E' la 16° grande mostra, Pinza: "Salto di qualità enorme: la organizziamo con il prestigio mondiale degli Uffizi"

La mostra ‘Dante. La visione dell’arte’, che si terrà dal 12 marzo al 14 luglio 2021 nei musei San Domenico sarà la sedicesima grande mostra d'arte del museo forlivese

La mostra ‘Dante. La visione dell’arte’, che si terrà dal 12 marzo al 14 luglio 2021 nei musei San Domenico sarà la sedicesima grande mostra d'arte del museo forlivese, ancora una volta sotto la regia della Fondazione Cassa dei Risparmi. Ma la mostra del 2021 segna un'importante novità, almeno sotto l'aspetto organizzativo. A spiegarla è il presidente della Fondazione Roberto Pinza: “La grande novità del 2021 è che la mostra non la facciamo da soli ma assieme alle Gallerie degli Uffizi”. Pinza lo definisce “un salto di qualità enorme, per prestigio mondiale di questo museo, per il suo essere un faro di cultura; siamo fieri di essere stati scelti come partner per questa mostra su Dante”. 

VIDEO - Il direttore degli Uffizi spiega i capolavori al San Domenico

Aggiunge Pinza: “Non so a chi appartiene Dante, probabilmente appartiene al mondo e alla storia”. E Forlì in questo contesto si candida a città dantesca, consapevole del suo passato. “Dante si è fermato due volte a Forlì per oltre un anno, presso gli Ordelaffi”, ricorda il presidente della Fondazione Carisp. Impossibile non notare il ticket con la mostra di Ulisse del 2020: “Si chiuderà tra un poco una mostra su Ulisse, se ne aprirà una su Dante, due personaggi, uno mitologico e l'altro reale che appartengono ai fondamenti della cultura occidentale, della cultura della libertà”. E visto che c'è la minaccia di nuovi oscurantismi, conclude Pinza, che la mostra del 2021 sia anche “un'occasione per ri-ragionare sui fondamentali della nostra cultura”.

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Per il direttore delle Grandi Mostre della Fondazione Carisp di Forlì si pone il problema di allestire in mostra un'opera, quella Dantesca, che è scritta e poetica. Ma per Brunelli non sarà un particolare scoglio da superare: “L'intera opera di Dante è diventata la forma mentis della nostra società. E in particolare, in tutte e tre i regni della Divina Commedia incontriamo  il linguaggio del "visibile parlare", un'abbondanza di riferimenti a figure visibili, Dante non racconta ma mostra, non esprime sentimenti, li fa diventare gesti. Nelle opere di Dante si vede, si ode e si sente”. Per cui la mostra non avrà sicuramente penuria di materiale “nel rievocare gli artisti che si sono cimentati nella grande sfida rendere immagine la Divina Commedia”.

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