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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Cronaca

Verso la "fase 2": per la società di consulenza Ey a Forlì la ripartenza sarà critica

Ey ha classificato le città seguendo 4 cluster: "ripartenza facile" (basso contagio/buona resilienza), "ripartenza lenta"(basso contagio/scarsa resilienza), "ripartenza frenata" (alto contagio-buona resilienza) e "ripartenza critica" (alto contagio-scarsa resilienza)

Secondo la società di consulenza Ey, più del 20% dei capoluoghi italiani non sara' in condizione di ripartire immediatamente, ma fara' molta fatica, perche' non ha le infrastrutture e le tecnologie adatte ad affrontare la complessita' della ripartenza. Sulla base della diffusione del contagio ad oggi, Ey ha classificato le città seguendo 4 cluster: "ripartenza facile" (basso contagio/buona resilienza), "ripartenza lenta"(basso contagio/scarsa resilienza), "ripartenza frenata" (alto contagio-buona resilienza) e "ripartenza critica" (alto contagio-scarsa resilienza). Ed è in quest'ultima fascia che si trova Forlì insieme a Savona, Bolzano, Varese, Belluno, Ancona, Como, Cremona, Lodi, Lecco, Alessandria e Verbania. La motivazione è dovuta al fatto che "accanto a situazioni di contagio molto elevate si abbinano livelli di resilienza molto bassi (reti di trasporto pubblico poco capillari e scarsa presenza del car sharing, limitate coperture Tlc, pochi sensori sul territorio e mancanza di piattaforme e centrali di controllo dove raccogliere i dati)".

"Non e' detto che le citta' piu' resilienti riescano a trarre piu' vantaggi dalla ripartenza, perche' molte di esse hanno una situazione piu' complessa da affrontare", dice Marco Mena, Senior Advisor di Ey, responsabile dello Smart City Index. "Tutte le citta' devono sfruttare gli investimenti fatti nella smart city negli ultimi anni e capitalizzarli verso la ripartenza, facendo sistema tra i soggetti coinvolti. Chi e' in una situazione critica di contagio fara' molto piu' fatica a muoversi in quest'ottica, mentre le citta' che hanno il contagio sotto controllo hanno maggiori probabilita' di sfruttare la ripartenza e tornare piu' velocemente alla situazione che definiremo "new normal", che sara' comunque molto diversa da quella precedente. Noi stimiamo che piu' del 20% dei capoluoghi italiani non sara' in condizione di cogliere immediatamente questa opportunita', ma fara' molta fatica, perche' non ha le infrastrutture e le tecnologie adatte ad affrontare la complessita' della ripartenza".
Oltre a questi aspetti, ci sono delle scelte piu' legate alla governance, per indirizzare investimenti e comportamenti.

"Le citta' dovranno quindi definire i piani della ripartenza, che avranno ovviamente una declinazione locale molto spinta - commenta Andrea D'Acunto, Mediterranean Government and Public Sector Leader di Ey -. Nel fare questo, oltre a tenere conto della situazione del contagio e dello stato delle infrastrutture urbane, dovranno lavorare imprescindibilmente su altri fattori, come la comunicazione per influenzare i comportamenti dei cittadini, la rifocalizzazione dei fondi nazionali ed europei sugli investimenti su infrastrutture e servizi e lo snellimento delle decisioni per favorire la collaborazione con i soggetti privati in grado di capitalizzare sulle infrastrutture e sviluppare i servizi (es. sanita' e mobilita'). Diviene quindi indispensabile la velocita' nel mettere a punto le concessioni e lanciare i servizi per adattarsi al cambio di abitudini e creare il "new normal" delle citta'". (fonte Dire).

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