rotate-mobile
Verso le elezioni

Intervista a Giacomo Zattini (M5S): "Anche se alle comunali votate altri, per le Europee c'è un candidato giovane del campo progressista"

"C’è un cliché che dice che i giovani non si interessano alla politica, ma non è vero: basta andare a parlare nei loro luoghi e trattarli da persone alla pari"

Giacomo Zattini viene dalla militanza ambientalista dei Fridays for Future a Forlì. A 27 anni viene candidato dal Movimento 5 Stelle alle Europee. Ha studiato all'università a Forlì. E' stato rappresentante nazionale dei Fridays for Future, il movimento ecologista creato da Greta Thumberg. Nel 2021, sempre come rappresentante dei FFF ha incontrato Papa Francesco, consegnandogli la "Lettera agli adulti", scritta da lui e ricevendo dal pontefice come risposta queste parole: "Fate chiasso". Quali proposte per l'Europa? Cosa porterà di Forlì a Strasburgo se eletta? In un'intervista a ForlìToday, queste le risposte di Giacomo Zattini, meldolese e della stessa famiglia del sindaco di centrodestra Gian Luca Zattini.

Come sta procedendo la campagna elettorale? Che cosa emerge come richieste dei cittadini all'Unione Europea?
"La campagna elettorale sta andando benissimo. Ho già incontrato migliaia di persone a Forlì, in Romagna, in Emilia ed in Veneto. Mi sto concentrando soprattutto sui mercati e sulle piazze perché voglio incontrare persone che solitamente non vengono agli incontri organizzati dai partiti e non si interessano più di politica. Le persone che incontro sono spesso sorprese e felici di vedere un candidato di soli 27 anni, e si interessano quando spiego che per tanti anni ho fatto politica nelle piazze e fuori dai partiti, sono stato a due negoziati delle Nazioni Unite sul clima, ho lavorato al Parlamento Europeo, ed ho portato migliaia di giovani in strada per difendere l’ambiente. Le persone che incontro mi chiedono di lavorare per proteggere i territori dagli eventi climatici estremi, di lottare per fermare il massacro a Gaza e la corsa alle armi dell’Europa, di costruire la pace. A Forlì, soprattutto, le persone mi chiedono di lavorare sui fondi europei per riparare i danni legati all’alluvione e prevenirne altre - questa sarà la mia priorità per il nostro territorio".

Speciale elezioni: tutte le informazioni per votare

Viene dall'attivismo ambientalista, che bilancio dà di quell'esperienza? Momenti che conserva nel cuore? Errori che non rifarebbe?
"Cinque anni fa, quando con altri amici ho fondato la sezione forlivese di Fridays For Future, non immaginavo che avrei potuto fare tutte le esperienze che ho fatto. Guardandomi indietro, sono orgoglioso di quanto fatto, sempre spinto dai miei valori. Non è stato però un percorso facile o privo di momenti dolorosi. Soprattutto durante il primo anno, il 2019, mi sono dedicato al 100% all’attivismo e ho dedicato necessariamente meno tempo allo studio e agli affetti, e questo ha avuto delle conseguenze. In questi cinque anni ho studiato, fatto attivismo e lavorato per pagarmi gli studi. Se potessi tornare indietro, penso che non cambierei molto. In qualche modo, oggi sono arrivato fin qui e penso che tutto ciò che ho fatto abbia avuto il suo significato".

Lei può bene interpretare il sentimento dei giovani. Che dicono di questo voto europeo? Si percepiscono più “cittadini europei” delle generazioni precedenti?
"È incredibile, quando vado a volantinare nelle università al mattino o nei bar la sera vedo tantissimo entusiasmo da parte dei giovani. C’è un cliché che dice che i giovani non si interessano alla politica, ma non è vero: basta andare a parlare nei loro luoghi e trattarli da persone alla pari. I giovani sono distrutti psicologicamente dal massacro in Palestina e vogliono che l'UE prenda posizione in modo duro. I giovani temono di finire in trincea nei prossimi anni, mentre i genitori temono di doverci mandare i figli. Tutti si oppongono alla corsa alle armi in Europa, e si sentiranno europei se l’Europa difenderà i propri valori fondanti - tra cui la pace e la giustizia. Vogliamo combattere per i nostri diritti e per l’ambiente, non una guerra. Questo voto europeo sarà fondamentale per orientare l'UE verso un futuro vivibile oppure no. Le giovani generazioni questo lo capiscono meglio di quanto si creda".

Leggi le notizie di ForlìToday su WhatsApp

Cosa propone il suo partito per le Europee?
"Il Movimento ha messo la pace nel suo simbolo perché se non siamo in pace non possiamo concentrarci sulla difesa dell’ambiente, sulla lotta alle disuguaglianze e non possiamo avere fondi per la sanità e il welfare. Per prima cosa vogliamo portare l’Europa al centro di uno sforzo diplomatico che porti ad un cessate il fuoco in Ucraina. Allo stesso modo, vogliamo che l’Europa agisca finalmente con forza per fermare il massacro in Palestina. Il mio impegno per l’ambiente si baserà su un punto cardine: la transizione ecologica deve aiutare chi oggi è in maggiore difficoltà. Dovrà quindi essere finanziata soprattutto da chi può permetterselo, ovvero le grandi aziende del fossile, le multinazionali e le persone più ricche del nostro paese, con una tassazione a livello europeo".

E un progetto a Lei particolarmente caro che intende sostenere se eletto?
"Un Fondo Europeo contro i disastri climatici. Mentre spalavo il fango nelle strade di Forlì, l’anno scorso dopo l’alluvione, dopo tre giorni passati in casa senza acqua e luce, e mentre vedevo i ristori promessi dal Governo Meloni che arrivavano con il contagocce, avevo due parole fisse in testa. Mai più. Il nostro territorio deve essere rappresentato da persone che non tollereranno che soffra di nuovo come l’anno scorso. In Europa voglio quindi andare a prendere i soldi promessi a Forlì da Ursula Von der Leyen e poi creare un fondo europeo permanente che aiuti le città e le campagne a proteggersi contro le alluvioni, la siccità, e altri eventi estremi. Questo, oltre il resto, è il mio impegno per Forlì ed i forlivesi".

Cosa occorre per rendere l'Europa più forte?
"Bisogna mettere la riduzione delle disuguaglianze e della povertà al centro del rilancio dell’Europa. Quando i cittadini potranno dire che grazie all’Europa hanno case meglio isolate, trasporti pubblici puliti ed efficienti, un salario minimo europeo, un reddito minimo garantito per lottare contro la povertà, aria ed acqua pulita, allora l’Europa sarà entrata davvero nella vita dei cittadini. Per fare questo in maniera efficace, però, l'UE dovrà riformarsi per essere ancora più unita e univoca nelle sue decisioni. Bisogna superare il diritto di veto in Consiglio dell'UE e bisogna andare verso una politica estera comune. Non sono obiettivi a breve termine, ma sono ciò per cui oggi dobbiamo lavorare".

Difesa comune ed emergenza climatica saranno i grandi temi del prossimo parlamento Europeo: condivide queste priorità o ce ne sono anche altre a suo giudizio?
"Io sono a favore della transizione ecologica, non la transizione militare. Certamente la lotta all’emergenza climatica deve essere una priorità del prossimo parlamento, anche perché gli investimenti nell’industria verde saranno il motore della prosperità europea per i prossimi decenni. In Italia abbiamo un’industria manifatturiera che è l’orgoglio del nostro paese ed è già all’avanguardia nell’innovazione nelle tecnologie verdi: dobbiamo investire per rimanere tra i migliori al mondo nell’innovazione. Sono anche a favore della difesa comune, ma se fatta in modo razionale per difendere gli interessi europei, non per combattere guerre ad oltranza e spendere più soldi in armi. Altri temi importanti riguardano il lavoro e i diritti, tra cui anche quelli degli animali".

Parliamo anche della realtà locale. Forlì è la città da cui parte. E' una città europea? Cosa si potrebbe fare per renderla più europea?
"Forlì è una città con le carte in regola per definirsi europea. Tra l’altro, ospita oltre al Campus universitario e facoltà di eccellenza internazionali, anche il Punto Europa, il centro di informazione e documentazione sull'UE, riconosciuto a livello ufficiale. Avendo frequentato queste realtà personalmente, posso dire che meriterebbero di essere sempre più conosciute e frequentate dai forlivesi. Forlì è una città universitaria e molti studenti - ma anche turisti - vengono dall'estero. La città avrebbe però bisogno di un trasporto pubblico più efficiente e frequente, che sia davvero vicino a quel modello europeo di mobilità sostenibile e capillare, alla portata sia dell'impiegato comunale che dell'operaio. Servono investimenti e scelte politiche conseguenti".

Questa città è stata martoriata dall'alluvione di un anno fa. Von Der Leyen nella sua visita di gennaio a Forlì promise 1,2 miliardi di Pnrr aggiuntivo per la ricostruzione. Si assume l'impegno di monitorare quest'importante cifra affinché arrivi effettivamente sul territorio?
"Per me è la grande priorità: i soldi devono arrivare in fretta. Noi forlivesi abbiamo già dato tutto il possibile per risollevare la nostra città, mostrando anche una solidarietà straordinaria. Ora tocca all’Europa dare una mano. È così che l’Unione Europea riacquisterà la fiducia dei suoi cittadini: prendendoli per mano".

In cosa può beneficiare Forlì in particolare dalle politiche europee per essere più competitiva?
"Do un esempio molto concreto: Forlì può beneficiare dei soldi europei per le comunità energetiche, che aiutano le nostre piccole e medie imprese a ridurre i costi della loro energia. Dobbiamo anche usare i fondi europei del PNRR per spingere le nostre imprese che stanno innovando ed investendo nelle tecnologie più innovative - quelle che porteranno nuovi posti di lavoro a Forlì e in Romagna".

Per la sfida amministrativa locale, parallela alle Europee, come valuta la competizione elettorale in corso a Forlì?
"Sono l’unico candidato romagnolo del campo progressista. Per questo dico: anche se alle comunali votate altri partiti, alle Europee potete votare un candidato giovane, preparato, e del territorio di Forlì. Ho letto il programma della coalizione di Graziano Rinaldini, in cui è presente anche il Movimento 5 Stelle, ed è un ottimo programma, ho dato anche una mano nella scrittura. Per il resto, mi sembra che anche su Forlì la campagna elettorale stia andando bene. Non amo le polemiche o gli attacchi personali, cerco di parlare di temi e di forze politiche che li propongono. Al momento, i valori che porto e la visione che mi spinge a candidarmi in Europa mi pongono in completa antitesi con le forze politiche del centrodestra, sia a livello nazionale che forlivese".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Intervista a Giacomo Zattini (M5S): "Anche se alle comunali votate altri, per le Europee c'è un candidato giovane del campo progressista"

ForlìToday è in caricamento