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False patenti inglesi, 85 indagati per l'operazione Albione

E'il risultato dell'operazione Albione (antico nome della Gran Bretagna), eseguita dalla Polizia Stradale di Forlì, coordinata dal sostituto procuratore, Filippo Santangelo. L'indagine è partita nel 2010

In tutto sono state sequestrate 84 patenti inglesi false e 56 italiane, risultato della conversione di alcune di queste. Sono indagati con l'accusa di concorso in falsità 84 extracomunitari ed un italiano, titolare di un'autoscuola nella provincia di Massa e Carrara. E' il risultato dell'operazione Albione (antico nome della Gran Bretagna), eseguita dalla Polizia Stradale di Forlì, coordinata dal sostituto procuratore, Filippo Santangelo. L'indagine è partita nel 2010.

I primo controlli sono stati fatti a Forlì, quando, su segnalazione della Motorizzazione, sono state passate al vaglio dalla Polizia tre patenti inglesi, per le quali era stata fatta richiesta dai titolari, due nigeriani ed un liberiano residenti in provincia, di conversione. Il controllo su questo tipo di richieste è quasi di routine. Dopo una serie di controlli, anche di carattere tecnico, le patenti sono risultate contraffatte, mai rilasciate dalle autorità britanniche. Il rilascio delle patenti italiane è stato bloccato e l'indagine, coordinata dal compartimento Polizia Stradale Emilia-Romagna è stata estesa a tutto il territorio nazionale.



Verificato l'incremento delle richiesta di conversione di patenti inglesi, soprattutto in gran parte delle province di Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Veneto, l'Autorità Giudiziaria ha disposto il sequestro delle patenti false già convertite o in via di conversione. E' stato verificato tramite l'Interpol che i documenti erano falsi e che i titolari non avevano mai vissuto in Gran Bretagna.

Le perquisizioni, effettuate dalla Polizia Giudiziaria dei compartimenti della Stradale di Emila-Romagna, Marche, Toscana e Veneto, hanno portato al sequestro di 56 patenti italiane avute dopo la conversione di quelle inglesi false. Come spiega il capitano della Stradale di Forlì, Michele Pascarella, “saremmo stati invasi da patenti italiane vere ma intestate a persone che non avevano facoltà di utilizzarle”. In alcuni casi, un 10% erano patenti professionali di categoria C, D ,E , che avrebbero permesso ai titolari dei documenti falsi di circolare alla guida di autobus, autoarticolati ed autotreni. Per arrivare a questi risultati sono stati controllati gli archivi di 110 motorizzazioni e 5mila patenti.

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