Entra nel vivo la Settimana Santa, il vescovo: "Eppure mai vivremo una Pasqua più vera"

Entra nel vivo la Settimana Santa con il Triduo (Giovedì, Venerdì e Sabato Santo) fino alla Domenica di Pasqua

Con la Domenica delle Palme, rievocazione dell’ingresso festante di Gesù a Gerusalemme, è iniziata inizia la Settimana Santa in preparazione alla Pasqua di risurrezione. Quest’anno, le misure di contenimento causate dall’epidemia di Covid-19, stanno obbligando i fedeli forlivesi e italiani a vivere i 7 giorni più intensi del calendario liturgico cristiano, solo via cavo, senza possibilità di partecipare fisicamente alle celebrazioni.

"Che Pasqua sarà quest’anno - scrive il vescovo mons. Livio Corazza - per i malati a cui manca il respiro? Per medici e infermieri, a cui mancano le forze non solo fisiche? Per i familiari dei malati, che non possono sentire e vedere i propri cari ricoverati? Per i sacerdoti, senza la presenza della propria comunità e per i fedeli senza sacramenti? Eppure, forse, mai vivremo una Pasqua più vera! Per gli ebrei, Pasqua ha voluto dire passare dalla schiavitù in terra d’Egitto alla Terra promessa. Per Gesù, Pasqua ha voluto dire passare dalla morte alla vita. Quale può essere il nostro passaggio? Tutti abbiamo un desiderio, liberarci da questa epidemia che ci inchioda alle nostre paure. Sarà Pasqua se potremo respirare a pieni polmoni, guardare al domani con fiducia, assicurare un futuro di speranza ai giovani".

In occasione dell’inizio del triduo pasquale, monsignor Livio Corazza ha scritto una lettera indirizzata ai sacerdoti e ai diaconi, che il Giovedì Santo si sarebbero dovuti incontrare tutti insieme, con il vescovo, per la tradizionale messa crismale. E’ la liturgia in cui i sacerdoti rinnovano le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione e nella quale vengono benedetti gli oli sacri, che vengono utilizzati durante l’anno per i sacramenti del battesimo, della cresima, dell’ordinazione sacerdotale e dell’unzione degli infermi. “Dall’inizio di questa quaresima - precisa mons. Corazza - anche le nostre abitudini sono state buttate all’aria - e così ci ritroviamo a vivere un Giovedì Santo unico (speriamo sia davvero unico!) e ridotto all’essenziale. Quando potremo riprendere i nostri incontri fraterni, la nostra formazione, le collaborazioni pastorali? Non lo sappiamo, e questa incertezza ci fa pesare ancora di più questa situazione. Come rispondiamo allora, a questi eventi? Con la rassegnazione? Con la protesta? Con la chiusura? Vi chiedo di rispondere con la preghiera, perché il Signore ci illumini, ci guidi e ci dia coraggio. Soprattutto a coloro che sono più in difficoltà”.

Il vescovo chiede quindi a tutti i sacerdoti di fare nel giorno di Giovedì Santo, un’ora di adorazione, nello stesso orario, dalle 9.30 alle 10.30, dove rinnovare personalmente le promesse dell’ordinazione”. Sempre il Giovedì Santo, alle 17.30, monsignor Corazza celebra in Cattedrale la messa nella Cena del Signore. "Nelle altre chiese si può celebrare con le restrizioni prescritte. Si omettono la lavanda dei piedi e la processione al termine della celebrazione. Il Santissimo Sacramento viene riposto nel Tabernacolo senza adorazione solenne. Non vengono allestiti altari per la reposizione, né si prevedono veglie di adorazione. In questo giorno, in via straordinaria, è concessa ai singoli presbiteri la facoltà di celebrare la messa nella Cena del Signore in luogo adatto, senza concorso di popolo".

Il giorno di Venerdì Santo è invece dedicato alla rievocazione della passione e morte del Signore, con digiuno e astinenza dalla carne. Alle 15, in Duomo, il vescovo presiede la solenne celebrazione della Passione del Signore. Alle 21, essendo sospesa la tradizionale Via Crucis nel cuore dell’Urbe, mons. Corazza raccomanda di seguire in tv quella presieduta dal Papa sul sagrato di San Pietro. Il Sabato Santo, alle 21, il vescovo presiede in Cattedrale la messa di Resurrezione nella veglia pasquale. “Nella parrocchie tutto si svolge all’orario stabilito, con le limitazioni del momento. Per l’Inizio della Veglia si omette l’accensione del fuoco, si accende il cero e, senza la processione, si continua con il Preconio e la liturgia della Parola. La “Liturgia battesimale” si compie nella forma più semplice, senza la benedizione del fonte e senza celebrazione di battesimi. Si mantenga soltanto il rinnovo delle promesse battesimali”.

Domenica, solennità di Pasqua, alle 10, il Vescovo presiede la messa, dalla Cattedrale, trasmessa in diretta su Teleromagna, con la partecipazione del prefetto di Forlì-Cesena Antonio Corona e del sindaco di Forlì Gian Luca Zattini. Durante la celebrazione, farà la tradizionale benedizione delle uova anche per coloro che seguiranno le funzioni da casa. “Le sante Messe nelle chiese parrocchiali devono rispettare le stesse indicazioni delle altre domeniche. Alle 11.45 si invita a suonare a distesa le campane di tutte le chiese, per poi ritrovarsi alle 12 per pregare insieme il Regina Coeli del Papa e ricevere la benedizione Urbi et Orbi”.

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Le celebrazioni presiedute dal vescovo sono trasmesse sui canali Youtube e Facebook della pastorale giovanile. Ed è proprio mons. Corazza a chiudere questo scenario di Pasqua Pasqua così singolare, con un appello all’unità: “La Pasqua verrà! Seppur in modi diversi dal solito, ascolteremo con gioia l'annuncio pasquale: “Cristo Signore è risorto! È veramente risorto. Il Signore è venuto per salvare tutti, e tutti salverà, se noi lo vogliamo. Lui è già all’opera, attraverso l’amore e la solidarietà di tanti. Abbiamo bisogno di una vera Pasqua che ci liberi dall’individualismo per sentirci figli di un unico Padre. Abbiamo bisogno più che mai di dire: Buona Pasqua!”.

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