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Siccità, nessuna deroga ai parametri di potabilizzazione

Gian Guido Naldi e Gabriella Meo, del gruppo “Sinistra Ecologia e Libertà – Idee Verdi”, hanno presentato un’interrogazione alla giunta regionale

Gian Guido Naldi e Gabriella Meo, del gruppo “Sinistra Ecologia e Libertà – Idee Verdi”,  hanno presentato un’interrogazione alla giunta regionale a risposta immediata in merito allo “stato di attenzione idrica” emanato il 27 settembre scorso dalla Protezione Civile per le province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, a seguito della notevole diminuzione del volume d’acqua contenuto nella diga di Ridracoli e del persistente stato di siccità.

Sel-Idee Verdi hanno chiesto quali siano i rischi legati a questa emergenza idrica nell’approvvigionamento idrico potabile, se la Regione abbia in cantiere “interventi di carattere strutturale per favorire la diminuzione dei consumi idrici ed evitare il ripetersi delle stesse condizioni nei prossimi anni” e se abbia intenzione di “introdurre deroghe ai parametri di potabilizzazione delle acque”.

Nella risposta in Aula, l’assessore all’Ambiente e riqualificazione urbana, Sabrina Freda, ha spiegato che la Giunta non intende porre alcuna deroga ai parametri di potabilizzazione. “Siamo nel pieno di un periodo critico - ha aggiunto Freda -, ma sicuri di potervi far fronte con le altre fonti locali, non ancora utilizzate appieno. Per evitare il ripetersi nei prossimi anni di situazioni così critiche, la Giunta proseguirà nell’impegno per ridurre i consumi attraverso campagne finalizzate al consumo responsabile e al risparmio della risorsa idrica”.

Quanto al reperimento di nuove fonti di approvvigionamento, l’assessore ha detto che è in corso la Valutazione d’impatto ambientale per il prelievo di acque dal Po. Preso atto con soddisfazione all’impegno a non derogare ai parametri di potabilizzazione e ad accrescere il risparmio idrico, Naldi ha detto che sulle cosiddette fonti locali va scongiurato il paradosso di usare le acque “pulite” provenienti da Ridracoli per fini industriali, e l’acqua del Po (da potabilizzare) per usi civili.

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