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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca Civitella di Romagna

L'esame della pistola "abbatti-buoi" porta a un binario morto. E' ancora mistero sull'arma che ha ucciso Severi

Proprio nella sede di Parma del celebre reparto investigativo scientifico dell'Arma dei Carabinieri si è tenuto martedì mattina l'esame del reperto, alla presenza dei periti della difesa

Non sarebbe stata usata nel delitto: è quanto filtra sulla pistola "abbatti-buoi" esaminata dai carabinieri del Ris. Proprio nella sede di Parma del celebre reparto investigativo scientifico dell'Arma dei Carabinieri si è tenuto martedì mattina l'esame del reperto, alla presenza dei periti della difesa di Daniele Severi e di quelli della parte offesa (il restante della famiglia di Franco Severi). Presenti anche gli avvocati Massimiliano Pompignoli, Maria Antonietta Corsetti e Andrea Cintorino (per la difesa di Daniele Severi) e Max Starni (per la famiglia della vittima, assieme a Massimo Mambelli). Le risultanze dell'esame saranno stilate nei prossimi giorni, ma nel team di difesa dell'indagato ci sarebbe fiducia nel fatto che l'arma non abbia attinenza col delitto.

Gli inquirenti avevano ipotizzato che la pistola “abbatti-buoi” ritrovata in via Maglianella potesse essere stata usata nell'omicidio di Franco Severi,  l'agricoltore 53enne ritrovato decapitato nella boscaglia vicino a casa sua a Ca' Seggio di Civitella, la sera dello scorso 22 giugno. Le indagini sofisticate dei Ris possono individuare le tracce di Dna delle persone coinvolte, una sorta di "firma" su chi ha impugnato quell'arma. La pistola, utilizzata per la macellazione dei buoi, è stata trovata in via Maglianella, sotto un ponte stradale, nascosta dalla vegetazione a circa sei metri dalla strada. Trovata in buono stato, sarebbe stata recuperata una decina di giorni fa in un'area che si trova a 20 chilometri dal casolare di Franco Severi, ma nei pressi di un capannone del fratello Daniele.

Per Daniele Severi, l'unico indiziato del delitto, intanto, ci sarà ufficialmente il riesame dell'arresto operato dai carabinieri e convalidato dal gip di Forlì Giorgio Di Giorgio. Gli avvocati Pompignoli e Corsetti hanno depositato in Corte d'Appello a Bologna la richiesta del riesame della misura cautelare in carcere. Si attende ora la data della nuova udienza. E' importante rimarcare che, in questa fase, sia il gip del tribunale di Forlì che il giudice del Riesame valutano, oltre al quadro indiziario, soprattutto i requisiti della custodia cautelare, vale a dire la possibilità di reiterazione del reato, l'inquinamento delle prove e il rischio di fuga.

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