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Madonna del Fuoco, il vescovo: "E' un segno di speranza. Uniti non avremo paura di niente"

l’evento religioso più importante è stata la messa pontificale delle 11, officiata in Cattedrale dal vescovo di Forlì-Bertinoro mons. Livio Corazza

Centro di Forlì gremito per la festa patronale della Madonna del Fuoco. Il clima primaverile ha vinto la sfida contro il vento, attirando nel cuore cittadino la folla delle grandi occasioni. Se l’epicentro del culto tutto forlivese per la madre celeste rimane la chiesetta settecentesca di via Cobelli, nel punto in cui 592 anni fa, dal rogo della scuola del maestro Lombardino Brusi da Rio Petroso, fu estratta intatta solo l’immagine della vergine su carta, l’evento religioso più importante è stata la messa pontificale delle 11, officiata in Cattedrale dal vescovo di Forlì-Bertinoro Livio Corazza.

In prima fila fra i tanti fedeli presenti c’erano il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, il prefetto di Forlì-Cesena Antonio Corona, il presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì Roberto Pinza, esponenti delle autorità militari e dell’ordine pubblico operanti in città e il presidente del Consilio comunale di Cervia Giovanni Grandu, accompagnato da una delegazione dell’Associazione Civiltà Salinara nel pieno rispetto di una tradizione devozionale sorta nel XVII secolo.

“Dopo una preparazione più lunga dei consueti nove giorni - esordisce il pastore d’anime nell’omelia, pronunciata davanti ad un’assemblea straripante - oggi la Forlì di fede cristiana celebra la Madonna del Fuoco, Regina di Forlì”. Tappe di avvicinamento alla festa sono state la novena predicata da don Andrea Vena, biografo ufficiale della Beata Benedetta Bianchi Porro, la suggestiva Fiorita con la partecipazione di centinaia di bambini e famiglie da tutta la Diocesi e l’intensa veglia dei giovani. “Il disastroso incendio di quasi 600 anni fa – continua il presule friulano, a Forlì dal 22 aprile 2018 - è stato un episodio grave, anche se non drammatico come tanti altri, ma che è diventato da allora l’evento ecclesiale che consolida la relazione con Maria, nostra madre e la nostra fraternità. Chi non è credente non può capire. Sembra un episodio di poca consistenza, in sé. Un quadretto della Madonna che si salva dall’incendio non è un evento così straordinario. In fondo, nessuno è morto, nessuno ha perso casa, come accade ad esempio quando si verifica un terremoto. Eppure, fin da subito, anche se con alterne vicende, questo episodio è diventato l’occasione non solo per ricostruire una scuola, ma per edificare una comunità di fede".

Il vescovo arriva al culmine del suo intervento, individuando quello che, a suo dire, è il vero miracolo della Madonna del Fuoco: "Passano intere generazioni, ma la manifestazione non si ferma. Niente e nessuno l’ha fermata". Non ci sono riusciti coloro che spostarono la statua da piazza Saffi in un altro luogo e dopo 20 anni fu ricostruita dove si trova adesso (a fianco del Duomo, n.d.r.). Non l’hanno fermata nemmeno coloro che, negando l’esistenza stessa di Dio ridicolizzavano la fede. Maria continua ancora a incontrare tanta gente, a seminare il suo amore tra i fedeli e anche tra i non credenti. E la xilografia è diventata un segno di speranza, da cui ripartire per costruire una nuova fraternità". Il Vangelo della solennità racconta di Gesù che sulla croce affida la Madre a Giovanni: "E’ la dimostrazione di come ella parli anche con il silenzio". Della Madonna si parla poco nel Nuovo Testamento, e lei dice ancora meno: Maria è la Madre del silenzio. L’altra immagine del fuoco è la passione, che può trasformarsi in ira, vendetta, cattiveria senza limiti. Ma può anche animare in modo forte e robusto la nostra vita, dando la capacità di andare fino in fondo, nel realizzare i nostri ideali e sogni più belli. "Cari fratelli e sorelle – conclude il vescovo - con Maria continuiamo a costruire una nuova fraternità. O meglio, una fraternità rinnovata. Ci aspettano scelte delicate e coraggiose, come comunità cristiane, nel prossimo futuro. Con Maria sapremo superare le difficoltà. Sapremo superare egoismi, individualismi e campanilismi. Troviamo la forza per procedere insieme come popolo in cammino. Uniti, con Maria, non avremo paura di niente".

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