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Fedeli forlivesi costretti a casa: la messa della Domenica delle Palme in tv e sui social

Inizia con la Domenica delle Palme, rievocazione dell’ingresso festante di Gesù a Gerusalemme, la Settimana Santa in preparazione alla Pasqua, il giorno più importante del calendario liturgico cristiano.

Con la Domenica delle Palme, rievocazione dell’ingresso festante di Gesù a Gerusalemme, inizia la Settimana Santa in preparazione alla Pasqua di risurrezione: “Gesù entra in sella a un asino e osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma (Gv 12,12-15); la folla, radunata dalle voci dell'arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre altri tagliavano rami dagli alberi intorno, e agitandoli festosamente gli rendevano onore”.

Quest’anno, a causa delle misure di contenimento causate dall’epidemia di Covid-19, il periodo più intenso del calendario liturgico cristiano, a cominciare dalla Domenica delle Palme, sarà vissuto dai fedeli solo via cavo, senza possibilità di partecipare fisicamente alle celebrazioni. “Seguendo le indicazioni della Santa Sede e della Cei – comunica la Diocesi di Forlì-Bertinoro – il vescovo ha disposto che le celebrazioni della Domenica delle Palme, del Triduo e della festa di Pasqua si svolgano a porte chiuse, senza il concorso di popolo. Tutti i fedeli sono invitati a collegarsi da casa alle celebrazioni presiedute dal Papa, dal vescovo o della propria comunità che verranno trasmesse attraverso la tv e gli altri mezzi di comunicazione. Saranno predisposti sussidi a cura dell’Ufficio liturgico diocesano pubblicati sul sito della diocesi”.

Monsignor Corazza, alle 10, celebrerà la messa in Cattedrale con diretta su Teleromagna (canale 14) e sui canali Youtube e Facebook della pastorale giovanile. Durante la celebrazione, il pastore d’anime forlivese benedirà i rami di ulivo, che i fedeli si saranno procurati in precedenza e che terranno con sé durante la celebrazione. Alle 11, in diretta su Tv2000 (canale 28) è possibile seguire anche la celebrazione presieduta dal Papa in San Pietro a Roma.

"Carissimi fratelli e sorelle - afferma il vescovo Livio - la Pasqua verrà. Verrà nelle nostre chiese domestiche, nelle diverse comunità ecclesiali, nelle chiese parrocchiali, nella testimonianza quotidiana di amore, di responsabilità, di ricerca e di servizio di donne e uomini. E pur in modi diversi dal solito ascolteremo con gioia l'annuncio pasquale: Cristo Signore è risorto! È veramente risorto”. La solennità della Domenica delle Palme si appoggia a quella che era e rimane la festa ebraica, conosciuta come Sukkot o “festa delle capanne”, imperniata proprio sul pellegrinaggio a Gerusalemme che si faceva sventolando un ramo di palma, uno di mirto e un terzo rametto di salice, nell’atto di entrare in città.

"All’ingresso in chiesa (quest’anno non sarà possibile) si riceve l'ulivo benedetto: la sua distribuzione è probabilmente legata al fatto che Cristo significa unto, con chiaro riferimento all’olio utilizzato nei riti cristiani dell'estrema unzione e del battesimo”. Se nella tradizione ebraica l'ulivo è simbolo dei re, per i cristiani è semplicemente segno di pace. Nel corso della liturgia della Domenica delle Palme, il celebrante indossa i paramenti rossi e la lettura principale è quella della Passione di Cristo. 

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