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Federica, centista al Classico: "Rimpiangerò di non aver vissuto la quinta superiore a pieno"

. Una giovane, dice di sè, "che si trova a dover affrontare un momento di cambiamenti con tutte le variabili emotive che caratterizzano questa fase transitoria dalla voglia d’indipendenza alla ricerca del suo posto nel mondo"

Tra i centisti del liceo Classico "Morgagni" di Forlì c'è anche la 18enne Federica Fracchiolla. Una giovane, dice di sè, "che si trova a dover affrontare un momento di cambiamenti con tutte le variabili emotive che caratterizzano questa fase transitoria dalla voglia d’indipendenza alla ricerca del suo posto nel mondo".

Partiamo dall'ultimo giorno di scuola: esame di stato. Cosa ha provato?
L’ultimo giorno di scuola è stato un mix di emozioni da ansia, incertezza e voglia di concludere insieme ai miei compagni di classe un percorso al quale ho dedicato tante energie. Percorso che mi ha insegnato l’importanza che la curiosità ricopre nelle nostre vite: una preziosa fonte di arricchimento e motivazione, grazie alla quale quotidianamente cerco di superare i miei limiti.

Avrebbe immaginato che il 22 febbraio sarebbe stata l'ultima volta insieme ai suoi compagni di classe?
Ho provato molto dispiacere nel momento in cui ho realizzato che il 22 febbraio sarebbe stato il mio ultimo giorno “normale” di quinta superiore insieme alla mia classe. Mi aspettavo di poter vivere le esperienze che mi sono state raccontate da chi, queste emozioni ha avuto la fortuna di viverle: ansia da interrogazione condivisa, il suono della campanella, le chiacchere la mattina davanti a scuola, i classici aneddoti da quinta superiore, la gita di fine anno e perché no anche l’esame di stato con le sue consuete prove scritte. Insomma, tutte cose che avrei preferito condividere con i miei compagni.

Come si è trovata con la didattica a distanza?
La didattica a distanza inizialmente è stata impegnativa perché non è stato semplice far coincidere le esigenze quotidiane dei miei familiari imposte dalle quarantena, con quelle richieste dalla scuola come la condivisione dei dispositivi (pc, tablet), il silenzio necessario nei momenti in cui l’impegno scolastico richiedeva assoluta concentrazione ma l’aiuto dei miei professori che nonostante il disagio che ha comportato anche per loro, hanno dimostrato competenza nell’affrontare questa nuova situazione e della mia famiglia che mi ha sostenuta dal primo giorno sono serviti per portare avanti questo percorso digitale.

La preparazione a suo avviso è stata la stessa?
E' stata pressoché la medesima in termini di apprendimento e contenuti, anche se credo che la didattica a distanza richieda comunque maggiore forza di volontà nel portare avanti il percorso di studi. Sicuramente la lontananza ha comportato che venisse a mancare il contesto dove l’interazione tra noi studenti e i professori svolge ancora un ruolo fondamentale.

Alla fine è arrivato il diploma col massimo dei voti. Se lo aspettava?
Non sapevo come sarebbe terminato il mio percorso di studi però sono molto felice ed orgogliosa di aver raggiunto questo risultato perché auspicavo che i miei sacrifici e il mio impegno sarebbero stati ripagati.

Perchè ha scelto l'indirizzo di Scienze Umane?
Inizialmente ho scelto Scienze Umane perché affascinata dalle discipline umanistiche che studiano il comportamento dell’uomo nella società, ed è un percorso che induce anche alla consapevolezza di sé permettendoti di crescere come individuo attraverso materie come sociologia e antropologia.

Cosa rimpiangerà del Classico?
Rimpiangerò di non aver vissuto la quinta superiore a pieno con i miei compagni con i quali ho condiviso la quotidianità e costruito una solida amicizia, si sono rivelati un supporto importante per questi 5 anni di scuola.

Cosa prevede nell'immediato il futuro di Federica?
Tante incognite e speranze: mi auguro di poter trovare un percorso universitario da intraprendere con passione

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