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Erasmus salvato in corner, per il 2013 tutto in forse

Salvo, almeno per l'anno in corso, il programma Erasmus. Dopo essere finito nel "bulirone dei tagli" a causa della mancanza di stanziamenti al Fondo Sociale Europeo, che da sempre lo finanzia, martedì 23 ottobre scorso è arrivata la buona novella

Salvo, almeno per l'anno in corso, il programma Erasmus. Dopo essere finito nel "bulirone dei tagli" a causa della mancanza di stanziamenti al Fondo Sociale Europeo, che da sempre lo finanzia, martedì 23 ottobre scorso è arrivata la buona novella. Il Commissario Ue per la programmazione finanziaria e il bilancio, il polacco Janusz Lewandowski, ha annunciato, infatti, una rettifica nel bilancio Ue 2012 che permetterà di pagare anche le fatture già emesse per il programma Erasmus di quest'anno. Si parla di 9 miliardi di euro in più, 90 milioni dei quali serviranno per "tappare i buchi" del programma.

Le altre voci a cui saranno destinati pagamenti supplementari sono ricerca (423 milioni) e politiche di coesione e sviluppo rurale (8,3 miliardi). Gli studenti possono quindi tirare un sospiro di sollievo anche se i negoziati sul bilancio Ue 2013 decreteranno nei prossimi mesi se Bruxelles potrà salvare le borse Erasmus anche per l'anno a venire. Da Forlì sono tantissimi gli studenti che partono per l'esperienza di studio in Europa, soprattutto perchè la città ospita una delle pochissime facoltà di Interpreti e Traduttori d' Italia, dalla quale quasi il 100% degli studenti usufruisce del programma europeo.

Se però i soldi non c'erano per via dei tagli dovuti alla crisi, da dove li prenderanno? Il presidente della Commisisone europea José Manuel Barroso spiega: "Questo non vuol dire che la Commissione chiede più fondi, ma che gli Stati membri devono onorare i propri impegni, evitando di interrompere i versamenti a favore degli studenti che partecipano al programma Erasmus o gli esborsi destinati alle regioni più povere attraverso i fondi di coesione”. L'attacco al programma dedicato agli studenti è il frutto delle contrattazioni tra istituzioni Ue (Commissione e Parlamento) e Stati nazionali (rappresentati dal Consiglio) sul bilancio Ue 2013 e, più in generale, sul Programma di bilancio 2014-2020. In poche parole, proprio il Consiglio aveva chiesto tagli per 1,9 miliardi di euro per far respirare i governi in questo momento di crisi, opponendosi all'aumento del bilancio di circa 5 miliardi proposto invece dalla Commissione europea. Martedì 23 ottobre il Parlamento europeo ha votato ad ampia maggioranza una risoluzione che butta nel cestino i tagli chiesti dal Consiglio perchè, come sottolineato da Lewandowski: "gran parte del bilancio europeo torna negli Stati membri sotto forma di finanziamenti e programmi destinati allo sviluppo, particolarmente preziosi soprattutto in tempo di crisi. Ho avvertito ripetutamente dei rischi che i continui tagli nel budget proposto avrebbero creato. Adesso quei rischi si sono materializzati."

"L’attuale situazione non consente di onorare i nostri impegni - continua il Commissario Ue -  per cui Parlamento e Consiglio europeo si assumano le loro responsabilità. Quello votato non è una rettifica di bilancio per le istituzioni comunitarie: è per gli studenti Erasmus, per gli scienziati, per i ricercatori e le associazioni non governative”.

 

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