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Forlì è in festa per la Madonna del Fuoco

Il 4 febbraio 2012 dettò legge il nevone. Quest'anno, salvo accadimenti straordinari, il copione della grande festa patronale ritornerà quello di sempre, dominato dalla solennità religiosa in Cattedrale

Il 4 febbraio 2012 dettò legge il nevone. Quest'anno, salvo accadimenti straordinari, il copione della grande festa patronale ritornerà quello di sempre, dominato dalla solennità religiosa in Cattedrale. Nella Cappella seicentesca dedicata alla madre celeste, sono previste celebrazioni eucaristiche a tutte le ore. A cominciare dalla liturgia delle 6.30, appannaggio dell'inossidabile don Livio Lombardi, rettore della chiesina del Miracolo, per approdare alla messa delle 19 dedicata alle associazioni e ai movimenti ecclesiali, sino all'ultima celebrazione delle 20.30.

L'evento liturgico più importante sarà la Messa pontificale delle 11, trasmessa in diretta su Teleromagna e officiata dal vescovo monsignor Lino Pizzi, con la partecipazione di numerose autorità civili e militari della città e del circondario. Sarà presente anche il civico gonfalone di Forlì accompagnato dal sindaco Roberto Balzani. Per rendere omaggio alla Madonna giungerà anche una delegazione dei salinari di Cervia, capeggiata da Oscar Turroni, presidente dell'Associazione Civiltà Salinara e dall'assessore Giovanni Grandu. Il legame tra la Madonna del Fuoco e i salinari di Cervia, testimoniata a partire dal XVII secolo, ha ripreso vigore oltre dieci anni fa, grazie alla collaborazione dell'allora assessore Gabriele Zelli, attuale sindaco di Dovadola, che anche in questa occasione accompagnerà il gruppo dei cervesi. La delegazione rivierasca porterà con se il civico gonfalone, lo stendardo dell'associazione, un'immagina sacra della Madonna realizzata dall'artista Pietro Fiumi e confezioni di sale che verranno portate all'altare al momento dell'offertorio.

“In questi giorni - dichiara con soddisfazione monsignor Pizzi - ho notato una buona partecipazione popolare alla Novena, predicata dall'arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia monsignor Giuseppe Verucchi e incentrata sulla fede, la famiglia e la comunione nella Chiesa. E' un buon presupposto in vista della grande festa patronale: vogliamo sperare che sia l'occasione, per quanti lo vorranno, per ravvivare la propria fede, la propria vita cristiana per una testimonianza coerente nella nostra società”. Il vescovo di Forlì-Bertinoro invoca caldamente la protezione della Madonna del Fuoco sui forlivesi: “La festa sarà anche l'occasione per pregare per il nostro Paese, nella difficile situazione economica e morale in cui ci troviamo. Perché quanti hanno a cuore le sorti del nostro Popolo e ne avranno la prima responsabilità, si impegnino seriamente per il bene di tutti”.

Il culto della Madonna del Fuoco nasce dal rovinoso incendio scoppiato nella notte fra il 4 e il 5 febbraio 1428 nella scuola di Lombardino da Riopetroso. L'edificio, situato nel punto di via Cobelli dove sorge la settecentesca chiesa del Miracolo, oggi custodita da monsignor Livio Lombardi, andò completamente distrutto. Dalle braci ardenti fu estratta, intatta, una fragile xilografia cartacea della Vergine. L'immagine si ritrovò esposta nell'allora Cattedrale di Santa Croce l'8 febbraio di quello stesso anno. Non è più in uso che, la sera della vigilia, i cacciatori sparino in cielo un numero di colpi propiziatori rigorosamente dispari, né che si accendano falò nelle aie di campagna utilizzando i rami di vite appena potati, ma resiste l'accensione delle luminarie sui balconi e sui davanzali delle case la sera della Vigilia, con le bancarelle che continuano a vendere la “piadina della Madonna”, dolce a base di anice secondo una ricetta medievale.

Ed è divenuta una costante della festa anche la “diretta” di Radio Maria, che avrà inizio alle 16.45 con i Secondi Vespri Pontificali presieduti dal vescovo monsignor Lino Pizzi. I canti di supporto saranno eseguiti da un'ensemble di corali diretta dal parroco di Terra del Sole don Marino Tozzi. Guiderà il Rosario il parroco della Cattedrale monsignor Quinto Fabbri. La Madonna del Fuoco rimane la più imponente fiera ambulante cittadina, con ben 222 bancarelle dislocate nel cuore del centro storico dalle 7.30 alle 20.

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