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"Endometriosi e inquinamento ambientale. Quali i possibili collegamenti?"

Mercoledì dalle ore 21, nella sede de L’Apebianca di Forlì, in Viale Bologna 277, si svolgerà un incontro dal titolo : “Endometriosi e inquinamento ambientale. Quali i possibili collegamenti”

Mercoledì dalle ore 21, nella sede de L’Apebianca di Forlì, in Viale Bologna 277, si svolgerà un incontro dal titolo : “Endometriosi e inquinamento ambientale. Quali i possibili collegamenti”, inserito nell’ambito degli eventi del ciclo “ …e tu, a che velocità giri?”.  L’incontro pubblico, organizzato in stretta collaborazione fra l’Associazione Clan-Destino, A.P.E. Onlus (Ass. Progetto Endometriosi) e L’apebianca, che da anni si impegnano sul fronte della tutela dell’ambiente, della sostenibilità e della salute dei cittadini, vuole fare il punto della situazione su eventuali correlazioni tra endometriosi ed inquinamento ambientale.

Parteciperanno all’incontro la dottoressa Patrizia Gentilini, oncoematologa membro ISDE (Associazione Italiana Medici per l’Ambiente), e inquiil il dottr Celestino Bertellini, primario Ginecologia e Ostetricia Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì e Michela Nanni, Vice Presidente Associazione Clan-Destino. Aprirà la serata Annalisa Frassineti, referente Associazione Progetto Endometriosi di Forlì. Secondo la dottoressa Gentilini anche l’endometriosi, come tante altre malattie metaboliche che ci affliggono (obesità, diabete, disfunzioni ormonali o del sistema immunitario fino alle patologie neoplastiche), è correlabile all’esposizione sempre più ubiquitaria e in fasi precoci della vita a sostanze chimiche estranee, inquinanti conosciuti come “interferenti endocrini”.

Diossine, policlorobifenili, ritardanti di fiamma, pesticidi e molti altri possono interferire pesantemente con le funzioni riproduttive e rappresentare un fattore di rischio anche per l’endometriosi. “Insieme si può uscire dal silenzio, si può difendere la salubrità dell’ambiente, si può operare per una vita migliore per noi e per chi verrà dopo di noi. Per una consapevolezza sempre maggiore, per comprendere cosa possiamo fare concretamente per evitare danni all'ambiente e quindi alla nostra salute, è importante la partecipazione della cittadinanza. L'informazione è l'unica arma di prevenzione disponibile che non costa nulla, ma che fa tanto bene!”, è l’appello di Michela Nanni di Clan-Destino.

LA MALATTIA - L’endometriosi è una malattia su cui si fa poca ricerca, che spesso non viene riconosciuta come tale e che purtroppo nel 60% dei casi è molto dolorosa fino a diventare invalidante. Un male subdolo, che non solo piega il corpo con dolori terribili, ma diventa anche causa di forti discriminazioni, tanto che secondo una ricerca Inail il 45% delle donne con questa patologia sente la necessità di dover nascondere il problema sul posto di lavoro, mentre solo il 9% lo cela all'interno delle mura domestiche. Si stima che siano 150 milioni in tutto il mondo, 5,5 milioni nel Nord America e circa 14 milioni in Europa , quasi 3 milioni in Italia, alcune migliaia ogni anno in Emilia-Romagna, le donne affette da endometriosi, una malattia silenziosa e oscura, a cominciare dalle cause.

Una realtà ancora fortemente sconosciuta alla maggioranza della gente. Pertanto, in assenza di precisi dati numerici regionali e nazionali sull’entità del fenomeno, è possibile far riferimento a quelli internazionali,che mostrano una prevalenza della malattia pari a circa il 10 per cento nella popolazione generale femminile. Altissimi anche i costi per il nostro Servizio sanitario nazionale. La Fondazione italiana endometriosi onlus li ha recentemente stimati in circa 128milioni di euro per l'acquisto di farmaci e 54milioni per il trattamento chirurgico. E, se la patologia non viene diagnosticata in tempo (in media occorrono circa 9 anni) e si aggrava, i costi sanitari aumentano, con una spesa annua che solo in Europa si aggira intorno ai 30 miliardi di euro per congedi lavorativi.

Purtroppo tutte le percentuali di questa problematica sono in aumento ed al momento non sono disponibili ulteriori statistiche relative ai casi di endometriosi in Europa ed in Italia in quanto, nonostante gli appelli delle istituzioni, non è stato ancora istituito un registro nazionale. Dati e studi recenti dimostrano quanto l'ambiente che ci circonda e soprattutto l’inquinamento da sostanze tossiche "invisibili" possano incidere sull'insorgenza di malattie croniche tra le quali appunto l'endometriosi. L’unico modo per combattere l’endometriosi, intanto, è informare e prevenire.

Informare le giovani donne che non è normale soffrire durante il ciclo mestruale, che non è normale fare l’amore e avere dolore nel retto o sotto la pancia, che non è normale avere sempre la cistite o il colon irritabile. Ma soprattutto l’endometriosi è un grande ostacolo per le donne che cercano una gravidanza, anche se paradossalmente, la gravidanza, qualora si riesca a rimanere incinta, è il sistema ideale per diminuire gli effetti di questa malattia.

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