Coronavirus, si testano i farmaci "ad uso compassionevole". La farmacia ospedaliera in prima linea

"Non è facile procurare questo materiale sanitario perchè la domanda è molto superiore all'offerta, pertanto bisogna anche valutare bene la qualità dei prodotti reperiti sul mercato a garanzia della sicurezza"

Assieme ai reparti ospedalieri riconvertiti ai pazienti di Covid, all'ospedale anche la farmacia ha un ruolo strategico. Sua, infatti, è la responsabilità di rifornire i reparti di medicinali che ora come ora è difficile reperire sul mercato e da ottenere per canali affidabili, sia di distribuire i dispositivi di protezione personale. Anche a Forlì vengono gestiti farmaci per il cosiddetto "uso compassionevole", vale a dire in fase di test su questa nuova e devastante malattia. A spiegare tutto è Fabio Pieraccini direttore Assistenza Farmaceutica Forlì - Cesena.

Farmaci e Coronavirus. Qual è il ruolo della farmacia ospedaliera nell'emergenza Coronavirus?

"Come farmacisti ospedalieri in questo periodo di emergenza siamo molto impegnati a reperire e distribuire a tutto il personale sanitario i Dispositivi di protezione necessari: mascherine, facciali filtranti, visiere, camici, tute protettive, ecc... ed anche a reperire dispositivi medici per l'assistenza respiratoria ai pazienti per supportarli nella ventilazione. Non è facile procurare questo materiale sanitario perchè la domanda è molto superiore all'offerta, pertanto bisogna anche valutare bene la qualità dei prodotti reperiti sul mercato a garanzia della sicurezza dei pazienti e degli operatori". 

Stiamo sperimentando  dei farmaci particolari per il trattamento del COVID a Forlì?

"Come tanti ospedali abbiamo aderito a protocolli sperimentali ed usi compassionevoli in collaborazione con altri centri italiani pertanto noi farmacisti ospedalieri supportiamo i clinici nella gestione delle terapie e degli arruolamenti dei pazienti per una corretta raccolta dei dati che poi dovranno essere ben valutati per l'analisi dei risultati". 

Fornite anche farmaci  per il Coronavirus a domicilio? 

"Si, proprio per evitare spostamenti dei pazienti dal loro domicilio , soprattutto per le categorie più fragili come gli anziani e pazienti con patologie croniche importanti,  grazie alla collaborazione dei volontari della Croce Rossa ai quali va un grandissimo ringraziamento per la loro disponibilità e cortesia nelle consegne domiciliari. Inoltre, abbiamo anche una importante collaborazione con le farmacie convenzionate del territorio perchè anch'esse ci aiutano a consegnare i nostri farmaci ai pazienti. Tutto questo con un unico obiettivo comune, quello di ridurre al massimo la circolazione dei cittadini e pertanto contribuire a ridurre il contagio". 

Fornite farmaci per il Coronavirus a case di cura o case di riposo?

"Si, forniamo terapie destinate a pazienti COVID  ospiti di queste strutture a seguito di prescrizioni sia dei medici specialisti sia dei medici di medicina generale. In particolare per alcuni farmaci utilizzati per contrastare il COVID19 che ora sono molto utilizzati e rischiano di divenire carenti nel mercato, prepariamo kit pronti con il numero di compresse  strettamente necessario per tutto il ciclo terapeutico, anzichè consegnare tutta la confezione intera del farmaco che genererebbe degli sprechi. Grazie al sistema di produzione farmaci in dose unitaria presente nel nostro ospedale da diversi anni possiamo allestire in sicurezza singole dosi senza perdere l'identità del farmaco sconfezionato garantendone un uso sicuro".   

Vi occupate anche dei presidi di protezione per gli operatori ospedalieri e territoriali?

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"Certamente, oltre all'ospedale stiamo consegnando dispositivi di protezione a tantissime strutture socio sanitarie del nostro territorio: case di riposo per anziani, per disabili, per pazienti psichiatrici e case famiglia in quanto è molto importante gestire bene il contenimento del contagio nel territorio evitando che si formino focolai di infezione che poi avrebbero una ripercussione importante sull'ospedale già sovraccaricato. Concludendo , in questo momento stiamo certamente sperimentando l'impiego di medicinali come tantissimi centri in Italia e nel mondo con la speranza di trovare presto una cura efficace per tutti ma per ora oltre ai farmaci di supporto  la vera "terapia" rimane la riduzione del contagio attraverso il corretto impiego dei dispositivi di protezione dove necessari, ed un comportamento corretto con tutte le precauzioni che ormai tutti conosciamo e che dovremo continuare ad adottare finchè necessario.
 

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