Cronaca

L'intervista - La neo-assessora Bassi: "Fratelli d'Italia ha portato Roma a Forlì. Una via a Ramelli? Sì, simbolo di odio politico"

Bassi assomma i due precedenti assessorati che erano del compagno di partito Marco Catalano e di Maria Pia Baroni, anche se con alcune modifiche

Emanuela Bassi è una dei tre assessori in quota Fratelli d'Italia in giunta. A lei sono andate delle deleghe “interne” come i servizi al cittadino, la toponomastica, la legalità, i servizi generali e i rapporti con il Consiglio Comunale, deleghe cioè proiettate all'interno del Comune per garantire la funzionalità della macchina amministrativa. Ha tuttavia la delega anche al Piano nazionale ripresa e resilienza e all'Agricoltura. Bassi assomma i due precedenti assessorati che erano del compagno di partito Marco Catalano e di Maria Pia Baroni, anche se con alcune modifiche.

Assessora Bassi, ci può presentare la sua persona?
“Sono un avvocato, esercito la professione da moltissimi anni. La mia specializzazione è stata tutelare per tanti anni i risparmiatori nei più grandi crack finanziari, dai bond argentini a Cirio e Parmalat, con tantissimi procedimenti penali e civili per far recuperare le somme perdute anche a piccoli risparmiatori che avevano investito magari la liquidazione, vicende umane che sono arrivate al nostro studio legale da tutt'Italia. Abbiamo anche fatto tanta informazione con convegni. Per i bond argentini siamo stati gli unici al mondo a ottenere un sequestro conservativo contro lo Stato argentino. Un lavoro durato tantissimi anni, ma questi risparmiatori hanno recuperato in tutto o in parte il denaro investito”. 

Poi, a livello politico, è stata capogruppo in consiglio comunale quando si è formato il gruppo di Fratelli d'Italia alla fine del 2020...
“Da quando sono entrata in Fratelli d'Italia sono stata capogruppo in Consiglio, appoggiando sempre le delibere del sindaco e mantenendoci molto uniti alla maggioranza”.

Ed ora siete il partito di maggior forza politica in questa maggioranza.
“Visto il risultato sì, un 19% raggiunto grazie a Giorgia Meloni. Ringrazio il viceministro Bignami e l'onorevole Buonguerrieri: questo risultato è stato raggiunto perché sono stati sempre presenti sul territorio, sono stati in grado di portare Roma a Forlì, anzi Bruxelles a Forlì. E' venuta Giorgia Meloni due volte, ha portato qui Ursula Von der Leyen, sono poi venuti tanti ministri. Il lavoro con i leader nazionali ha portato fiducia ai cittadini a livello locale”. 

Zattini dice che è una città che resta di tradizioni di centrosinistra, ma che ha delegato per la seconda volta l'amministrazione locale al centrodestra.
“Sono i cittadini che si sono spostati in questa direzione e il voto è l'espressione della volontà dei singoli”

Che temi porterete in giunta?
“Ho tante deleghe, tra cui quella importante al Pnrr, dove ci sono tanti progetti in corso. Faremo una cabina di regia con gli altri assessori, per coordinarci sui progetti già in fase di avanzamento lavori. Come partito siamo molto collegati a Roma e a tutti i ministri. Abbiamo visto l'importanza del collegamento con il ministro Sangiuliano sulla vicenda del monastero della Ripa, una grande opportunità data alla città, che non era venuta prima”.

Poi ha la delega all'Agricoltura
“Ricordo che è già venuto a Forlì anche il ministro Lollobrigida prima delle elezioni, per parlare con le associazioni di categoria e alcuni importanti imprese dell'agro-alimentare, per ascoltare le problematiche e per valorizzare il 'Made in Italy' agricolo. Tra i problemi che vengono maggiormente posti è la concorrenza di altri Paesi che non applicano le nostre normative ambientali”.

Gli affari generali sono una delega al buon funzionamento della macchina interna, che è strategico per far camminare i progetti.
“Il dirigente di riferimento è Luca Uguccioni, persona capacissima. Seguirò queste deleghe unitamente a lui. Su questo sono necessarie delle sinergie  tra tutti gli assessori, ma ci sono dirigenti e funzionari molto bravi in Comune e non mi preoccupo. Seguo anche i servizi demografici, ma rispetto alla Baroni non ho la delega al personale, di cui se ne occupa direttamente il segretario generale Uguccioni”. 

Ed infine la delega alla toponomastica. Ha in mente un'intitolazione che vorrebbe portare avanti?
“C'è una commissione e ne parleremo lì. C'è stata una proposta di un giovane di Fratelli d'Italia che sentiva forte la questione di Sergio Ramelli (il militante del Fronte della Gioventù, formazione politica di destra, aggredito e ucciso nel 1975 da un gruppo di militanti della sinistra extraparlamentare legati ad Avanguardia operaia, ndr), ma deciderà la commissione. Io sono personalmente d'accordo su Ramelli: è il simbolo dell'odio politico, che non deve esistere né a destra, né a sinistra”.
 

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