giudizio con rito direttissimo che si è svolto sabato mattina, al termine del quale, convalidato l’arresto, è stato condannato a mesi dieci di reclusione agli arresti domiciliari e la somma di euro 3000 di multa.

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