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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Il campus ha il suo nuovo presidente, Menegatti: "Più residenze universitarie e investire sulla dimensione internazionale di Forlì"

Da 12 anni insegna a Forlì. Emanuele Menegatti è il nuovo presidente del Campus di Forlì, la figura dell'ateneo che più si proietterà sul territorio locale

Da 12 anni insegna a Forlì. Emanuele Menegatti è il nuovo presidente del Campus di Forlì, la figura dell'ateneo che più si proietterà sul territorio locale per le questioni collegate all'università. Con 186 voti (il 59,4%) è stato eletto dai docenti e dal personale tecnico e amministrativo del polo forlivese dell'Alma Mater, superando il presidente uscente Luca Mazzara. L'affluenza è stata del 79,44%, 313 su 394 elettori, mentre le schede bianche 15. Menegatti è docente di Diritto del Lavoro al Dipartimento di Sociologia e Diritto dell'Economia.

Menegatti, quali sono le sue priorità per il triennio di presidenza?
“Come ho spiegato nella campagna elettorale la priorità sarà quella di rilanciare su quelli che sono i punti di forza del campus di Forlì: l'offerta didattica di ottima qualità, grazie ad un corpo docente mediamente giovane e motivato, e i servizi agli studenti anch'essi qualificati grazie al resto del personale. Tutto questo per investire nella dimensione internazionale del nostro campus, capace di attrarre non solo studenti locali, ma anche dal territorio nazionale e internazionale. Dobbiamo puntare sui servizi di residenzialità degli studenti del campus e per questo sarà importante parlare col territorio e con la Fondazione Cassa dei Risparmi”. 

Si riferisce al progetto per l'Hotel della Città, destinato a diventare un collegio superiore?
“L'Hotel della Città sicuramente, ma anche altre strutture disponibili, oltre agli studentati già presenti. Per Ingegneria, per esempio, c'è l'ex edificio Enav con una sessantina di posti residenziali con un progetto da completare. Ci siamo abituati alla didattica online per necessità, ma non siamo un'università telematica e dobbiamo offrire una didattica in presenza. Per offrirla a studenti fuori sede attratti a Forlì dai corsi, i servizi residenziali sono fondamentali”.

Nella votazione prevale sul presidente uscente e ricandidato. C'è desiderio di discontinuità nel campus universitario di Forlì?
“L'ateneo di Bologna è in fase di transizione, ha un nuovo rettore ed è imminente una riforma dello statuto che darà più poteri e autonomie ai campus. Io vengo dalla Scuola di Economia e Management, una realtà molto articolata dove è importante mettere assieme diverse visioni. La richiesta che mi è arrivata di candidarmi teneva conto di questa esperienza perché con questa riforma più che mai sarà necessario mediare tra le varie aree per ricompattarsi in un'unione di intenti”.

La questione più recente è stata la chiusura del corso di Mass Media e Politica. La città si è sentita impoverita ed esclusa dalla scelta, le spiegazioni sono arrivate tardive dopo che il caso era scoppiato da alcuni giorni. Come è stata gestita la questione secondo lei?
“Non appartenendo a quel dipartimento non ho partecipato direttamente a questa decisione. L'unica cosa che mi sento di dire è che, nelle scelte della didattica, dove partecipano docenti che appartengono a più dipartimenti, è meglio coinvolgee tutti i dipartimento aprendo una discussione in anticipo, piuttosto che poi veder deflagrare il caso sui media. Tutti i dipartimenti coinvolti si incontrino sulle strategie della didattica. Ma nessuno vuole disinvestire da Forlì. Lo stesso dipartimento autore della scelta ha annunciato nuovi progetti per il nostro campus. D'altra parte anche il territorio investe tanto sul suo campus".

Lei sarà, per i prossimi tre anni, ci passi il termine un 'mini-rettore': il referente dell'università a cui far riferimento in prima battuta sul territorio. Ha già preso contatti col sindaco?
“Grazie per il 'mini-rettore' (ride). Sono tanti gli attori del territorio con cui essere in contatto. Col sindaco abbiamo già l'impegno di vederci presto”.

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