Coronavirus, l'Emilia Romagna passa in zona arancione: scattano altri divieti per bar e ristoranti

Lo ufficializza il deputato Pd Luca Rizzo Nervo. "Non credo di rompere nessun particolare protocollo formale nell'anticipare che entro sera, attraverso un'ordinanza del ministro della Salute Speranza, l'Emilia-Romagna sara' classificata in zona arancione"

L'Emilia-Romagna diventerà da domenica zona arancione, nonostante l'ordinanza varata giovedì dal presidente Stefano Bonaccini insieme a Veneto e Friuli Venezia-Giulia e che entrerà in vigore sabato. L'ordinanza è stata firmata venerdì sera dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base della valutazione dei parametri relativi al livello di rischio e allo scenario epidemico effettuata dal Comitato tecnico scientifico e dalla Cabina di regia nazionale. Si tratta di quella intermedia rispetto alla terza, la rossa (rischio massimo). Suddivisione decisa dal Governo con il Dpcm del 3 novembre scorso, che individua appunto tre aree di rischio, con l’attuazione di provvedimenti diversi a seconda delle singole fasce.

Spiega l'assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini: C'è stato un aumento dei ricoveri dalla giornata di domenica diventeremo regione arancione. L'andamento epidemiologico ha portato molte persone ad essere ricoverate nei reparti Covid". Da qui la decisione di inasprire le misure di contenimento della pandemia, perchè il sistema sanitario regionale è sotto stress.

Entrando nello specifico, prosegue Donini, entrare nella "zona arancione" significa aggiungere due disposizioni in più rispetto a quelle che entrano in vigore sabato tramite l'ordinanza regionale: comporta la chiusura di bar e ristoranti (a pranzo) per 7 giorni su 7. "Queste misure dureranno almeno due settimane, speriamo che poi la pressione sugli ospedali si alleggerisca in modo da non aggravare ulteriormente la nostra condizione e magari migliorarla - evidenzia -. Poi sono vientati gli spostamenti tra regioni e comuni, consentiti solo per motivi di lavoro, studio, salute o estrema necessità. La situazione epidemiologica è seria, voglio però dire una cosa: oltre ai ristori previsti dal governo per le categorie più colpite da questi provvedimenti, che vanno tutelate, metteremo a disposizione anche nei prossimi giorni una proposta per finanziamenti e risorse regionali".

Donini ha lanciato poi un appello ai giovani: "Ci sono 1764 scuole in Emilia Romagna con almeno un caso di Covid, con 3776 casi (+742 rispetto alla settimana scorsa), il 73% degli studenti contagiati sono dalle scuole medie in su. Non sto dicendo assolutamente che si siano contagiati a scuola, anzi: abbiamo osservato pochi focolai a scuola, anche perchè c'è l'obbligo della mascherina anche al banco. Raccomandiamo quindi un comportamento responsabile dei giovani, perchè è vero che gli alunni si contagiano come gli altri, è vero che hanno ripercussioni cliniche diverse, ma è vero anche che possono trasmettere il virus in famiglia".

Resta valida l’ordinanza regionale adottata dal presidente Bonaccini, d’intesa col ministro Speranza, che entra in vigore sabato. Contiene misure che puntano ad evitare soprattutto assembramenti e situazioni a rischio contagio. Rispetto a quelle previste dall’ingresso in zona arancione, prevarranno le misure maggiormente restrittive. Sulla base dell’ordinanza regionale, quindi, da sabato bisognerà rispettare anche regole non previste in zona arancione, a partire dal fatto che nei giorni prefestivi e festivi le grandi e medie strutture di vendita, sia con un esercizio unico, sia con più esercizi, comunque collegati, compresi i complessi commerciali, sono chiuse al pubblico, salvo che per la vendita di generi alimentari, le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie e le edicole. Inoltre, nei giorni festivi si aggiunge il divieto di ogni tipo di vendita, anche in esercizi di vicinato, al chiuso o su area pubblica, sempre fatta eccezione per le farmacie, le parafarmacie, le tabaccherie, le edicole e la vendita di generi alimentari.

Lo stesso avverrà con le seguenti misure: uso obbligatorio della mascherina sempre, non appena fuori di casa; attività sportiva e motoria preferibilmente in parchi pubblici, aree verdi, rurali e periferiche, mentre non sarà possibile nelle strade e nelle piazze del centro storico delle città, né nelle aree solitamente affollate; l’ingresso di un solo componente per nucleo familiare negli esercizi di vendita di generi alimentari; lo stop ai mercati comunali in assenza di regole precise di sicurezza fissate dai Comuni; la sospensione delle lezioni di ginnastica, canto e strumenti a fiato nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Tutte le misure in vigore in Emilia-Romagna, le informazioni e le risposte alle domande più frequenti (Faq), in aggiornamento continuo, sul portale della Regione, nella sezione dedicata al Covid: https://www.regione.emilia-romagna.it/coronavirus 

Le misure nella zona arancione

Oltre alle misure valide dal 6 novembre (e fino al 3 dicembre) in tutta Italia e a quelle che entreranno in vigore da sabato in Emilia Romagna con l'ordinanza firmata dal governatore Stefano Bonaccini, i cittadini devono rispettare altre restrizioni a partire da domenica. Così come per le zone gialle, anche in quelle di colore arancione c'è il coprifuoco alle 22 alle 5. Non serve l'autocertificazione per uscire da casa. Ma non sarà possibile entrare o uscire dalla Regione o spostarsi da un Comune all'altro, tranne che per comprovate esigenze dunque motivi di lavoro, salute e emergenze.

Per entrare e uscire dalla zona arancione servirà l'autocertificazione, compilata con le generalità e il motivo dello spostamento e consegnata alle forze dell'ordine in caso di controllo. Se si tratta di un'urgenza non si deve indicare il nominativo delle persona da cui si va per motivi di privacy. E' però consentito attraversare una zona arancione se è indispensabile per raggiungere un'area senza restrizioni. All'interno della zona arancione, è  vietato spostarsi da un comune all'altro. Anche in questo caso però sono ammessi gli spostamenti per comprovate esigenze di lavoro, studio, salute.

Bar e ristoranti solo asporto

In zona arancione, scattano altri divieti per bar e ristoranti. Se finora a pranzo potevano restare aperti, adesso scatta la chiusura. "Sono sospese - si legge nel provvedimento - le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo". Resta "salvo" però il domicilio mentre si potrà comprare cibo da asporto fino alle 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

"Restano comunque aperti - chiarisce il Dpcm - gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro". Palestre e piscine restano chiuse, ma è ancora possibile fare attività individuale all'aperto nel rispetto del distanziamento. Salvi però i centri sportivi. Restano aperti parrucchieri, barbieri ed estetisti rimangono aperti.

Autobus e mezzi di trasporto dovranno essere occupati al 50%. La didattica a distanza è estesa a tutte le classi delle scuole superiori (fatta eccezione per gli studenti disabili con attività di laboratorio). Mentre alle elementari e alle medie è prevista l'attività in presenza con mascherina. I musei sono chiusi e sono sospesi tutti i concorsi. Nei fine settimana sono chiusi anche i centri commerciali.

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