Effetto lockdown, troppi cinghiali: la Regione "arma" gli agricoltori

È questo un effetto collaterale del lockdown, a cui ora si tenta di porre rimedio con il nuovo piano annuale di prelievo

La Regione Emilia-Romagna da' 'licenzia di uccidere' agli agricoltori, alle prese con un numero crescente di cinghiali. È questo un effetto collaterale del lockdown, a cui ora si tenta di porre rimedio con il nuovo piano annuale di prelievo. Nel piano, "di imminente approvazione", spiega in una nota l'assessore regionale all'Agricolura Alessio Mammi, "intendiamo inserire un richiamo di legge affinche' in tutte le province sia consentito il prelievo diretto sui propri terreni anche da parte degli agricoltori con licenza di caccia".

"Stiamo inoltre lavorando a un piano di controllo regionale - sottolinea ancora Mammi parlando dei cinghiali - con l'obiettivo di uniformare le modalita' di intervento su tutto il territorio". La Regione ha intanto liquidato i danni alle imprese agricole per i danni subiti dalla fauna selvatica lo scorso anno: oltre 790.000 euro per 700 aziende danneggiate, a cui si aggiungono 430.000 euro alle 250 imprese che hanno partecipato al bando per la prevenzione. "Anche per l'ultima annata agraria pagheremo a tutte le aziende agricole che ne hanno fatto richiesta il 100% dei danni arrecati alle produzioni dalla fauna selvatica", evidenzia Mammi.

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"Abbiamo ricevuto molte segnalazioni in merito alla presenza incontrollata di fauna selvatica e di danni alle colture, per questo vorrei ribadire che i piani di controllo, che dipendono dalle Province, non sono mai stati sospesi dalle misure di emergenza Covid-19. A tale proposito abbiamo mandato una specifica circolare a tutte le Province per precisare che l'attivita' di contenimento in questione e' configurabile come servizio pubblico o di pubblica utilità". Le province dove l'impatto del cinghiale ha gravato maggiormente sono Parma e Forli'-Cesena per oltre 80.000 euro in ciascuna delle due realta', informa ancora la Regione. Il territorio dove l'impatto della fauna e' maggiore e' Bologna (265.000 euro) e le specie maggiormente responsabili sono il picchio sugli impianti di irrigazione (55.000 euro), il fagiano (42.000 euro) e il piccione (40.000 euro). (fonte Agenzia Dire)

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