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Falsi lavori pubblici, rigettata la scarcerazione dai domiciliari per l'ex presidente del Forlì

Il tribunale della Libertà ha rigettato l'istanza di scarcerazione di Stefano Fabbri, ex presidente del Forlì calcio da novembre 2014 a giugno del 2018, che era finito agli arresti domiciliari lo scorso 11 dicembre

Il tribunale della Libertà ha rigettato l'istanza di scarcerazione di Stefano Fabbri, ex presidente del Forlì calcio da novembre 2014 a giugno del 2018, che era finito agli arresti domiciliari lo scorso 11 dicembre all'apice di un'operazione dei carabinieri contro presunti episodi sistematici di peculato all'interno del Comune di Modigliana. Alcuni giorni fa, il Tribunale Distrettuale del Riesame di Bologna, ha ritenuto infondata l’istanza di Fabbri, coinvolto come amministratore e legale rappresentante della società “Venturelli Romolo srl”, ed ora socio di maggioranza della stessa società, contro l’ordinanza applicativa della misura cautelare firmata dal GIP Massimo De Paoli.

Fabbri, al pari degli altri arrestati, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del Gip, nell'interrogatorio di garanzia seguito all'arresto. Messo ai domiciliari assieme a  Flavio Magalotti, ex funzionario con funzioni direttive dell'Ufficio Tecnico del Comune di Modigliana e all'imprenditore edile Stefano Cavina, è stato il solo a proporre in questa fase istanza di riesame della misura cautelare. 

L’11 dicembre i Carabinieri del Comando Provinciale di Forlì-Cesena, coordinati dal Procuratore Maria Teresa Cameli e dal pm Laura Brunelli, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare di sottoposizione agli arresti domiciliari nei confronti dei tre indagati, nell'ambito di un'inchiesta per peculato, turbata libertà degli incanti e “also Ideologico commesso da Pubblico Ufficiale, procedendo contestualmente al sequestro preventivo ai fini della confisca di 110mila euro, tra denaro e beni immobili. Nel mirino degli inquirenti più di 40 lavori di manutenzione delle strutture pubbliche di Modigliana, dalle scuole ai parchi, dalle strade agli automezzi comunali, che sarebbero stati pagati regolarmente, ma mai eseguiti o eseguiti solo parzialmente.

Nel contempo, proseguono incessanti le attività investigative dei militari, concentrate in particolare sull’analisi della consistente documentazione contabile e amministrativa acquisita nel corso delle perquisizioni effettuate presso i domicili degli indagati e presso la sede del comune di Modigliana e sentendo le persone informate sui fatti.

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