"E' una distanza che tocca, accarezza e abbraccia": la testimonianza di una maestra d'asilo

"Ci sono parole che, forse per la loro maggiore ricorrenza in certi ambiti di discorso, si vestono di accezione negativa e faticano così a mostrarsi nella loro interezza valoriale", evidenzia

Scuole dell'Infanzia, a giusta distanza. La maestra Ester Seneca, della scuola dell'infanzia "L'Albero Felice" dell'Istituto Comprensivo 8 "Camelia Matatia" di Forlì, racconta come l'emergenza coronavirus ha rivoluzionato il mondo dell'istruzione, ma anche anche il modo di relazionarsi con i bambini. "Ci sono parole che, forse per la loro maggiore ricorrenza in certi ambiti di discorso, si vestono di accezione negativa e faticano così a mostrarsi nella loro interezza valoriale. E distanza è una di queste parole - premette Senaca -. Tenersi a distanza da una persona, da una idea, da una fonte di pericolo rimanda in immediato a un comportamento di sopravvivenza, di salvaguardia del proprio essere; e nel momento in cui si pronunciano tali frasi si trasmette un giudizio negativo, seppur personale, su quella persona, su quella idea, su quell'elemento".

"A volte la "distanza" si veste di positività e bellezza e diventa elemento costitutivo di uno scopo - prosegue -. La distanza sociale di questi giorni ci sta facendo, come non mai, sentire la Comunità come verità irrinunciabile per l'essere umano; ed è solo grazie alla distanza che i nostri occhi possono accomodarsi e darci la possibilità di 'vedere'. Nessuno di noi è capace di leggere una pagina di un libro se non tenendola alla "giusta" distanza. Ecco quindi che anche nella scuola, nel rapporto educativo docente-allievo, bambinomaestra, la "giusta" distanza ci permette di 'leggere' e 'comprendere' i nostri bambini e bambine con uno sguardo nitido, con una messa a fuoco che rispetta la fisionomia di ognuno di loro".

"Ma questa giusta-distanza, così utile e necessaria, nella nostra Scuola dell'Infanzia dell'Istituto Comprensivo 8 "Camelia Matatia" di Forlì, con i nostri bambini e bambine è una distanza che tocca, che accarezza, che abbraccia, che dondola, che contiene, che rotola, che salta, che stringe mani, che soffia nasi e lava sederini, che ride, fa pernacchie, canta, balla, stringe e unisce - continua la maestra -. La solita medaglia, con le due facce. Tanta paura, tante domande e perplessità all'inizio di questo periodo: ha senso fare 'didattica a distanza' alla scuola dell'infanzia? Tante le risposte, i dubbi, le critiche, le discussioni fra noi docenti, fino al punto in cui abbiamo deciso di provare, abbiamo deciso di distanziarci da tutte le nostre certezze".

"Abbiamo iniziato creando, sulla pagina web del sito d'Istituto, piccoli video per i nostri bambini, filmando ciò che ognuna di noi sa ben fare: racconti di storie, scenette, burattini, lettura di libri, canti e suoni, tutorial e lavoretti - racconta -. Abbiamo filmato e registrato piccoli saluti in cui i bambini potessero vederci; e la reale assenza fisica dei nostri bambini si è riempita della loro presenza emotiva: pensando e programmando i nostri contributi abbiamo immaginato cosa avrebbe potuto dire Matteo, Marco, Giovanni e Camilla". E ancora: "Abbiamo visualizzato con una nitidezza forse mai avuta prima, le espressioni di stupore, di gioia, di curiosità di Leone, di Giulia, di Leonardo; abbiamo cioè saputo ri-conoscere , conoscere di nuovo, ciò che nella quotidianità fisica, nella prossimità materiale, a volte si adombra, a volte perde brillantezza, ai nostri occhi. Già questo è stato per noi un successo. Ma non ci è bastato però. Mancava la parte complementare, mancava la voce e lo sguardo dei bambini".

Così, "abbiamo così deciso di accogliere la proposta della dirigente scolastica di uno spazio di diretta video anche per la Scuola dell'Infanzia mediante la creazione di classi virtuali su Gsuite - prosegue -. L'emozione nel ri-vedere i bambini, il loro entusiasmo condito da tanta iniziale confusione, ci ha confermato nella scelta intrapresa e ci sta motivando quotidianamente a pensarci ancora e più che mai Comunità educante, a sentirci ora più che mai persone necessarie e insostituibili ai bambini, persone in relazione: relazioni a doppio senso, noi e i bambini, i bambini e noi; relazioni ricamate in anni e mesi trascorsi di impegno e cura : non potevano scomparire a causa di uno stupido virus! Eccoci quindi ben contente di offrire ai bambini e alle loro famiglie , nel rispetto delle enormi fatiche di questo periodo, uno spazio di raccolta e fruizione materiali e contributi in differita, dove tutti, docenti e bambini possono condividere i propri percorsi e tracce di esperienza, ma anche e soprattutto un appuntamento settimanale in diretta in cui poterci incontrare, narrare e far vedere la nostra vita, le nostre case, le nostre notizie, i nostri animali, i nostri disegni, le nostre scoperte, fare 'lezione' (dal lat. lectio -onis «lettura», der. di legĕre «leggere»), leggere insieme frammenti delle nostre giornate".

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"Tutto ciò solo e grazie alle famiglie che ci ospitano nelle loro case, che sostengono i loro bambini nelle necessità tecniche di collegamento e che ancora una volta ci dimostrano fiducia - conclude -. Siamo grate alla nostra Dirigente Maria Teresa Luongo che tanto si è prodigata per offrire anche a noi della Scuola dell'Infanzia tali spazi di relazione in DaD (Didattica a Distanza). Siamo grate a chi, come docenti, grazie alla nostra testimonianza, vorrà provare a offrire ai propri bambini e alunni la sua 'giusta distanza' in questo momento di crisi pandemica".

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