Cronaca

"Fermiamo le stragi sui luoghi di lavoro": il presidio dei sindacati davanti alla Prefettura

"Bisogna fermare subito la spirale di morti sul lavoro. Questo è un monito che deve fare i conti con numeri drammatici, 1270 morti nel 2020, oltre 300 nei primi mesi del 2021"

Al grido di “Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro”, si è svolto sabato davanti alla prefettura di Forlì il presidio organizzato da Cgil Cisl e Uil dei territori forlivese e cesenate. Tante le delegate e i delegati, presenti, in un clima di grande partecipazione e di rispettosa attenzione per le norme sanitarie. Una giornata, che dopo un periodo di assemblee in numerosi posti di lavoro, prosegue la mobilitazione delle organizzazioni sindacali per sensibilizzare, tutta la società civile nonché tutto il mond istituzionale e politico, sulla urgenza di garantire una ripartenza in condizioni di sicurezza e rispetto della dignità del lavoro e della vita umana. Nel corso della manifestazione sono intervenuti dal palco per rilanciare gli argomenti sui quali i sindacati confederali rivendicano da tempo un confronto con il Governo e con le controparti datoriali, i Segretari generali di Cgil Forlì e Cesena (Maria Giorgini e Silla Bucci), Cisl Romagna (Francesco Marinelli) e Uil Forlì e Cesena (Enrico Imolesi e Marcello Borghetti), ribadendo con forza che i costi della pandemia non devono ricadere sui lavoratori e sulle loro famiglie e che occorre ricostruire il Paese restituendo dignità al lavoro e speranza in un futuro di reale emancipazione sociale.

Sempre dal palco i segretari hanno gridato di fermare “subito” la spirale di morti sul lavoro, non un semplice appello, piuttosto un monito che deve fare i conti con numeri drammatici, 1270 morti nel 2020, oltre 300 nei primi mesi del 2021. Un dato che evidenzia la tragica supremazia del profitto sul rispetto della vita umana, una cinica visione degli affari, che purtroppo è causa di tante vittime e infortuni gravi, spesso con la criminale manomissione dei sistemi di protezione. I sindacati confederali sono stati quindi ricevuti in sede Prefettizia dalla Dott.sa Sbordone, alla quale sono state illustrate le ragioni della mobilitazione, con la preoccupazione per una linea padronale che punta ai licenziamenti senza prima avere costruito una vera ripartenza, con investimenti operativi, con la riforma degli ammortizzatori, con politiche attive ed efficaci e un patto nazionale per la sicurezza nei luoghi di lavoro, il tutto in un clima di grande attenzione per la legalità. L’autorità prefettizia, ha raccolto le istanze sindacali con un atteggiamento di grande sensibilità, impegnandosi a trasmetterle ai propri organi superiori. Infine, Cgil Cisl e Uil, hanno contestualmente organizzato un banchetto, per raccogliere le firme sulla petizione finalizzata ad ottenere la sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini, così come previsto per la giornata europea del 29 maggio “no profit on pandemic”, nella precisa convinzione che sia tempo di occuparsi di vaccinazione e di diritti di comunità, quali valori con priorità assoluta.

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