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Facoltà di medicina, la Consulta Laica: "Soppresso il progetto di sala del commiato laico all'ex obitorio"

Delusione da parte della Consulta Laica Forlivese per la scelta, annunciata nel corso del Consiglio comunale di lunedì sera, di destinare i locali dell'ex camera mortuaria dell'ospedale Pierantoni alle attività universitarie

Delusione da parte della Consulta Laica Forlivese per la scelta, annunciata nel corso del Consiglio comunale di lunedì sera, di destinare i locali dell'ex camera mortuaria dell'ospedale Pierantoni alle attività universitarie della futura sede della Scuola di Medicina dell'Università di Bologna. Tali ambienti, rimarca Marisa Fabbri, appartenente alla consulta, erano stati infatti promessi alla “Sala del Commiato Laico”, in base, spiega, “ad un accordo definito con la precedente amministrazione per cui erano già state messe a bilancio le risorse e già realizzato il progetto. Un progetto che prevedeva la coabitazione con l'Università per il laboratorio di paleopatologia nella stessa palazzina dell'ex obitorio dell'Ospedale Pierantoni”.

Attacca Fabbri: “In risposta ad una interrogazione del Consigliere Federico Morgagni si è venuti finalmente a conoscenza dopo mesi di attesa che, senza neppure informare la Consulta, il Sindaco ha deciso di cedere all'Università tutta la palazzina ritenendo più importanti le attività del laboratorio di paleopatologia (peraltro già previste) rispetto alla possibilità di dare dignità all'ultimo saluto laico ai propri defunti. Non chiedo quali paramatri abbia utilizzato il Sindaco per definire insieme alla Giunta cosa sia più importante, non chiedo come mai il Presidente della Consulta Carlo Flamigni non abbia mai ricevuto dallo stesso Sindaco risposta diretta alla richiesta di chiarimento sulla questione, chiedo però al Sindaco Zattini di spiegarmi perché mai un accordo di “portata storica”, come lui stesso lo ha definito, potesse essere inficiato dai 100 mq dedicati alla Sala del Commiato”.

E conclude: “Aggiungiamo agli 11 milioni di euro previsti per l'accordo con l'Università anche gli spiccioli di pochi metri quadrati che  corrispondono però ad una scelta di grande civiltà, ad anni di impegno reciproco fra cittadini, cittadine ed Istituzioni per dare dignità al momento del distacco con i propri cari”.

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