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"Stop al massacro in Palestina": manifestazione davanti alla Prefettura

Si sono dati appuntamento giovedì pomeriggio in Piazza Ordelaffi, davanti alla sede della Prefettura, per manifestare contro il "massacro in Palestina".

Si sono dati appuntamento giovedì pomeriggio in Piazza Ordelaffi, davanti alla sede della Prefettura, per manifestare contro il "massacro in Palestina". Alla manifestazione, promosso dal Centro per la Pace di Forlì, hanno aderito Acli, Anpi, Arci, Assessorato alla Pace, Associazione Luciano Lama, Associazione Olof Palme Centro Islamico Afaf Forlì, Cgil, Comunità Palestinese Emilia Romagna, Cooperativa Dialogos, Federconsumatori Forlì - Cesena, Forlì Città Aperta Libera, Liberi e Uguali Forlì, Moschea di Forlì, Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Sezione Forlì Movimento Federalista Europeo, Sezione Forlivese Giovani Federalisti Europei, Udi e Udu.

"Il massacro perpetrato dall’esercito israeliano deve essere fermato immediatamente dalla Comunità internazionale, dall’Onu e dall'Unione Europea - è stato sottolineato -. La scelta degli Usa di trasferire la propria Ambasciata a Gerusalemme contraddice la millenaria storia della “Città Santa”, città internazionale e culla di luoghi di culto e religioni diverse. Quella scelta è stata vissuta come una violenza e come tale è stata condannata anche dall’Assemblea Generale dell’Onu nel dicembre scorso. Le nazioni Unite, l’Europa, i Governi dei singoli Paesi, le forze politiche italiane, le Associazioni democratiche tutte, devono far sentire il proprio peso per fermare immediatamente il massacro, per questo occorre anche rilanciare con forza la proposta di “due Popoli due Stati”.

Sei le richieste: quella di "condannare pubblicamente l’uso sproporzionato della forza e si chieda l’immediata cessazione dell’assedio della Striscia di Gaza; che da oltre dieci anni colpisce circa due milioni di persone costringendole a condizioni di vita insostenibili e a subire punizione collettive". E' stato chiesto "un canale umanitario che consenta il trasferimento sia a livello locale che internazionale della popolazione della Striscia di Gaza che necessita di cure mediche, sia a causa dei recenti attacchi che per altre malattie non curabili nella Striscia".

Per manifestanti è necessario "proporre in sede di Unione Europea il ritiro degli Ambasciatori degli Stati Membri come gesto di condanna dell’uso illegale della forza e delle continue violazioni del diritto internazionale. Inoltre, che i Paesi dell’Unione, quali Austria, Romania e Repubblica Ceca, che hanno adottato una posizione sullo status di Gerusalemme discordante dalla posizione ufficiale dell’UE, siano chiamati a fornire chiarimenti su tale condotta di fronte al Parlamento Europeo".

Inoltre, "nei negoziati futuri con i Paesi orientali all’adesione all’UE, come Macedonia, Serbia, Montenegro e Albania, venga tenuta in debita considerazione la loro posizione non-allineata alla posizione dell’Unione Europea circa lo status della città di Gerusalemme". Viene chiesto inoltre "l’immediata sospensione dell’Accordo di Associazione tra Israele e Unione Europea nel quadro della Politica Europea di vicinato condizionata alla cessazione dell’uso della forza e dell’assedio della Striscia di Gaza"; e che "il Consiglio per i Diritti della Nazioni Unite predisponga l’urgente invio di una fact-finding mission al fine di assicurare la raccolta di prove circa le eventuali ipotesi di crimini internazionali da trasmettere alla Corte Penale internazionale per porre fine al clima di impunità finora prevalente.

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