Federico, centista volontario senza barriere: "Aiutare chi ha bisogno regala un calore senza eguali"

Sulla didattica a distanza: "E' stata la risposta ad un'emergenza imprevista e fortemente vincolante"

Nel tempo libero si dedica al volontariato, alla pallavolo e alla musica. Si definisce "un ragazzo piuttosto empatico, spontaneo e curioso". Federico Amaducci, classe 2001, ha concluso il suo percorso di studi al liceo Classico "Morgagni" da centista. "Dal prossimo anno vorrei studiare economia o scienze politiche. Devo attendere gli esiti di alcuni test fuori città e a seconda dei risultati vedrò cosa fare e dove", annuncia.

E' tempo di bilanci. E' soddisfatto di aver scelto il Classico?
Sono assolutamente soddisfatto della mia scelta: ho affrontato un percorso stimolante, adatto alla mia personalità ed ai miei interessi. Vorrei però precisare come l'Economico Sociale sia, a mio avviso, difficilmente associabile al Classico Tradizionale. Il "Les" è un indirizzo liceale rivolto alla comprensione della modernità e della contemporaneità, proiettato verso il futuro. Un corso di studi estremamente valido, spesso sottovalutato, né migliore né peggiore rispetto alle altre offerte proposte dall'istituto, semplicemente distinto.

Perchè ha optato per l'indirizzo Economico Sociale?
Scelsi l'Economico Sociale ispirato da un percorso di studi di ampissimo respiro, capace di fornire fondamenti culturali solidi su più fronti. Citando la professoressa Berardi, persona splendida ed illuminata che oggi non è più fra noi e che ricordo con moltissimo affetto, definisco il LES la "scuola del futuro". A partire certamente dal diritto, dall'economia politica e dalla sociologia, l'interesse verso l'attualità permea ogni materia, grazie ad un corpo docenti impegnato ed interessato, a cui riservo un ringraziamento speciale.

L'ultimo capitolo ha riservato la didattica a distanza. Ha richiesto un impegno maggiore?
Personalmente leggo e sento numerosissime critiche verso la didattica a distanza, ma ritengo che la maggior parte di queste si fondi su un principio di fondo errato. Chiaramente le lezioni in sede sono più stimolanti ed efficienti di quelle domestiche, ma denigrare queste ultime per il fatto che non reggano il confronto con l'organizzazione regolare è scorretto. Bisogna tenere a mente che sono state la risposta ad un'emergenza imprevista e fortemente vincolante. A mio avviso la possibilità di sfruttare gli ultimi mesi è stata, in linea di massima, garantita; con forza di volontà e spirito di adattamento e di collaborazione fra docenti ed alunni, posso personalmente affermare di aver vissuto numerose esperienze positive.

Il suo 100 è frutto di un lavoro costruito negli anni...
Certamente si, è una tappa fondamentale di cui vado fiero, raggiunta cercando di massimizzare ogni opportunità a mia disposizione. È una gratificazione importante, frutto di una crescita in cui sono stato accompagnato da molte persone. Fondamentali, all'interno dell'istituto, compagni di classe e professori, con cui ho costruito un rapporto di stima e confidenza che auguro a tutti. Fuori dalle mura del Morgagni, la mia famiglia ha da sempre ricoperto un ruolo fondamentale nella mia vita: considero mio fratello Guglielmo il miglior compagno di vita e di avventure che potessi desiderare, e senza la sua ispirazione la mia dedizione allo studio non sarebbe la stessa. Oltre a lui certamente i miei genitori, i nonni e il mio carissimo zio. In ultimo i miei amici, raramente lasciati soli per studiare, ma sempre comprensivi le poche volte in cui è successo. Circondarsi delle persone a cui tieni è probabilmente la strategia migliore per affrontare serenamente qualsiasi sfida, anche gli anni di scuola.

Oltre allo studio che passioni ha?
Mi dedico al volontariato. Con Incontri Senza Barriere mi occupo di attività ricreative con persone diversamente abili, in particolare della sezione teatrale. Mi mancano da impazzire, siamo un gruppo meraviglioso, pieno di persone squisite dal cuore d'oro. È un mondo a cui sono vicino da sempre, e sarebbe bene che intorno alla disabilità cominciasse a gravitare meno mistero, soprattutto fra i giovani. Non deve trattarsi di un tabù. Aiutare chi ha bisogno è un piacere che sembra essere dimenticato, ma regala un calore senza eguali. Inoltre gioco a pallavolo ed sono un grande appassionato di musica. In definitiva, ho studiato ma ho comunque dedicato molto tempo a alle persone e alle cose che mi sono care.

Cosa le mancherà del Classico?
Ad essere sincero i corridoi. Sono strutturalmente tremendi, ammettiamolo, ma pensare di non potermi più godere un intervallo camminando avanti e indietro salutando gente, chiacchierando con Maria la bidella, svaligiando i distributori e rientrando in classe in ritardo, un po' mi emoziona. Poi ovviamente c'è stato da divertirsi anche in aula, ma l'importante è non mancare mai di rispetto a nessuno.

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Progetti per il futuro?
Dal prossimo anno vorrei studiare economia o scienze politiche. Devo attendere gli esiti di alcuni test fuori città e a seconda dei risultati vedrò cosa fare e dove. In un futuro meno prossimo mi piacerebbe dedicarmi all'ambito sociale, ma i piani sono ancora molto volubili. Non nascondo il mio interesse verso la politica e che non mi dispiacerebbe affatto dedicarmici in prima persona, stimolato soprattutto da un panorama fumoso, sempre più ricco di slogan ma vuoto di contenuti. 

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