Coronavirus, sindaco ed infermiera: Elisa Deo impegnata nei tamponi a Santa Sofia

Il sindaco di Galeata e presidente dell’assemblea dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, Elisa Deo, in questi giorni è impegnato sui tamponi per il rilevamento del Covid-19

Lo scorso aprile aveva subito accettato l'incarico che le era stato offerto dall'Ausl Romagna, tornando ad indossare il camice da infermiera all'ospedale Nefetti di Santa Sofia. Il sindaco di Galeata e presidente dell’assemblea dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, Elisa Deo, in questi giorni è impegnato sui tamponi per il rilevamento del Covid-19. Da mercoledì scorso, infatti, nel piazzale Karl Marx, è iniziata l'attività del Drive Through, un nuovo punto per l'esecuzione di tamponi in modalità veloce, direttamente in auto, su chiamata dell'Ausl, nella fascia oraria dalle 9 alle 12. Un'attività che si aggiunge alla gestione dei tamponi a domicilio già attiva da qualche settimana a copertura del territorio dell'Alta Val Bidente in prima mattinata.

Il sindaco Deo fa quindi parte del braccio operativo dell'Igiene Pubblica. "Sono felice di aver avuto questa possibilità - racconta su Facebook -, ma in fondo credo che il ruolo di sindaco e quello di infermiera si somiglino molto. Alla base ci devono essere passione, dedizione, competenza ed amore per il prossimo. Entrambi stiamo combattendo contro un nemico invisibile e siamo in prima linea, ed in un momento difficile come quello che stiamo vivendo ognuno di noi ha il dovere di fare la propria parte. Se veramente tutti facciamo la nostra parte rispettando le regole, insieme possiamo farcela, ne sono sicura". 

In base al nuovo Dpcm e alla classificazione del Ministro della Salute, l’Emilia-Romagna è inserita nella "zona gialla", che indica criticità moderata. "La priorità ovunque nel Paese è una sola: invertire la curva pandemica, frenare il contagio, perché la situazione è peggiorata nelle ultime settimane - evidenzia Deo -. E servono anche comportamenti adeguati e responsabili, rispettando le regole di sicurezza. Anche perché si rimane in zona gialla se i dati non peggiorano, se il contagio non aumenta, altrimenti si entra quantomeno in zona arancione e, a quel punto automaticamente, entrerebbero in vigore misure più restrittive".

"Dobbiamo evitare che nelle prossime settimane le strutture sanitarie e ospedaliere subiscano una pressione tale da mettere in discussione servizi e prestazioni ordinarie, per tutelare la salute di ogni persona - conclude -. Siamo fortunati a vivere in Emilia-Romagna dove vengono eseguiti migliaia di tamponi ogni giorno, screening epidemiologici fra i più estesi per continuare a trovare i positivi asintomatici, controlli, tracciamenti, ed attività delle Usca, le unità attive nel territorio per l’assistenza domiciliare".

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