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Elezioni, prima analisi del voto in Romagna: ecco cosa è successo

E' la prima analisi che si può fare è che si tratta, come era ampiamente prevedibile, un terremoto del quinto grado, quante sono cioé le "stelle" del movimento fondato da Beppe Grillo

Il voto delle politiche 2013 si sta rivelando un terremoto, tanto a livello nazionale quanto a livello locale romagnolo. E' la prima analisi che si può fare è che si tratta, come era ampiamente prevedibile, un terremoto del quinto grado, quante sono cioé le “stelle” del movimento fondato da Beppe Grillo tre anni fa. I grillini sono decisamente il secondo partito della Romagna dopo il Pd, e in certe parti il margine di differenza è realmente esiguo.

EXPLOIT GRILLINO. Tralasciamo i dati della Camera dei Deputati, dove la legge elettorale con un forte premio di maggioranza mette al riparo la governabilità, con la coalizione vincente che si accaparra la maggioranza assoluta. Andando invece al senato, ecco alcuni dati provvisori: i “grillini” vanno al 23,9% nella provincia di Forlì-Cesena (333 su 386 seggi), al 21,9% nella provincia di Ravenna (316 su 399 seggi scrutinati) e addirittura al 28,6% nella provincia di Rimini (258 su 326 seggi). E' il secondo partito ovunque, ma non solo: in tutte e tre le province il M5S supera tutta la coalizione di centro-destra (PdL, Lega Nord e altri partiti minori). In alcuni piccoli comuni, come Borghi, il M5S è il primo partito

PD INSIDIATO. Nella provincia di Rimini si sta verificando il principale “attacco” del M5S al Pd: la forbice che lo separa dal Pd è appena il 3,5%. Insomma, nel riminese per un elettore del Pd vi è quasi un altro elettore del Movimento 5 Stelle. A Forlì città il dato più basso dei grillini, che toccano quota 20,9%, è l'unica grande città romagnola in cui è la terza formazione politica dopo il PdL. In compenso il Pd è a quota 40%, doppio. A Cesena il M5S è al 24,2% col Pd che supera il 40%. Nel comune di Ravenna grillini al 22,5%, nel comune di Rimini al 27,5%, col Pd al 32,8%. Il dato migliore del Pd è nel ravennate, col 41,3% delle preferenze (377 su 399 seggi scrutinati).

CENTRO-DESTRA TERZO. Berlusconi si ritrova stabilmente terzo partito in Romagna, sebbene a livello nazionale inaspettatamente si stia rivelando in molte regioni la prima coalizione e talloni con uno scarto del 3% la coalizione guidata da Pierluigi Bersani. In Romagna, invece, il PdL ha numeri più bassi del M5S mentre la Lega Nord va giù a precipizio. A Forlì-Cesena PdL al 17,39% e Lega Nord al 2,3%, in provincia di Ravenna PdL al 15,4%, Lega Nord al 2,4%, in provincia di Rimini PdL al 20,5% e Lega Nord al 1,7%.

CENTRO. Mario Monti a livello romagnolo mantiene sostanzialmente la media nazionale. In Romagna varia da un 8,3% di Rimini e provincia a un 8,8% di Forlì-Cesena e Ravenna. Il risultato clamoroso invece è la redistribuzione interna dei voti all'interno della sua coalizione. Di fatto l'Udc ne esce quasi annichilito, per quanto riguarda la Camera dei Deputati, il Fli di Fini addirittura fuori dal Parlamento.

A SINISTRA TUTTI STRETTI. Infine queste elezioni hanno comportato la compressione, come già accaduto nel 2008, dei partiti della sinistra radicale: il Sel va dal 2% al 2,6% in Romagna, la Lista Ingroia dall' 1,3% all'1,8%.

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