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Venerdì, 19 Agosto 2022
Cronaca

E' morto l'ufficiale nazista responsabile degli eccidi di San Tomè e Branzolino

Il nome di Nordhorn è legato alle stragi avvenute a San Tomè e Branzolino, le due frazioni forlivesi nelle quali nell’agosto e nel settembre 1944, furono trucidate dieci persone innocenti per rappresaglia

Con una lettera indirizzata al Comune di Forlì, il Sindaco della città tedesca di Greven ha comunicato la morte, avvenuta il 5 giugno scorso, di Heinrich Nordhorn, ufficiale del 525° Reggimento corazzato caccia carri pesanti dell’esercito tedesco Wehrmacht. Il nome di Nordhorn è legato alle stragi avvenute a San Tomè e Branzolino, le due frazioni forlivesi nelle quali nell’agosto e nel settembre 1944, furono trucidate dieci persone innocenti per rappresaglia. Il 28 agosto 1944, infatti, a Branzolino vennero impiccati quattro partigiani, attivi in una cellula antifascista clandestina negli stabilimenti industriali Orsi Mangelli e in città: Ivo Gamberini, Secondo Cervetti, Ferdinando Dell’Amore e Giovanni Golfarelli. 

Successivamente, il 9 settembre 1944 furono impiccate dai nazisti a San Tomè altre sei persone. Tra questi Michele Mosconi, Celso Foietta, Antonio Gori detto Natale e Antonio Zaccarelli, originari della Valle del Bidente, e Emilio Zamorani e Massimo Zamorani, collegati alla Comunità Ebraica di Ferrara. Quasi tutte le vittime erano detenute nelle carceri delle SS in via Salinatore a Forlì, prigioniere dei nazifascisti e spesso vittime di torture. Le vittime furono portate sul luogo soltanto al momento dell’esecuzione capitale comandata da ufficiali delle SS agli ordini di Heinrich Nordhorn. Prima delle esecuzioni vennero rastrellati numerosi abitanti della zona e costretti ad assistere al macabro evento. Molti tra i cittadini vittime del rastrellamento furono poi deportati nei campi di concentramento in Germania e, in tanti, non fecero più ritorno.

Su quei fatti l’Esercito britannico ricostruì minuziosamente le vicende acquisendo documenti, testimonianze e particolari tali da aver permesso l’istruzione di un processo che, però, non si tenne, anche perché i fascicoli furono sistemati in archivi italiani subito resi inaccessibili e ritrovati solo a metà degli anni ’90 nell’ambito di quella scoperta storica che è passata sotto il nome di “Armadio della Vergogna”.

La documentazione britannica ritrovata è stata oggetto di un processo da parte del Tribunale Militare di La Spezia perché l’ufficiale responsabile delle stragi, Heinrich Nordhorn, era ancora vivo. Il processo venne celebrato e vide la puntuale ricostruzione delle vicende, oltre alla partecipazione di testimoni forlivesi ancora in vita.
Una prima sentenza, del novembre 2006, condannò Nordhorn alla pena dell’ergastolo, sentenza che fu confermata dalla Corte Militare d’Appello, da ultimo, in Corte di Cassazione. Nonostante la condanna, Nordhorn è rimasto a vivere in Germania fino al termine dei suoi giorni.

Legata a questa memoria e a quelle vicende ha preso vita un rapporto di amicizia fra le due città, Forlì e Greven, che nel nome dei valori della pace, della libertà, del rispetto e della ricerca della verità storica ha intessuto relazioni. “La morte di Nordhorn, dunque, chiude le vicende terrene, ma non la ferita del dolore generato dall'occupazione nazista e dalla guerra, che rimarrà indelebile nella memoria della nostra Città” si legge in una nota dell’amministrazione comunale.

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