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"E' Racoz": 40 anni d’amore per la cultura e la tradizione romagnola

Una medaglia coniata da Angelo Ranzi e la convinzione di avere ancora molto da fare per la cultura e la tradizione romagnola: sono questi i capisaldi dell'incontro celebrativo dei 40 anni dalla fondazione dell'Associazione "E' Racoz"

Una medaglia coniata da Angelo Ranzi e la convinzione di avere ancora molto da fare per la cultura e la tradizione romagnola: sono questi i capisaldi dell’incontro celebrativo dei 40 anni dalla fondazione dell’Associazione “E’ Racoz”, tenutasi sabato mattina all’Hotel della Città. Al fausto evento, un po’ alla spicciolata si presenta una cinquantina di associati, fra cui il commediografo e poeta dialettale Aurelio Angelucci e il sindaco di Dovadola Gabriele Zelli.

Al tavolo dei relatori, oltre al minestar Marino Monti e al secreteri Alvaro Lucchi, siede anche l’avvocato Fabrizio Savorani, unico superstite del gruppo dei cinque fondatori del Racoz, “4 avvocati e un commercialista”, che costituirono il sodalizio al solstizio di primavera del 1972. Ricordiamo gli altri nomi: Antonio Dianini, Ferrante Foschi, Michele Raffaelli e Sanzio Zoli. “Oggi come allora – esordisce e’ minestar Marino Monti – ci ritroviamo qui, in questo bellissimo edificio progettato da Gio Ponti, per giurare fedeltà ai principi ispiratori del nostro sodalizio: valorizzare il patrimonio culturale delle tradizioni e del linguaggio romagnoli, sviluppare l'interesse e l'amore per la Romagna e la sua gente, approfondire la storia, i costumi, le tradizioni, il folklore, promuovere la ricerca, l'illustrazione e la conservazione delle tradizioni locali”.

Ogni cinque anni, a partire dal 1985, il Racoz emette una medaglia, affidandone il compito all’artista e racoziano di ferro Angelo Ranzi, “l’artista di corte”, come ama autodefinirsi. “Queste emissioni – ricorda Alvaro Lucchi – oltre a scandire il percorso del nostro sodalizio, hanno il merito di portare alla ribalta monumenti e personaggi di spicco della nostra città”. Il conio dei 40 anni presenta sul fronte la chiesa di San Sebastiano, capolavoro dell’architettura rinascimentale romagnola, mentre sul retro appare il grande poeta Giovanni Pascoli nel centenario dalla morte. La volontà del “Racoz” di guardare avanti è attestata dal ricchissimo sito web https://digilander.libero.it/racoz/ curato da Alvaro Lucchi. “Internet – conferma e secreteri – è uno strumento della modernità di cui non si può più fare a meno. E’ la riprova che noi ci siamo e operiamo con la ‘mission’ di 40 anni fa: far sapere a tutto il mondo della grandezza cultural-artistica della nostra Romagna”
 

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