Ecotecnica, ordinanza del Comune: "L'area va messa in sicurezza entro sette giorni"

Della questione si è discusso lunedì sera all’assemblea dei cittadini di San Lorenzo in Noceto, convocata dal Comitato di Quartiere

Un momento dell'assemblea a San Lorenzo in Noceto

Il vicesindaco di Forlì, Lubiano Montaguti, ha firmato lunedì un’ordinanza che impone di mettere in sicurezza entro sette giorni l’area della Ecotecnica di San Lorenzo in Noceto, dichiarata fallita a metà luglio dal Tribunale di Forlì. Il provvedimento (inviato al legale rappresentante della ditta e al curatore fallimentare Daniele Campana) è stato stabilito in seguito al sopralluogo effettuato il 9 agosto scorso dal Dipartimento di Sanità Pubblica, che ha quindi fatto il punto all'amministrazione comunale circa "le problematiche riscontrate e che possano avere un effetto igienico sanitario sia sulla frazione circostante e potenzialmente su un territorio più ampio".

IL VIDEO: L'ASSEMBLEA A SAN LORENZO IN NOCETO

Gli specialisti hanno riscontrato, si legge nell'ordinanza, la "presenza di rifiuti di natura solida e liquida. Questi rifiuti non sono adeguatamente protetti e questo può rappresentare un pericolo sia perchè chi introduce senza titolo nell'impianto può toccare, manipolare, spostare materiale tossico, nocivo e cancerogeno, sia perchè tale materiale potrebbe essere oggetto di uno sversamento e vista la tipologia dei materiali avrebbe effetti molto negativi sulla popolazione". Sono inoltre stati individuati "due laghetti artificiali di acqua stagnante, che rappresenta un substrato per la crescita delle zanzare".

E' stata accertata inoltre la presenza di "vasche di liquami quasi colma; di erba non sfalciata; di nidi di vespe; e di guano in elevata quantità". Il vicesindaco ha così ordinato di "mettere l'area in sicurezza, impedendo l'accesso a chiunque non sia autorizzato; ridurre l'azione degli infestanti; ed effettuare una valutazione del rischio per capire se le sostanza pericolo possono restare in loco (in condizioni di sicurezza) e se devono essere smaltite".

L'ordinanza stabilisce "di provvedere entro 7 giorni a mettere l'area in sicurezza, impedendo l'accesso a chiunque non sia autorizzato per evitare il contatto con sostanza pericolose (tossiche, nocive e cancerogene); le sostanze pericolose devono essere protette, confinate e segregate; di provvedere entro 7 giorni a rimuovere i nidi di vespe, a sfalciare l'erba, a rimuovere l'acqua stagnante allontanando dei laghetti artificiali; e di provvedere entro 30 giorni ad una valutazione del rischio per capire se le sostanza pericolo possono restare in loco (in condizioni di sicurezza) e se devono essere smaltite. Se risulterà necessario smaltire questo dovrà avvenire entro 30 giorni".

L'assemblea

Della questione si è discusso lunedì sera all’assemblea dei cittadini di San Lorenzo in Noceto, convocata dal Comitato di Quartiere. Commenta il segretario comunale del Pd, Massimo Zoli: "Ho apprezzato la relazione introduttiva del coordinatore, che ha esposto con chiarezza le preoccupazioni della cittadinanza dopo il fallimento di Ecotecnica. L'ordinanza firmata dal vicesindaco è un primo segnale di attenzione, al quale dovranno seguire altri atti per dare ai nostri cittadini di San Lorenzo rassicurazioni sulla situazione che si è creata e che presenta sicuramente diverse criticità. Come primo partito della città seguiremo la vicenda con attenzione".

Tra i presenti anche il consigliere regionale della Lega Nord, Massimiliano Pompignoli, che è intervenuto sottolineando “la spiazzante superficialità con la quale questa emergenza è stata trattata sia da parte dell’amministrazione comunale di Forlì che da parte Arpae (l’agenzia regionale era stata inviata all’assemblea ma non si è presentata) entrambe più volte interpellate, invano, da parte dei residenti che oggi temono il peggio". "La situazione, dopo il fallimento di Ecotecnica ed Ecovalbidente, è peggiorata e l’ordinanza emanata dal Comune guarda caso proprio ieri mattina, a poche ore dall’incontro, è al limite del ridicolo - chiosa Pompignoli, che nei giorni scorsi ha depositato un interrogazione sul tema -. Bisognava agire prima, con strumenti di prevenzione e controllo, a tutela dell’ambiente e della salute pubblica. Con l’area inibita all’utilizzo e la presenza di tonnellate di rifiuti tossici, siamo in attesa di capire cosa realmente ci sia nelle due vasche interrate e nelle cisterne per il contenimento di rifiuti liquidi; vista la superficialità degli enti di controllo, ad oggi infatti non è chiaro che tipo di materiali siano stati stoccati nel corso degli anni, con quali percentuali di tossicità e quali effetti abbiano innescato nell’ecosistema circostante”. Per questo motivo Pompignoli anticipa che “solleciteremo l’assessore Sanzani affinché convochi in commissione referente Arpae". "Mi auguro” – conclude il consigliere della Lega – “che il procedimento di revoca dell’Aia diventi definitivo e che l’impianto sia chiuso una volta per tutte. Noi continueremo a vigilare affinché i cittadini vengano ascoltati e sia garantito loro il diritto a vivere in un ambiente salubre e di qualità".

Il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Daniele Vergini, lancia invece un nuovo appello affinchè "i cittadini non siano lasciati soli". "Le istituzioni devono agire in fretta per limitare ulteriori danni e trovare soluzioni”, sono le parole a caldo dell'esponente pentastellato, presente alla serata informativa. “Rispetto al passato esistono ora più mezzi per difendere la salute dei cittadini, infatti dal 2015 esiste una legge contro gli “eco-reati” con pene fino a 15 anni, voluta dal M5S ed in particolare dal nostro deputato Salvatore Micillo, ora sottosegretario all’Ambiente - spiega Vergini - il primo passo da fare, come ci hanno consigliato anche i nostri parlamentari da noi subito interessati, è quello di fare denuncia depositando un esposto sull’accaduto, questo possono e dovrebbero certamente farlo i cittadini di S. Lorenzo, ma ancor più importante sarebbe che lo facesse, a tutela di tutti, il Comune di Forlì che ha mezzi sicuramente superiori e soprattutto informazioni più dettagliate. Di certo questo farebbe un Comune a 5 Stelle. A seguito degli esposti la Magistratura potrebbe sequestrare il sito o dare precise disposizioni al curatore fallimentare per bonificare l’area”.

“Inoltre chiediamo all’amministrazione anche di valutare seriamente con l’avvocatura la possibilità di aprire un contenzioso a latere della procedura fallimentare che, se accolto, li farebbe diventare creditori del fallimento dando loro modo di insinuarsi nello stesso. Il fine è ovviamente, se messi alle strette, di realizzare le necessarie bonifiche direttamente a carico del Comune per poi rivalersi sull’azienda nel fallimento”, continua il pentastellato. "Infine ci teniamo a precisare un’ultima cosa - conclude -. Speriamo vivamente che questa vicenda ponga la parola fine al sito di stoccaggio di S. Lorenzo, che tanti problemi ha generato alla cittadinanza locale, ubicato in una zona teoricamente non utilizzabile per deposito di rifiuti speciali, ma autorizzato in deroga per continuità dell’attività di una azienda già in essere. Ora sembra che si sia arrivati al capolinea col fallimento dell’azienda, ma invitiamo tutti a vigilare con la massima attenzione perchè nei documenti ufficiali di Arpae si legge che “Ecotecnica Srl ha in corso un procedimento di voltura dell’Aia ad altra ditta”. Speriamo quindi vivamente che si arrivi ad uno stop definitivo, una volta per tutte".

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