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Estorcevano denaro ad un bancario. Padre e figlio condannati

Padre e figlio sono stati condannati rispettivamente a 8 anni e 8 mesi e 3 anni di reclusione, con l'accusa di estorsione in concorso. La vittima di questa vicenda, risalente al 2007, è un vicedirettore di banca di Forlì

Padre e figlio sono stati condannati rispettivamente a 8 anni e 8 mesi e 3 anni di reclusione, con l'accusa di estorsione in concorso. La vittima di questa vicenda, risalente al 2007, è un vicedirettore di banca di Forlì. Un uomo di origini siciliane, pregiudicato, oggi 62enne, si recò dal bancario per aprire un conto corrente, poi iniziò a presentarsi sempre da lui chiedendo prelievi, anche se il conto era in passivo. Prometteva di vendere al più presto dei titoli per ripianare il debito, che aveva superato i 7mila euro.

A quel punto il funzionario della banca è stato costretto a rifiutare le insistenti richieste del cliente, che, di fatto, non aveva mai versato soldi sul contro. Al suo 'no' è scattata la minaccia. L'uomo. D.M. le sue iniziali, gli ha mostrato uno foto della moglie e del figlio, asserendo di sapere dove abitavano e dove il bambino andava a scuola. A quel punto il bancario, preso dal panico, ha iniziato ad elargire denaro dal proprio conto corrente tramite vaglia. La cifra richiesta dal malvivente aveva raggiunto una cifra di 40 mila euro. I famigliari erano preoccupati. Così il dipendente si è confidato con il direttore della banca che gli ha consigliato di rivolgersi ai carabinieri.

Così ha fatto, e dal Nucleo operativo e radiomobile di Forlì, guidato dal capitano Cristiano Marella, sono partite le indagini, che hanno permesso di acquisire un filmato dell'incontro tra il bancario e l'estorsore. Ma la storia non è finita, perchè la vittima ha informato il figlio dell' uomo, già cliente della banca, C.M. le sue iniziali, della situazione e questi si è reso disponibile a collaborare. Si è scoperto invece che anche lui faceva dei vaglia al padre.

Nel frattempo un'altra vicenda insospettisce i carabinieri: arriva una seconda denuncia per estorsione da parte di un forlivese che mentre faceva retromarcia ha visto un uomo che si è buttato contro la sua auto, fingendo poi di essere stato investito. A quel punto il guidatore si è rifiutato di dare lo scarico all'assicurazione e il truffatore  è partito con pesanti minacce alla famiglia. Esaminando il filmato della banca coinvolta dalla prima vicenda, i carabinieri hanno trovato che le telecamere esterne avevano ripreso la scena del finto investimento, ed hanno riconosciuto, di nuovo D.M.  
 

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