Era ricercato per una condanna per prostituzione: la Polizia lo scova a Forlì, arrestato

Lo straniero è stato rintracciato nella nottata tra giovedì e venerdì all’interno di un locale pubblico da una Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura durante l’ordinaria attività di controllo del territorio

La Polizia di Stato ha arrestato un cittadino cinese di 45 anni, residente a Prato, ma di fatto irreperibile da tempo, poiché sul suo conto pendeva un ordine di esecuzione di misura detentiva di 4 anni di reclusione inflitta dal Tribunale di Rovigo per reati inerenti la prostituzione. Il provvedimento, che dopo i vari gradi di giudizio è diventato definitivo da alcuni mesi, era rimasto ineseguito per la latitanza del destinatario. Lo straniero è stato rintracciato nella nottata tra giovedì e venerdì all’interno di un locale pubblico da una Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura durante l’ordinaria attività di controllo del territorio.

L’uomo, che non ha fornito alcuna motivazione plausibile della sua presenza in città, è stato quindi accompagnato in centrale dove gli è stato notificato l’ordine di carcerazione, per poi essere trasferito al carcere della Rocca. La vicenda per la quale è stato condannato a 4 anni di reclusione riguarda fatti avvenuti nel 2012 a Rovigo, quando, a seguito di una attività di indagine della locale Squadra Mobile, venne fatta irruzione in un appartamento dove si prostituivano alcune donne cinesi. L'operazione aveva permesso di smantellare un'organizzazione criminale che gestiva un importante giro d’affari.

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Secondo quanto ricostruito dall'accusa il 45enne, agendo insieme con altri due connazionali, era responsabile della gestione di quell’alcova, attraverso il reclutamento delle ragazze che vi si alternavano all’interno, oltre ad accollarsi tutte le attività di corollario necessarie per agevolare l’attività illecita, come ad esempio la locazione dell’immobile e il reperimento dei clienti attraverso la pubblicazione di annunci civetta su siti online specializzati. Il Tribunale ne ha dichiarato la colpevolezza irrogandogli la pena detentiva che ora ha iniziato a scontare. 

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