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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Cronaca

Imprese cinesi aperte e chiuse e intestate a prestanome per 10 anni nel mobile imbottito: sequestrati 2,3 milioni di euro

L’operazione di servizio condotta testimonia l’impegno della Guardia di Finanza nell’azione di prevenzione e repressione dei reati economico-finanziari

La Guardia di Finanza di Forlì ha dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di oltre 2,3 milioni di euro. Il provvedimento, assunto dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Forlì su richiesta della Procura della Repubblica, è stato emesso nei confronti di quattro persone cinesi, indagate a vario titolo, assieme ad altri tre connazionali e ad un italiano, dei reati di "emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e bancarotta fraudolenta", con distrazioni patrimoniali di oltre 1,6 milioni di euro. 


Le Fiamme Gialle del Gruppo di Forlì hanno accertato, in particolare, che il principale indagato, con la complicità degli altri soggetti, aveva gestito, per circa dieci anni e senza soluzione di continuità, diverse attività manifatturiere di lavorazione di poltrone e divani in conto terzi nella provincia di Forlì, utilizzando l’espediente di aprire e chiudere una serie di imprese formalmente intestate a propri connazionali prestanomi.


 L’importante misura cautelare giunge al termine di complesse investigazioni, all’esito dei cui accertamenti - compiuti anche attraverso apposite indagini bancarie ed intercettazioni telefoniche e ambientali - è stato possibile delineare i contorni di un articolato sistema di frode. Il soggetto, grazie anche al diffuso ricorso a fatture per operazioni inesistenti, è riuscito, infatti, ad ottenere illeciti vantaggi economici in termini di minori imposte versate, oltreché concorrenziali, in danno delle altre imprese operanti nel settore.  L’operazione di servizio condotta testimonia l’impegno della Guardia di Finanza nell’azione di prevenzione e repressione dei reati economico-finanziari, che trova nell’aggressione patrimoniale la forma più incisiva di contrasto dei connessi arricchimenti illeciti. 

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