Cronaca

Electrolux, un'operaia: "Io esubero, un'ingiustizia"

"Sono operaia, delegata e esubero in Electrolux Forlì e quest’anno è successo di tutto."

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Ieri sono stata a Roma dove ho manifestato insieme alle colleghe ed ai colleghi dello stabilimento Electrolux di Forlì fin sotto le finestre di Palazzo Chigi. La FIOM CGIL ha portato le tante vertenze che attraversano il paese e riguardano centinaia di migliaia di posti di lavoro sul tavolo del Presidente del Consiglio, perché qui sta venendo giù tutto. E io non ci sto capendo è più niente.

Sono operaia, delegata e esubero in Electrolux Forlì e quest’anno è successo di tutto.

Siamo partiti facendo 21 giorni di cassa integrazione durante l’anno in aggiunta alle 2 ore giornaliere; arrivata a fine ottobre vengo chiamata urgentemente dall’azienda , come tutti i delegati di stabilimento, dove ci comunicano che tutti i 4 stabilimenti italiani verranno messi sotto investigazione per 6 mesi per decidere poi se rimanere aperti, dichiarare altri esuberi o delocalizzare. Per la prima volta si dice che ai vertici stanno pensando di chiudere in futuro anche il nostro stabilimento. In Italia costiamo troppo, l’azienda guadagna di meno di dieci anni fa e questo non va bene per gli investitori. Gli operai si mobilitano, partono gli scioperi, diamo visibilità alla cosa per due scopi: cercare di fare cambiare idea all’azienda e cercare di arrivare a Roma per fare aprire un tavolo sull’elettrodomestico, non ai ministeri dove potremmo portarci a casa solo cassa integrazione, ma alla Presidenza del Consiglio per parlare “veramente” del problema e per cercare di risolverlo. Serve un Governo che abbia un minimo di autorevolezza per convocare aziende e imprese multinazionali per chiedere di cambiare piani industriali e scelte che spesso si traducono per il nostro paese in licenziamenti, chiusure e spostamenti di produzioni.

Arriviamo a oggi: a metà dicembre l’azienda ci comunica che ripartiremo a 8 ore, il 23 dicembre si lavora e forse si riapre il 2 gennaio.. benissimo, il lavoro è tornato…..

Però come persona e come lavoratrice mi sento presa in giro; a novembre ci dicono che chiudiamo, scatenando un vero “inferno” tra gli operai, e a dicembre si ritorna a 8 ore dopo anni che si lavora a 6 ore. Electrolux deve decidere ed essere chiara, non si può prendere in giro gli operai, non si possono dichiarare esuberi e poi non avere abbastanza personale per poter mandare le linee.

Basta giocare: si tolga l’investigazione, basta ricatti che servono solo a renderci “flessibili” e a toglierci diritti che ci siamo conquistati faticosamente.

Ricordo a tutti che l’operaio italiano è uno dei migliori al mondo, intelligente e capace, e che il “made in Italy” è sempre stato copiato in tutto il mondo perché siamo bravi, le multinazionali lo sanno e per questo ci hanno sfruttato per anni.

Per questo sono andata a Roma ieri, perché il Governo deve intervenire: si deve riuscire a investire sugli operai, si deve fare in modo che le aziende, dopo che per anni hanno guadagnato, non possano andare via come se niente fosse.

Si deve fare in modo che l’Italia torni ad essere una Repubblica “fondata sul lavoro”.

Guidi Elisa Enrica, operaia, delegata e esubero in Electrolux Forlì

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