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Energia, la bolletta più cara è 'Made in Italy'

Una recente indagine condotta dell’Osservatorio Confartigianato evidenzia come nel 2010 l’Italia abbia fatto registrare una bolletta elettrica per le imprese sensibilmente più costosa

Una recente indagine condotta dell’Osservatorio Confartigianato evidenzia come nel 2010 l’Italia abbia fatto registrare una bolletta elettrica per le imprese sensibilmente più costosa rispetto a quella pagata dai competitor europei: le imprese italiane, infatti, hanno pagato l’energia elettrica il 31,7% in più rispetto alla media dell’Unione Europea, con un divario pari a 3,4 euro ogni 100 kWh. Il costo medio dell’elettricità – al netto di iva – per le imprese italiane è di 14,3 euro ogni 100 kWh contro un prezzo di 10,9 euro ogni 100 kWh per una impresa dell’area dell’Eurozona.

Ma anche per i privati non va meglio: la bolletta energetica pesa come un enorme macigno sulle tasche degli italiani. Confartigianato rileva che, a settembre 2011 è stato toccato il picco più alto degli ultimi 20 anni: 61,9 miliardi, pari ad un’incidenza del 3,91% sul Pil. In pratica, ogni famiglia paga una bolletta energetica di 2.458 euro all’anno. Il record storico di settembre era stato sfiorato nel 2008, quando la bolletta incideva per il 3,74% del Pil, con un impatto di 58,6 miliardi di euro.


Chiarisce il segretario di Confartigianato Forlì Roberto Faggiotto “a far esplodere il costo dell’energia, aumentato del 26,5% negli ultimi 12 mesi, ha contribuito l’aumento del prezzo del petrolio che a settembre 2011 si è attestato a 108,56 dollari al barile, con un boom del 143% rispetto a marzo 2009. Inevitabili le ripercussioni sui prezzi dei carburanti, dei trasporti e del gas. E il nostro Paese fa registrare aumenti ben superiori a quelli medi europei. Tra ottobre 2010 e ottobre 2011, in Italia il prezzo del gas è aumentato del 12,2%, mentre nell’area Euro la crescita si è fermata al 10,1%.” Conclude Faggiotto “ad allontanarci dai prezzi medi registrati in Europa è anche l’aumento del prezzo di carburanti e lubrificanti: tra ottobre 2010 e ottobre 2011 la variazione è stata del 17,4%, vale a dire 3,3 punti in più rispetto al 14,1% dell’area Euro. In particolare, da novembre 2010 a oggi, la benzina senza piombo ha fatto registrare un rincaro del 15,3%, mentre il prezzo del gasolio auto è salito, nello stesso periodo, del 22,1%.”

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