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Falsificava i ticket del parcometro, stanato il 'mago' del fotoritocco

Un 42enne residente a Cesena, ma con sede di lavoro a Forlì, falsificava da mesi i ticket del parcometro, e così falsificati li esponeva quotidianamente all'interno della propria auto

Un quarantaduenne residente a Cesena, ma con sede di lavoro a Forlì, falsificava da mesi i ticket del parcometro, e così falsificati li esponeva quotidianamente all'interno della propria autovettura in sosta negli stalli blu nel centro storico, omettendo pertanto di pagare la sosta per l'intera giornata lavorativa. Le strade ove abitualmente parcheggiava sono quelle ubicate nei pressi della  sede della Provincia. Il soggetto aveva scannerizzato un ticket e utilizzando un programma di fotoritocco, modificava poi di volta in volta la data lasciando inalterati gli altri elementi.

Si trattava comunque di un lavoro molto preciso e la stampa si confondeva molto bene con gli scontrini originali. Proprio il collegamento fra il tipo di macchina, il numero di parcometro, l’orario di inizio e di fine sosta e la cifra pagata impressi sul ticket, sempre uguali per tutti i giorni della settimana, ha incuriosito gli “ausiliari del traffico” dell’azienda A.V.M. i quali, attraverso un passaparola interno hanno cominciato a tenere d’occhio l’auto. Una volta avuta la conferma che qualcosa non andava è scattata la segnalazione alla Polizia Municipale.

Sono stati quindi istituiti, da parte della Sezione di Polizia Giudiziaria, dei servizi mirati in zona svolti in borghese da parte degli agenti. L’esito dell’indagine lasciava pochi dubbi e, autorizzati dal Magistrato, questa mattina è scattata la perquisizione. Gli agenti della Polizia Municipale di Forlì, coadiuvati dai colleghi di Cesena, si sono recati presso l’abitazione dell’uomo. Gli elementi riscontrati hanno confermato l’ipotesi di reato di truffa e a casa del soggetto è stato posto sotto sequestro un hard disk; sono altresì stati trovati alcuni ticket già pronti con impresse date riferite a giorni futuri.

Le indagini sono tutt’ora in corso per cercare di quantificare la cifra mai pagata per la sosta nel centro storico e si ipotizza comunque che la truffa andasse avanti da diversi mesi.
 

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