Per 20 anni nel giogo di esorcismi e superstizione, si racconta: "Una forza devastante mi condizionava"

E' la storia di un uomo che da qualche tempo ha deciso di sottrarsi alla sudditanza psicologica, che si è diabolicamente sviluppata tra statue della Madonna ed effigi religiose

Oggi ha 38 anni, e circa la metà della sua vita l'ha passata tra maledizioni e riti di purificazione, malesseri ed esorcismi, pia devozione e autentica superstizione. E' la storia di un uomo che vive in un comune del Cesenate e che da qualche tempo ha deciso di sottrarsi a quella che, col senno del poi, giudica una sudditanza psicologica, che si è diabolicamente sviluppata nei decenni tra statue della Madonna, effigi religiose, ceri, incenso, continui rosari e celebrazioni religiose. Una sudditanza che l'ha portato lontano da  una “vita normale” e gli ha sottratto un bel gruzzolo di alcune decine di migliaia di euro nei pagamento degli esorcismi, ma soprattutto gli ha sottratto libertà e dignità.

Ed oggi non solo è uscito da questo giogo, ma è riuscito a coagulare intorno a sé un piccolo gruppo di altri fuoriusciti da quello che ufficialmente si presenta come un gruppo di preghiera, tutto imperniato sulla figura di un anziano guaritore-esorcista che opera a Forlì. L'esorcismo è una pratica riconosciuta dalla Chiesa, ma deve essere esercitata un prete. La diocesi forlivese, invece, pur avendo avuto numerose segnalazioni, ha sempre allargato le braccia sostenendo di non poterci fare niente. Dopo una puntata dedicata a questa malsana vicenda da 'Tv2000' (la televisione della Conferenza Episcopale Italiana), che è entrata nello studio dell'esorcista con una telecamera nascosta, Marco (nome di fantasia, ndr) ha deciso di raccontare nel dettaglio la sua storia che di primo acchito potrebbe far scattare la pronta reazione 'A me non potrebbe mai capitare'. E, invece, purtroppo capita a tante persone “normali”, in momenti di particolare debolezza.

Come iniziò il suo rapporto con l'esorcista di Forlì?
“Tutto partì nel 1996, quando una persona che era entrata in amicizia con mia madre, entrando in casa nostra diceva di sentire delle 'negatività'. Poco dopo mia madre iniziò a sentirsi male per lunghi mesi, costretta a letto nonostante le cure mediche. Ci fecero il nome di una persona che non conoscevamo, e visto che le condizioni di mia madre si facevano sempre più precarie decidemmo di fissare un appuntamento col 'guaritore'. Da allora, gradualmente tutti in famiglia, iniziammo a frequentare tutti il suo studio”.

Quale fu la 'diagnosi' dell'esorcista?
“Una stregoneria fatta dall' “amica” a mia madre e a tutti noi. Se non ce ne fossimo liberati in breve tempo saremmo tutti morti di malattie e di incidenti. Ci chiedeva un misto di riti di liberazione e devozione: si andava da esorcismi che all'epoca si pagavano 10mila lire l'uno fino alla necessità di frequentare messe e rosari. Ma anche di bere acqua benedetta da lui, mangiare sale benedetto da lui e indossare indumenti intimi, sempre benedetti da lui. Infine dovevamo allontanare la 'strega' e bruciare tutti gli oggetti che erano entrati in contatto con lei”.

E voi ci credeste?
“Mia madre (che di fatto aveva una forma di depressione) ebbe un visibile miglioramento, lo associammo a questo. Poco alla volta ci convincemmo che quest'uomo aveva effettivamente dei poteri misteriosi. Per i 4 anni successivi frequentammo il suo studio con innumerevoli sedute di esorcismi settimanali perché ci spiegò che la fattura a morte che ci avevano fatto era lunga da debellare”.

Che persona è il “santone” a cui vi siete affidati per anni?
“Diceva di essere sempre in contatto con la Madonna, di pregare tutta la notte dormendo solo un'ora, di avere un fluido nelle mani dono della Madonna stessa per i compiti che lei gli affidava. Per i malanni meno gravi ci indirizzava a medicine alternative a quella ufficiale, mentre per le questioni più gravi c'era il fluido delle sue mani. Avevo 17 anni quando entrammo nel suo gruppo di preghiera: la domenica mattina si recitava un 'rosario della guarigione' dedicato ai malati e alla pace nel mondo, poi dopo iniziavano gli esorcismi individuali. Alcuni riti simili a messe si facevano in luoghi isolati sull'Appennino forlivese, ovviamente in luoghi da lui purificati. Solitamente, durante le preghiere cadeva in trance, come svenuto, prontamente sostenuto da collaboratori. In quelle occasione sosteneva di essere 'posseduto' dalla Madonna, o da Padre Pio, o Gesù Cristo stesso. Si professava come l'unica persona in grado di sconfiggere il demonio”.

E gli esorcismi in cosa consistevano?
“Ci dovevamo mettere in fila e aspettare il nostro turno. Dopo le preghiere faceva un'energica pressione, principalmente su testa e addome, per scacciare gli spiriti immondi che infestavano il corpo. Queste pressioni comportavano spesso lamenti, dolori intensi e lividi”.

Ma era tutto alla luce del sole?
“In quel periodo, era nei primi anni Duemila, diversi parroci mettevano a disposizione le loro chiese solo per i rosari del gruppo di preghiera, che duravano circa 4 ore, fino a quando il vescovo non vietò l'ingresso nelle chiese a questa persona e al suo gruppo religioso”.

Un po' poco per la Chiesa ufficiale... 
“Negli anni sono state inviate diverse segnalazioni a più vescovi del territorio e li abbiamo pure incontrati di persona, ma la Chiesa locale si è sempre limitata a dire che questo 'esorcista' non era riconosciuto, argomento a cui lui controbatteva semplicemente dicendo che 'nessuno è profeta in patria' e che la sua missione era anche farsi carico di questa sofferenza. D'altra parte c'era anche un sacerdote tra i suoi seguaci, più volte ripreso dal suo vescovo ma inutilmente, e questo rafforzava la veridicità di cosa sosteneva. Speriamo vivamente nel nuovo vescovo di Forlì”.

E intanto il rapporto va avanti per anni...
“Sì, senza mai abbandonare gli esorcismi, anche perché periodicamente tornavano a stare male e lui parlava di guarigioni solo provvisorie. Le tariffe per essere liberati dal maligno lievitarono anche a 20 euro l'una. Va da sé che non esistevano ricevute e tracciamenti di questo denaro che si metteva in tasca. Per noi iniziò ad essere inconcepibile che non vi fosse mai fine alla sofferenza, nutrivamo delle indecisioni, ma ci sentivamo degli eretici solo al pensiero di aver dubitato del 'Prescelto del Signore'. D'altra parte la sua superbia e l'obbligo a riverirlo non ammetteva alcuna esternazione di dubbi ed essere esclusi dal gruppo significava essere etichettati come 'Posseduti dal male' e di conseguenza emarginati. Eppure io mi rendevo conto di essere cambiato, un lento distacco si stava manifestando nei suoi confronti.  Troppe assurdità, troppe contraddizioni, troppe scuse, troppa stanchezza nel pregare per 8 ore alla domenica, troppa sofferenza spirituale”. 

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Una lunga agonia che l'ha portata due anni fa ad uscire dal gruppo, giusto?
“Sì, probabilmente se avessi approfondito fin da sempre i precetti della Chiesa, l’educazione al discernimento, gli insegnamenti dei veri carismatici, le sapienti conoscenze dei dottori della Chiesa, non sarei inciampato in questo diabolico inganno. Probabilmente se mi fossi documentato attentamente sulle modalità operative dei falsi guaritori sarei stato allertato. Ma tutto questo non pensai nemmeno di farlo. Il condizionamento psicologico può avere una forza devastante, tramutandosi spesso in pericolosa dissonanza cognitiva. Ringrazio comunque il Signore, nell’anno della Misericordia, per avermi illuminato sul cammino della verità”.

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