Due parrocchie forlivesi donano 4mila euro al reparto di Rianimazione e Pneumologia di Forlì

Il giovane parroco di Carpena e Magliano don Antonio Paganelli, di fronte al grande impegno di medici ed infermieri visti all’opera all’ospedale Morgagni, si è chiesto come fare come comunità cristiana per supportare concretamente il loro sforzo

Le parrocchie di Carpena e Magliano donano duemila euro ciascuna all’ospedale di Forlì per l’emergenza Coronavirus. “Le nostre due comunità – comunica il parroco don Antonio Paganelli, classe 1973 e ordinato presbitero nel Duomo di Forlì il 12 giugno 2010 dall’allora vescovo mons. Lino Pizzi - hanno inteso devolvere la somma di euro quattromila al reparto di rianimazione e pneumologia dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì per emergenza coronavirus”.

L’ingente somma è stata raccolta calcolando due euro per ogni parrocchiano. Anche il gruppo giovani di Magliano ha partecipato in modo significativo al raggiungimento dell’obiettivo. “In queste settimane – dichiara don Antonio, che dal 2018 guida pastoralmente anche Vecchiazzano - ho visto lo sforzo enorme dei sanitari in prima linea nella cura degli ammalati e una crescente necessità di aiuti, ma mi ha colpito molto anche l'immagine del Papa, che pregava solo in una piazza San Pietro deserta, come caricato del peso spirituale di tutte le sofferenze dell'umanità”.

Il giovane parroco, che è anche cappellano dell’Irst di Meldola, oltre che vicario giudiziale aggiunto del Tribunale ecclesiastico diocesano e vicario foraneo del vicariato Forlì Sud Ovest, si è subito chiesto, di fronte al grande impegno di medici ed infermieri visti all’opera al Morgagni, come fare come comunità cristiana per supportare concretamente il loro sforzo. E’ così nata l’idea di un'offerta in denaro all’ospedale forlivese e in particolare ai reparti più esposti nella lotta al Coronavirus, rianimazione e pneumologia. Don Antonio ha calcolato due euro a parrocchiano delle due realtà di Magliano e Carpena, cui si è aggiunto un aiuto anche dal gruppo giovani e dai loro autofinanziamenti.

“Le offerte sono una goccia in un grande mare, ma rimanere inerti non era umanamente e cristianamente possibile”. La donazione è stata effettuata il 31 marzo scorso, tramite bonifico della Banca di Credito Cooperativo ravennate, forlivese e imolese. “Credo – conclude il sacerdote – che, come anticipato da qualcuno, al ritorno alla normalità alcuni parrocchiani contribuiranno ulteriormente, in aggiunta a quanto già elargito sinora. Intanto continuiamo a pregare nelle nostre case perché la pandemia si arresti”. 

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