Emergenza alla Zangheri: si forma un reparto Covid con letti e medici dell'ospedale. I sindacati: "Troppo tardi"

Il distretto socio sanitario forlivese ha indicato alla direzione della Zangheri la costituzione di un reparto Covid interno alla casa di riposo per garantire una supervisione tempestiva del focolaio

“In questo momento di crisi profonda e di emergenza epidemiologica mondiale, rinnovo il mio infinito ringraziamento a tutti gli operatori socio sanitari delle case di cura e delle strutture residenziali per anziani non solo di Forlì, ma di tutta la provincia. Mi riferisco soprattutto al personale di quelle case di riposo che hanno vissuto e che ancora stanno vivendo, tra mille difficoltà, l’esperienza del virus. Penso in primo luogo alla nostra Zangheri, alla Pellegrino Artusi di Forlimpopoli, all’istituto Davide Drudi di Meldola, alla villa del Pensionato di Rocca San Casciano e a tutte le altre realtà del territorio che ospitano i nostri cari, gestiscono pericolosi cluster e si trovano in prima linea nell’affrontare l’emergenza. Ho constatato personalmente lo sforzo enorme di tutti loro che in condizioni divenute difficilissime e pericolose continuano a svolgere il proprio lavoro con carichi inimmaginabili”: è il ringraziamento che arriva dal sindaco Gian Luca Zattini agli operatori delle case di riposo, le principali delle quali sono più che mai al centro dell'epidemia.

Alla Zangheri la situazione è critica, anche se non risultano nuovi decessi. Il sindaco ha promesso il massimo impegno: “Benché il nostro non sia un ruolo gestionale diretto ma si tratti di una partecipazione collaterale di natura purtroppo non decisionale, la situazione di estrema gravità che è attualmente in corso all’interno della casa di riposo Pietro Zangheri ci tocca da vicino e ci spinge a fare il massimo, in ogni momento, per fronteggiare e contenere gli sviluppi del contagio. È per questa ragione che come Amministrazione ci siamo sempre interessati dello stato di salute dei nostri anziani, tenendoci quotidianamente in contatto con la direzione della struttura, con l’igiene pubblica e con il distretto socio-sanitario di Forlì che venerdì mattina ha effettuato un accertamento puntuale della situazione e dei suoi sviluppi. All’esito di questa valutazione complessiva della struttura, il distretto socio sanitario forlivese ha indicato alla direzione della Zangheri la costituzione di un reparto Covid interno alla casa di riposo per permettere l’ottimizzazione dello stato di degenza dei pazienti e garantire una supervisione tempestiva del focolaio. Questa zona di sicurezza straordinaria, creata appositamente per gestire l’emergenza e dotata di ulteriori 20 posti letto fatti pervenire direttamente dall'ospedale, sarà supervisionata da un nucleo specializzato di medici e infermieri”.

“Nelle giornate di sabato , domenica e lunedì, è stata inoltre garantita la presenza interna di un medico non appartenente all’organico dell’istituto ma messo a disposizione esclusiva della Zangheri. Infine, per fornire un’assistenza continua ai nostri cari anziani, è stato attivato un servizio di consulenza telefonica da parte dei medici ospedalieri che si occupano del reparto Covid a favore dei medici della struttura”, sempre il sindaco.

Forte preoccupazione viene espressa anche dai sindacati per bocca di Daniela Avantaggiato (Cgil-fp), Martina Castagnoli (Cisl-fp) e  Massimo Monti (Uil-fpl): “Non possiamo esimerci dall’evidenziare l’estremo ritardo con cui si stanno allestendo spazi dedicati gli ospiti risultati positivi. Ci risulta inoltre che il piano Covid allestito presso il secondo piano dell’Angeletti non conterrà tutti gli ospiti positivi ma solo una parte e che, i restanti, rimarranno alloggiati presso il pensionato. Questa situazione desta numerose preoccupazioni perché chiaramente vanifica la logica di isolamento propria dei reparti dedicati “Covid”. Chiediamo che tutti i gli ospiti positivi siano gestiti all’interno di reparti Covid e non più in modo promiscuo”.

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Ed ancora: “Già diverse settimane fa abbiamo segnalato l’esigenza di incrementare il personale. Oggi purtroppo, come da noi previsto, siamo di fronte ad una gravissima mancanza di personale.   L’aumento del numero degli operatori positivi non potrà che peggiorare una situazione giù critica.  Siamo molto preoccupati per la tenuta del servizio quanto per i carichi di lavoro a cui vengono sottoposte le operatrici. Chiediamo pertanto da una lato di Stabilizzare il personale a tempo determinato in servizio per evitare che si registrino ulteriori assenze e dall’altro è imprescindibile procedere a nuove assunzioni. In tal senso suggeriamo di mettere immediatamente a punto tutte le sinergie possibili con AUSL Romagna, sia per il reperimento di personale Oss, sia per la distribuzione opportuna e non generica dei dispositivi di protezione, ad esempio guanti di tutte le taglie in modo da favorire un utilizzo appropriato, i percorsi di “sporco”e pulito”, spazi di vestizione e divise monouso. Segnaliamo inoltre che risulta evidente formare bene e con costanza tutti i dipendenti relativamente all’utilizzo dei Dpi. Per questo, in previsione anche di nuovi ingressi, sarebbe prevedere un protocollo di formazione continua. Infine, considerata la situazione altamente stressante, si chiede di prevedere un adeguato supporto psicologico tanto per le operatrici quanto per gli ospiti al fine di evitare possibili ulteriori criticità”.

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