Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Dalla F1 agli eventi, "fotografo emozioni": Fabio Casadei si racconta, galeotto fu il duello Pironi-Villeneuve

L'INTERVISTA - Fabio Casadei ci è riuscito: ha trasformato il suo amore per il motorsport in lavoro, cogliendo un attimo ed un'emozione con l'occhio della sua macchina fotografica

E' il sogno di tutti gli appassionati dei motori. Scoprire i segreti dei paddock degli autodromi, barcamenarsi tra i bilici, stare al fianco dei piloti e vedere sfrecciare da vicinissimo i bolidi, vivendo in un altro modo l'atmosfera della gara. Fabio Casadei ci è riuscito: ha trasformato il suo amore per il motorsport in lavoro, cogliendo un attimo ed un'emozione con l'occhio della sua macchina fotografica. Forlivese di 44 anni, Casadei nasce come agente di commercio nel 1998 per la rivista Diogene, poi la svolta.

Ci racconta il suo cammino da fotografo?
E' una passione che ho avuto sin da piccolo. Poi nel 2006 ho intrapreso i primi corsi. La svolta c'è stata nel 2010, quando Diogene, da giornale di annunci economici, è diventato anche d'informazione, con approfondimenti culturali e sugli eventi della zona. C'era l'esigenza di arricchirlo di immagini e contenuti originali, così mi sono proposto come fotografo, che è diventato il mio secondo lavoro.

Sui suoi social e sul suo sito web ci sono tante immagini di auto, anche di Formula Uno. Le ultime riguardano il recente Gran Premio a Imola ed i test Mercedes con i nuovi pneumatici Pirelli, collaudati da Lewis Hamilton. Quando è nata la sua passione per il motorsport?
Come la fotografia da bambino. Ho sempre seguito la Formula Uno e tutto ciò che avesse a che fare con i motori. La prima volta che andai a Imola fu nel 1982, l'anno del duello tra Didier Pironi e Gilles Villeneuve. Un passione che è maturata nel tempo. Da ragazzino, quando la F1 faceva tappa a Imola, partivo da casa con la mia macchina fotografica per immortalare Ayrton Senna, Alain Prost, Nelsol Piquet e Nigel Mansell. Sono stati i primissimi che ho fotografato.

Dalle tribune è poi passato qualche anno più tardi al paddock dell'Enzo e Dino Ferrari
La prima volta che ho indossato la pettorina in pista risale nel 2011, quando Imola ospitò la tappa del campionato di Gp2 Asia. Da li in poi non ho più smesso e la passione per il motorsport si è via via sempre più concretizzata, seguendo ad esempio la Ferrari Race e il Ferrari Challenge. 

Questo ha permesso di stringere rapporti col mondo del Motorsport...
Si, dai team manager ai piloti, soprattutto di categorie minori, ma in particolar modo anche con i commissari di pista, con i quali si condividono tante ore ai margini del tracciato.

I piloti più simpatici?
Pierluigi Martini, l'indimenticato Andrea De Cesaris, ma anche Renè Arnoux. Molto disponibile anche Kimi Raikkonen, mentre tra i più espansivi c'è sicuramente Daniel Ricciardo. Non è un pilota, ma è una persona squisita e disponibile Giancarlo Minardi. Giancarlo Fisichella condivide spesso le mie foto, poi ho ricevuto apprezzamenti da Davide Rigon, sostenuto dal Ferrari Club Forlimpopoli. A Forlì poi abbiamo Matteo Nannini, quest'anno impegnato nei campionati di F2 e F3. 

La pista italiana che preferisce?
La mia più bella in assoluto, per il panorama e le curve, è senz'altro il Mugello, ma quella che porto nel cuore è Imola. E' casa mia, conoscono ogni suo segreto e questo mi permette di scattare delle belle immagini. 

Ha visitato autodromi anche all'estero?
Sono stato a Silverstone e Donington (in Inghilterra, ndr) come turista quando non c'erano gare, mentre per il viaggio di nozze ho percorso il circuito cittadino di Montreal in Canada, visitando poi anche la tomba di Gilles Villeneuve. 

Tornando alle immagini, qual è quella più bella che ha scattato?
Ne ho diverse, che ho appeso in ufficio. Due sono legate a delle emozione. Si tratta di un primo piano di Jules Bianchi (pilota della Ferrari Driver Academy morto il 17 luglio del 2015 dopo una lunga agonia in seguito al tragico incidente nel corso del Gran Premio del Giappone a Suzuka dell’anno precedente, ndr), scattato a Imola mentre era concentrato nell'abitacolo della sua monoposto nella griglia di partenza; mentre l'altra è di Charles Leclerc impegnato durante le libere bagnate del venerdì del Gran Premio d'Italia a Monza. In quel weekend ci regalò una super vittoria, perchè fu una gara tiratissima contro le Mercedes. E viverla dal vivo con gli amici del Ferrari Club di Forlimpopoli, al fianco del presidente Filippo Ambrosini, è stata un'emozione unica che resteranno impresse nel cuore per sempre. Confesso che ho 'rubato' scatti di tifosi che piangevano dalla gioia. Sono foto che conservo nel cassetto. 

Quante foto scatta in un weekend di gare?
Dalle 300 alle 800, a seconda del numero di competizioni in programma. Cerco l'immagine che ha un sentimento, non mi piace scattare a raffica. Ci sono colleghi che arrivano anche a 2mila scatti.  

Qual è la tecnica che preferisce?
Il “panning”, che enfatizza la dinamicità del soggetto a fuoco ed è molto difficile da realizzare. Gioco molto anche con l'ambiente e le piste di Imola e del Mugello sono fantastiche da questo punto di vista, perchè hanno tantissimi richiami naturalistici. 

Altre collaborazioni al di fuori delle piste?
Ho scattato immagini per diversi libri scritti da Gabriele Zelli e Marco Viroli. Poi proseguo negli scatti di eventi in Romagna, delle partite della Pallacanestro Forlì 2.015 sempre per Diogene.

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