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Cronaca

Il Santarelli riapre i battenti: sarà uno spazio per i giovani con biblioteca, laboratori, co-working e un Museo del '900

Dopo un lungo cantiere di ristrutturazione, iniziato nel 2018, torna ad riaprire i battenti il “Santarelli”, che non avrà più  la sua funzione originaria di scuola materna, ma resterà comunque legato ai giovani

Dopo un lungo cantiere di ristrutturazione, iniziato nel 2018, torna ad riaprire i battenti il “Santarelli”, che non avrà più  la sua funzione originaria di scuola materna, ma resterà comunque legato ai giovani, alla formazione e al loro avviamento al lavoro. Si tratta di un edificio storico e di grande valore dal punto di vista monumentale, essendo il più antico asilo pubblico in città costruito con criteri moderni. 

L’attuale complesso di via Caterina Sforza, edificato tra il 1934 e il 1937 secondo il progetto di Guido Savini, rispondeva ai dettami dell’architettura razionalista e funzionale. L’edificio fu solennemente inaugurato dalle visite di Rachele Mussolini nel novembre 1937 e della Regina d’Italia Elena, nell’ottobre 1938. Dopo la doppia inaugurazione, l’asilo soprattutto dal primo Dopoguerra ha accolto generazioni di forlivesi per circa 75 anni, per essere poi chiuso nel 2012.

Grazie ad un intervento di 5 milioni di euro, di cui 3,5 milioni per la ristrutturazione, buona parte della struttura è tornata a nuova vita. Altri lavori sono attesi per il completamento finale (c'è da ripristinare un'area al primo piano sopra il portico, demolita su indicazione della Soprintendenza, e il lastrico solare), ma gli ambienti principali sono pronti ad assolvere alla loro nuova funzione. A presentarli sono stati  giovedì mattina il sindaco Gian Luca Zattini e gli assessori Vittorio Cicognani (Bilancio), Valerio Melandri (Cultura) e Paola Casara (Politiche per i giovani). “Un luogo di educazione e di infanzia che resta legato ai giovani”, rileva Casara. “L'edificio torna ad aprire con cinque vocazioni, dalla creazione di impresa per i giovani alla biblioteca fino ad un Museo del '900”, spiega l'assessore Melandri. 

VIDEO - Visitato in anteprima: le immagini dentro il "nuovo Santarelli"

Gli usi dell' “Ex Santarelli” 

Grazie ad un accordo tra Comune di Forlì e Università degli studi di Bologna Campus di Forlì, le quattro ex aule centrali, un tempo destinate ad accogliere le attività didattiche dei bambini, e la sala absidale ospiteranno da giugno 2024 la Biblioteca universitaria Roberto Ruffilli e le sue sale studio, la cui attuale sede al campus universitario sarà soggetta ad un profondo restauro, che si stima potrà durare fino a 5 anni. “A Forlì ci sono quasi 7mila studenti universitari, che potranno popolare questi spazi”, commenta Melandri.

Nel seminterrato, invece, sarà sistemato l’archivio della Biblioteca Moderna del Comune di Forlì che raccoglie volumi moderni e materiale multimediale sia di narrativa sia di saggistica. Si stima che si possano stipare in questi locali, dove sono state già montate le scaffalature di deposito, circa 100-120mila libri, tutti volumi non rari, al massimo di 70 anni fa. “Un'operazione concordata con la Soprintendenza e rinnovata anche dopo l'alluvione”, spiega il sindaco Gian Luca Zattini, che fa riferimento alla recente richiesta da parte di Italia Nostra di impedire il deposito di beni culturali e documentali in locali sotterranei. Altri 60mila volumi di maggiore rotazione, invece, finiranno a Palazzo Romagnoli, che è destinato ad accogliere i servizi della Biblioteca in attesa del restauro del Palazzo del Merenda, di corso della Repubblica.

La grande sala absidale, uno dei locali di maggior impatto della struttura, un tempo adibita ai giochi dei piccoli alunni, è destinata ad ospitare il “Museo del ’900”, “secondo quanto previsto dall'accordo iniziale con la Regione”, precisa Melandri. Saranno approntati allestimenti specifici sulla base di un progetto che verrà  realizzato avvalendosi dell’apporto di storici, studiosi del patrimonio culturale-artistico. Incaricato della realizzazione del Museo del ’900 da parte dell’Università sarà Roberto Balzani, docente universitario ed ex sindaco di Forlì. “La sala absidale sarà anche aula studio creando così un connubio fra studenti e museo, per il quale non sarà previsto un biglietto: un luogo intrecciato di studio ed esposizione”, sempre Melandri.

La quarta vocazione è il “Laboratorio aperto” destinato ai giovani che si approcciano al mondo del lavoro. Il laboratorio è dotato anche di una stampante 3D e di spazi co-working. La parte interessata, in questo caso è l'ex mensa e la pregiata ex cappella dell'asilo che conserva intatto anche l'altare, i pulpiti, le vetrate decorate, le formelle della via crucis e l'acquasantiera. Dovrà essere un luogo di innovazione sociale e tecnologica destinato a giovani, imprese, associazioni e studenti per lo sviluppo di progetti innovativi, grazie alla presenza anche di strumentazioni avanzate. “Uno spazio la cui creazione è anche da lasciare a chi lo vivrà”, lo presenta Casara. Queste attività sono già in atto presso le sale studio Valverde come sede provvisoria.

Infine quinta e ultima vocazione sarà la promozione dell'imprenditorialità giovanile, con un incubatore di imprese digitali a Forlì. La struttura, infatti, vuole favorire anche l’insediamento di
start up. Il progetto mira a sviluppare un centro dedicato a promuovere la cultura dell’impresa, a stimolare l’intrapresa giovanile e a fornire servizi a supporto dello sviluppo di idee innovative per nuovi business e startup, in stretto raccordo con il mondo produttivo locale.

Il lungo iter 

I lavori, spiegano i tecnici comunali, furono appaltati nel 2018 e hanno subito ritardi per una serie di problemi, tra cui modifiche in corso d'opera, le indicazioni della Soprintendenza su un edificio vincolato, ma anche il periodo Covid, il successivo periodo di aumento dei prezzi delle materie prime e dell'energia. “E' vero che il progetto arriva dalla precedente amministrazione, ma non era un progetto completo, tanto che ci abbiamo dovuto aggiungere 600mila euro in più”, ricorda l'assessore Cicognani.

Nel corso del cantiere è anche cambiata una parte delle destinazioni originarie, che la nuova amministrazione comunale reputava non attuabili, tra cui il trasferimento completo della biblioteca moderna. “Il peccato originario era l'aver pensato di mettere qui una biblioteca dove non ci stava”, conclude il sindaco Zattini.

santarelli 2023 cappella

santarelli 2023 sala absidale

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