2 Giugno dedicato ai medici ed infermieri in trincea: "Tricolore segno fraterno di solidarietà e di speranza"

Il Tricolore è salito sul Monumento dei Caduti sotto le note dell'Inno di Mameli, uno dei momenti più suggestivi della manifestazione, accompagnato da sette studenti

Il rosso, "la passione ed il sangue dei martiri e degli eroi"; il bianco, "la fede serena alle idee che fanno divina l'anima nella costanza dei savi"; il verde, "la perpetua rifioritura della speranza a frutto di bene nella gioventù dei poeti". Il Tricolore portato da quattro studentesse - a bordo di quattro auto storiche del collezionista Gianluigi Trevisani, una "Rolls Royce" del 1927 modello "Fast Uno"; una "Lancia D Lambda" del 1930, otto cilindri carrozzeria "Gangloff"; una "Alfa Romeo 1750" con compressore del 1931; e una "Lancia Aprilia 1936", carrozzeria stabilimenti Farina - ha fatto così il suo ingresso in Piazzale della Vittoria nel giorno del 74esimo anniversario della Repubblica d'Italia.

Scortato dalle moto dei Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria e Polizia Locale, il Tricolore è salito sul Monumento dei Caduti sotto le note dell'Inno di Mameli, uno dei momenti più suggestivi della manifestazione, accompagnato da sette studenti: Marco Valerio (figlio del prefetto), Andrea, Nicola, Stella, Sara, Giulia e Lilia. Un alito di vento ha accompagnato l'Alzabandiera.

VIDEO: la suggestiva celebrazione

Tricolore, salutato dall'applauso dei cittadini, radunati ad una certa distanza da Piazzale della Vittoria ma, nonostante l'emergenza Covid e il divieto di assembramenti, comunque numerosi anche se tutti in mascherina. E, rigorosamente in mascherina, erano anche le autorità civili e militari che hanno partecipato alla cerimonia. Una cerimonia all'insegna della sobrietà e "statica", come l'ha definita nel suo messaggio conclusivo di ringraziamento il prefetto Antonio Corona, ma densa di patriottismo, senso di appartenenza e comunità. Non sono mancati intermezzi musicali con riferimenti cinematografici, da "A Claim to the Throne" di Max Richter a "Deborah's Theme" di Ennio Morricone, per finire con "Heart Of a Volunteer" del celebre "Pearl Harbor".

VIDEO: la consegna delle onorificenze

Il discorso del prefetto

Il discorso del prefetto Corona ha spaziato dagli ottant’anni dall’entrata in guerra dell’Italia, al 10 giugno 1940 per poi ricordare i 75 anni dalla Liberazione e la lotta attuale contro il Covid. Una guerra, contro il nemico invisibile che ha seminato morte e dolore, ma, come ha evidenziato il prefetto nel suo discorso letto dal doppiatore Luca Violini, "necessaria, financo, non evitabile", che "siamo stati di nuovo chiamati tutti ad affrontare. Stavolta, dall’altra parte della barricata, un nemico infinitesimamente piccolo, invisibile. Quanto viceversa stramaledettamente insidioso, inesorabile, spietato. Volevamo questa guerra? Eravamo pronti e preparati a sostenerla? No, esattamente e solitamente come accade a chi venga aggredito e colto di sorpresa. Stavolta non è stata concessa alcuna alternativa. Combattere o arrendersi. Aut-aut. Mascherine, terapie intensive, guanti, camici pochi e insufficienti? Combattere o arrendersi. Aut-aut. Avanti, nessun indugio, nessun tentennamento: al fronte! Stavolta, i nostri ’soldati’ in prima linea sono stati gli infermieri, i medici, gli operatori a vario titolo nelle strutture sanitarie e di ricovero".

"Molti di loro sono caduti nel mezzo del combattimento di questa strana guerra - ha ricordato Corona -. Un immenso, infinito, imperituro grazie a tutti loro. Tante le vittime anche tra la popolazione, molte senza neanche la possibilità del conforto di un ultimo saluto con i propri cari. Di un’ultima carezza. Questo 2 giugno, ricorre il 74esimo anniversario del referendum che vide prevalere la Repubblica. Cade a ottant’anni esatti dalla entrata dell’Italia in una guerra ingiusta, ma che si rivelò infine necessaria per abbattere i regimi nazi-fascisti e per consentire quindi agli Italiani di esprimere liberamente il proprio volere".

"Questo 2 giugno può perciò costituire anche l’occasione per stringerci idealmente ai tantissimi che patirono allora inenarrabili patemi e sofferenze; per abbracciare idealmente i nostri cari deceduti, i nostri ’soldati’ di oggi, quanti altri si siano e si stiano tuttora prodigando in una guerra che mai avremmo ipotizzato, mai avremmo desiderato - ha evidenziato Corona -. Una guerra che, giusta o non giusta, necessaria, non evitabile o meno che sia, non ci è stata concessa alternativa al combattere e al dover vincere. La corona che depositiamo ai piedi del monumento di tutti i caduti per la patria, vuole pertanto rappresentare altresì un segno. Di riconoscenza e fraterno, a voi, Italiani di ieri. Fraterno, di solidarietà e di speranza, a noi, Italiani di oggi".

Il messaggio di Mattarella

Dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, "l'augurio più sincero affinché questa data sia occasione per una rinnovata riflessione sui valori fondativi repubblicani.Le dimensioni e la gravità della crisi, l'impatto che essa ha avuto su ogni aspetto della vita quotidiana, il dolore che ha pervaso le comunità colpite, hanno richiesto a tutti uno sforzo straordinario, anche sul piano emotivo. L'eccezionalità della situazione ha determinato difficoltà mai sperimentate nella storia della Repubblica, ponendo a tutti i livelli di governo una continua domanda di unità, responsabilità e coesione". 

 "Il senso di responsabilità e le doti di resilienza che hanno animato le comunità nei momenti più drammatici della crisi vanno ora trasposti in un impegno comune verso gli obiettivi del definitivo superamento dell'emergenza e di una solida e duratura ripresa", ha sottolineato il capo dello Stato nel messaggio ai prefetti d'Italia, ricordando che "la crisi non è terminata e tanto le Istituzioni quanto i Cittadini dovranno ancora confrontarsi a lungo con le sue conseguenze".

"Nella prima fase dell'emergenza, voi Prefetti siete stati fortemente impegnati a garantire da un lato l'attuazione delle misure di contenimento del contagio, dall'altro la continuità delle filiere produttive e dei servizi essenziali nonché, più in generale, la tenuta sociale ed economica dei territori. Affiancando e sostenendo, con generosità e abnegazione, l'azione dei sindaci, delle autorità sanitarie e di tutte le componenti del sistema di Protezione Civile, siete stati un sicuro punto di riferimento per le Istituzioni locali e i singoli Cittadini", ha scritto Mattarella, sottolineando che "la ricorrenza del 2 giugno coincide quest'anno con un momento particolarmente difficile per il Paese, che si avvia alla ripresa dopo la fase più drammatica dell'emergenza sanitaria da Covid-19".

Le onorificenze

Al termine dellae celebrazione sono state consegnate le onorificenze della Repubblica ad Oscar Ghetti, Pietro Riva, Maria Giulia Borriello, Michele Crescenzi e Dino Zattini.

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